Geddy Lee, l'uccello nella stanza d'albergo e Neil Peart: «Non credo a queste cose, ma è stato un momento notevole»
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La domanda che nessuno voleva fare per primo
Da quando i Rush sono tornati sul palco senza Neil Peart, c'è una domanda che aleggia su ogni serata e che quasi nessuno osa formulare ad alta voce: dov'è, adesso, il Professore? Ai microfoni di Q107, la storica radio rock di Toronto, Joanne Wilder ha deciso di farla lo stesso a Geddy Lee. E Lee, invece di scansarla, ha raccontato una storia.
Come riporta Blabbermouth, il bassista ha ammesso di essere stato spiazzato: «Spooky question. Well, it's funny», ha risposto. Poi ha ricordato cosa successe dopo la prima data della tournée Fifty Something, al Kia Forum di Los Angeles il 7 giugno: rientrato in albergo, si è trovato un uccello dentro la stanza. Non un uccello qualunque — lo stesso, identico, a quello stampato sul manifesto del tour. Si è posato sul letto, se n'è andato, ed è tornato una seconda volta come per un ultimo cenno.
«I'm not a guy who believes in all that mumbo jumbo», ha precisato Lee. «But it was a kind of remarkable moment.» Che, tradotto dal lessico asciutto di un uomo che ha passato cinquant'anni a diffidare della retorica, è quanto di più vicino a una concessione si possa ottenere.
Il tour è partito a giugno con Anika Nilles dietro i tamburi — la batterista tedesca già al fianco di Jeff Beck — e Loren Gold alle tastiere, due set a sera e una scaletta che sfiora i quaranta brani. Numeri da carriera intera. Il resto, evidentemente, se lo tiene Geddy per sé.
Fonte: Blabbermouth (intervista Q107).