I Foo Fighters al Hollywood Bowl con l'orchestra: Razor non si sentiva dal 2006

Una sera sola, e sul palco c'era un'orchestra intera

I Foo Fighters dal vivo
Foto di proprietà di Paul Carless (St Albans, UK) – Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Ci sono concerti che esistono una volta e basta. Il 22 agosto 2026 i Foo Fighters hanno messo in pausa il Take Cover Tour per salire sul palco dell'Hollywood Bowl insieme alla Los Angeles Philharmonic e all'orchestra giovanile YOLA, con Gustavo Dudamel alla direzione. Come riporta Consequence, la serata faceva parte dei concerti che salutano i diciassette anni di Dudamel alla guida della Philharmonic: dalla stagione 2026-2027 il venezuelano si sposta alla New York Philharmonic.

E quando c'è un'occasione irripetibile, Dave Grohl apre i cassetti che tiene chiusi. In quindici brani sono rientrate Razor, che dal vivo mancava dal 2006, I Should Have Known, ferma al 2012, e Home, suonata in tutta la carriera appena nove volte. Intorno, i pezzi che tengono in piedi gli stadi: Times Like These, All My Life, The Pretender, My Hero, Best Of You, Everlong. E Aurora, che i Foo Fighters non suonano mai per caso: è la canzone di Taylor Hawkins, e anche quella sera è andata a lui.

Non era la prima volta che Grohl e Dudamel finivano sullo stesso palco: si erano già incrociati al Coachella 2025. Ma un conto è un'ospitata, un altro è una scaletta intera riscritta per archi, fiati e coro, chiusa dai fuochi d'artificio sopra le colline di Hollywood.

È il tipo di serata che tra vent'anni finisce dritta nel Calendario del Rock: una data che non si ripete, con dentro tre canzoni che quasi nessuno si aspettava di risentire.

Fonti: Consequence, NME.

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