Eddie Vedder suona per strada a Dublino, nel punto dove Glen Hansard aveva cominciato

Grafton Street, il posto dove tutto era cominciato

Eddie Vedder con la chitarra acustica

Non c'era un palco, non c'era un service, non c'era nemmeno un annuncio. C'era Eddie Vedder in piedi su Grafton Street, a Dublino, esattamente nel punto in cui Glen Hansard si metteva a suonare da quando aveva tredici anni. Come riporta NME, il cantante dei Pearl Jam è tornato in città nel fine settimana, pochi giorni dopo i funerali dell'amico, e ha fatto l'unica cosa che avesse davvero senso fare: ha aperto la custodia e ha suonato per chi passava di lì.

Nel set, breve e senza scaletta, sono arrivate Black dei Pearl Jam e Drive All Night di Bruce Springsteen, quest'ultima eseguita sulla chitarra di Hansard. Intorno, la famiglia e gli amici del musicista irlandese, morto il 29 luglio a 56 anni in un incidente in moto alle porte di Dublino.

Chi conosce la storia sa che Grafton Street non è un dettaglio pittoresco: è il punto di partenza. Il fondatore dei Frames — premio Oscar nel 2008 per Falling Slowly, scritta con Markéta Irglová per Once — aveva imparato il mestiere proprio lì, sul marciapiede, prima di qualsiasi disco e di qualsiasi statuetta. Tornarci con una chitarra in mano è il modo più diretto di dire una cosa che le parole non reggono.

Vedder e Hansard erano amici da tre lustri, e l'irlandese aveva raccontato più volte quanto quell'amicizia gli fosse costata poco e valsa molto: «È tutto cuore», aveva detto dell'americano. La settimana scorsa Vedder aveva già cantato ai funerali a St Patrick's, insieme a Bono e alla stessa Irglová.

Poi è tornato in strada. Che, per Glen Hansard, era sempre stata casa.

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