È morto David Z, l'uomo che registrò il primo demo di Prince
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L'architetto del Minneapolis Sound
Se n'è andato David Z, all'anagrafe David Rivkin, tra i produttori e gli ingegneri del suono più influenti mai usciti da Minneapolis. Aveva settantotto anni. È morto domenica in un ospedale di Burbank, in California, per le complicazioni di un'infezione: a confermarlo è stato il fratello minore Bobby Z, batterista dei Revolution di Prince, come riporta il Minneapolis Star Tribune.
La sua firma sta ovunque, anche dove non la si cerca. Nel 1976 fu lui a portare in studio un ragazzo di Minneapolis di nome Prince Rogers Nelson e a registrare il demo che gli valsè il contratto con la Warner Bros. Dieci anni dopo suonò e contribuì all'arrangiamento di «Kiss», uno dei pezzi più riconoscibili del Novecento: quel groove scheletrico, tutto vuoti e scatti, è anche opera sua.
Ma ridurlo a Prince sarebbe un torto. Da chitarrista aveva firmato «Funkytown» dei Lipps Inc.; da produttore portò a casa due Grammy lavorando con Etta James e una nomination per «She Drives Me Crazy» dei Fine Young Cannibals. Mise le mani su dischi di Buddy Guy e di un giovanissimo Jonny Lang, e all'inizio degli anni Settanta, da autore sotto contratto con la A&M, incrociò Gram Parsons e Billy Preston.
Il Minneapolis Sound — quel funk gelido e tagliente che negli anni Ottanta ha riscritto la grammatica del pop e del rock americano — non è nato soltanto dal talento di Prince. È nato anche dalle mani di chi sapeva esattamente dove mettere i microfoni.