Cappellino rosso al contrario e «Break Stuff»: Carrie Underwood si mette a fare nu metal

Al Velocity Festival dell'Iowa la stella del country ha cantato «Shine», «Scars», «One Step Closer» e «Break Stuff». C'è chi ha applaudito e chi ha storto il naso

Carrie Underwood

Foto di proprietà di Cosmopolitan UK · dal sito Wikimedia Commons (cc by 3.0)

Il posto, già di suo, è una cartolina americana: il Field of Dreams, il campo da baseball ricavato in mezzo al granturco dell'Iowa dove nel 1989 girarono il film con Kevin Costner. Sabato ci si è svolta la seconda serata del Velocity Festival, e in cima al cartellone c'era Carrie Underwood. Che a un certo punto ha fatto una cosa che nessuno si aspettava.

Come riporta Rolling Stone, la cantante ha infilato nella scaletta quattro cover di fila prese di peso dalla radio rock di fine anni Novanta: Shine dei Collective Soul, Scars dei Papa Roach, One Step Closer dei Linkin Park e, a chiudere il giro, Break Stuff dei Limp Bizkit. Per quest'ultima si è pure calata in testa un cappellino rosso girato all'indietro, citazione fin troppo esplicita di Fred Durst.

I video girati dal pubblico hanno fatto il giro della rete in poche ore, e la reazione si è spaccata in due. Da una parte chi si è goduto la deviazione; dall'altra chi ha trovato la scelta discutibile, vista la delicatezza del testo di Break Stuff — che infatti Underwood ha aggirato per larghi tratti, lasciando che fosse il pubblico a completare le parole più ruvide.

Al di là della polemica, resta il dato: nel 1999 Break Stuff e One Step Closer erano la colonna sonora di un genere che i critici davano per usa e getta. Ventisette anni dopo le canta una delle voci più premiate del country americano davanti a un campo di granturco, e il pubblico le sa a memoria. Il nu metal, quello che tutti giuravano sarebbe invecchiato malissimo, si è preso la sua rivincita da dove meno te l'aspetti.

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