Sex Pistols, 28 ottobre 1977: Never Mind the Bollocks, il disco che i negozi non volevano e un tribunale dovette assolvere
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Sex Pistols, 28 ottobre 1977: Never Mind the Bollocks, il disco che i negozi non volevano e un tribunale dovette assolvere

Sid Vicious, Steve Jones e Johnny Rotten sul palco di Trondheim, in Norvegia, nel luglio 1977.
Foto Arne S. Nielsen (Billedbladet NÅ), Archivio nazionale di Norvegia · dal sito Wikimedia Commons (nessuna restrizione nota).
Venerdì 28 ottobre 1977 esce in Gran Bretagna, su etichetta Virgin, Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols. È l'unico album in studio dei Sex Pistols, e arriva nei negozi con una settimana di anticipo: in Francia la Barclay lo aveva già messo in vendita, e la Virgin non voleva lasciare ai dischi d'importazione il primo assalto dei fan. Quando esce, la band ha già perso due case discografiche, un bassista e buona parte della pazienza della stampa inglese. Questa è la storia di come quel disco è arrivato nei negozi, e di come c'è rimasto.
Tre etichette in sette mesi
Nell'ottobre 1976 i Sex Pistols firmano con la EMI, la casa dei Beatles. A novembre esce il primo singolo, «Anarchy in the U.K.». Il 1° dicembre la band va in diretta alla TV di Londra, nel programma pomeridiano di Bill Grundy, e le parolacce di quella sera finiscono il giorno dopo sulle prime pagine dei giornali. La EMI li scarica all'inizio di gennaio.
A marzo 1977 firmano con la A&M, con tanto di cerimonia per i fotografi davanti a Buckingham Palace. Dopo una manciata di giorni anche la A&M rescinde il contratto e manda al macero le copie già stampate di «God Save the Queen». A maggio li prende la Virgin di Richard Branson, l'unica disposta a correre il rischio.
Nel frattempo la formazione è cambiata. A febbraio esce Glen Matlock, il bassista che aveva scritto buona parte delle musiche, ed entra Sid Vicious, amico di Johnny Rotten, più immagine che strumento. Per questo nel disco il basso lo suona quasi tutto Steve Jones, che sovraincide più chitarre una sull'altra fino a ottenere quel muro di suono. Alla batteria c'è Paul Cook, in regia Chris Thomas, che aveva già lavorato con i Beatles e con i Roxy Music, insieme a Bill Price.
Il Giubileo e il Nr.2
Il 27 maggio 1977, a pochi giorni dai festeggiamenti per i venticinque anni di regno di Elisabetta II, la Virgin pubblica «God Save the Queen». La BBC la tiene fuori dalle trasmissioni, diverse catene si rifiutano di venderla, ma il singolo vola. Nella classifica ufficiale della settimana del Giubileo si ferma al Nr.2, dietro a Rod Stewart, e da allora c'è chi giura che i numeri siano stati aggiustati. Il 7 giugno la band suona su un battello sul Tamigi, davanti al Parlamento: la polizia lo fa attraccare e arresta parte dell'entourage.
A luglio esce «Pretty Vacant», con il riff d'apertura di Steve Jones che diventerà uno dei più riconoscibili del punk, e a ottobre «Holidays in the Sun». L'album è quasi pronto, e porta dentro anche i singoli già usciti.

Johnny Rotten e Steve Jones al Paradiso di Amsterdam, il 6 gennaio 1977, nei giorni in cui la EMI rompe il contratto.
Foto Koen Suyk, Nationaal Archief · dal sito Wikimedia Commons (licenza CC0).
Una parola sulla copertina
La copertina la disegna Jamie Reid: fondo giallo acido, una fascia rosa, lettere ritagliate come in una lettera anonima. Il problema è la parola del titolo, bollocks, che nell'inglese di strada vuol dire, più o meno, «sciocchezze». Le grandi catene come Boots, W.H. Smith e Woolworths non lo vogliono sugli scaffali. Alcuni negozi lo espongono con il titolo coperto, e la radio non lo nomina.
Il disco però debutta al Nr.1 della classifica britannica. Negli Stati Uniti esce l'11 novembre, per la Warner Bros.
A novembre, a Nottingham, la polizia ferma il direttore del negozio Virgin della città, Christopher Seale, per la copertina esposta in vetrina. L'accusa si appoggia a una legge vittoriana contro gli annunci indecenti, del 1889. La Virgin manda a difenderlo John Mortimer, avvocato e scrittore, il papà televisivo di Rumpole. In aula sale come testimone un professore di lingua inglese dell'università di Nottingham, James Kingsley. Spiega ai giudici che bollocks è una parola antica, usata un tempo anche per i preti, e che nel titolo vuol dire semplicemente «lascia perdere le sciocchezze». Il 24 novembre il tribunale assolve il negozio. Il disco resta in vetrina.
Dopo il disco
I Sex Pistols reggono pochi mesi. A gennaio 1978 partono per la loro unica tournée americana, nel Sud più profondo, tra locali di cowboy e pubblico ostile. Il 14 gennaio, al Winterland di San Francisco, Johnny Rotten chiude il concerto con una domanda al pubblico, «Avete mai avuto la sensazione di essere stati imbrogliati?». Pochi giorni dopo la band non esiste più. Sid Vicious muore a New York nel febbraio 1979, a ventun anni.
Restano quei trentotto minuti. Never Mind the Bollocks è entrato in quasi tutte le liste dei dischi più importanti di sempre, ha convinto migliaia di ragazzi a prendere in mano una chitarra senza saperla suonare e ha mostrato che un disco poteva essere insieme un manifesto e una provocazione. In un anno solo, con un album solo, i Sex Pistols hanno fatto più rumore di molte band in vent'anni. E il titolo, alla fine, ha avuto ragione: tutto il resto erano sciocchezze.
🎧 Il brano del giorno
Sex Pistols – Pretty Vacant (da Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols, 1977)
Esce come singolo il 1° luglio 1977 ed è il terzo dei Sex Pistols. Nasce da un'idea di Glen Matlock, che raccontò di aver preso lo spunto dal giro di «SOS» degli ABBA; poi arriva Steve Jones con quelle quattro note di chitarra in apertura, secche, che ancora oggi bastano a far partire un pogo. Johnny Rotten canta di una generazione che non ha niente da dire perché nessuno la ascolta, e trasforma vacant, «vuoto», in una parola che sputa. A differenza di «God Save the Queen», questa la radio la passa, e il singolo entra nella Top 10 britannica. Qui sotto il video ufficiale, dal canale dei Sex Pistols.
Sotto il video ufficiale di «Pretty Vacant», il commento più votato è questo:
@shashsrivas · 7 anni fa
«The impact they made with 1 album has never been matched.»
Traduzione: «L'impatto che hanno avuto con un solo album non è mai stato eguagliato».
Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.
