19 settembre 1994: esce Zombie, la canzone con cui i Cranberries gridarono per i bambini di Warrington

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19 settembre 1994: esce «Zombie», la canzone con cui i Cranberries gridarono per i bambini di Warrington

Dolores O'Riordan canta al microfono accanto al chitarrista dei Cranberries sul palco del Palalido di Milano nel 1999

Dolores O'Riordan e i Cranberries sul palco del Palalido di Milano, il 20 aprile 1999, durante il Loud and Clear World Tour.
Foto dal sito Wikimedia Commons, autore Fabio Diena (licenza CC BY-SA 4.0).

Warrington, Inghilterra del nord-ovest, sabato 20 marzo 1993. È il giorno prima della festa della mamma e Bridge Street, la via dei negozi, è piena di gente. Alle 12:25 esplodono due bombe, a un minuto e a un centinaio di metri l'una dall'altra, nascoste dentro due cestini dei rifiuti di ghisa. Le ha messe l'IRA. Chi scappa dalla prima corre verso la seconda.

Johnathan Ball ha tre anni ed è in centro con la babysitter a comprare un biglietto d'auguri per la mamma: muore sul posto. Tim Parry ha dodici anni: resiste cinque giorni, poi il 25 marzo se ne va anche lui. I feriti sono più di cinquanta. L'Inghilterra si ferma, e a Dublino migliaia di persone scendono in strada per chiedere scusa a una città che non conoscono.

«Non sono stata io»

In quelle settimane i Cranberries sono in tour in Inghilterra. Vengono da Limerick, hanno appena pubblicato il primo album e hanno una cantante di ventuno anni, Dolores O'Riordan, con una voce che sembra troppo grande per il corpo minuto da cui esce. Il loro pullman passa vicino ai luoghi dell'attentato. «Mi ha colpita duramente», racconterà lei molti anni dopo. «Ero molto giovane, ma ricordo che ero devastata all'idea di bambini innocenti trascinati dentro una cosa del genere».

C'è anche un'altra ferita, più sottile. Essere irlandesi, in Inghilterra, in quei mesi, non è semplice. Dolores sente il bisogno di dirlo ad alta voce: l'IRA non è lei, non è la sua famiglia, non è l'Irlanda. «Sono degli idioti che vivono nel passato», dirà. E ancora: «Non posso accettare che dei bambini vengano massacrati dalla violenza politica».

Gli accordi le vengono sulla chitarra acustica, durante il tour. La canzone prende forma a casa, a Limerick, e arriva nella piccola sala prove della band, un capanno a Mungret. I compagni, Noel Hogan alla chitarra, suo fratello Mike al basso e Fergal Lawler alla batteria, partono con il loro solito tocco gentile. Lei li ferma, prende la chitarra elettrica e dice una cosa che cambia tutto: deve essere pesante, perché è arrabbiata. Più distorsione, più forza sui tamburi. In quella stanza minuscola suonano così forte che le parole quasi non si sentono.

Un anno sul palco, poi il disco

Prima di registrarla, i Cranberries la suonano dal vivo per circa un anno. Il pubblico non la conosce, eppure reagisce subito: per Lawler è il segno che il pezzo funziona. A gennaio del 1994 la suonano all'Astoria 2 di Londra; nel 1994 la registrano con il produttore Stephen Street, tra lo studio The Manor, nell'Oxfordshire, e i Townhouse Studios di Londra.

La Island Records ha paura. Dopo le ballate gentili di Linger e Dreams, un pezzo così duro e così politico come primo singolo sembra un azzardo: «troppo controverso, rischiate di non passare in radio». L'ex manager Allen Kovac racconta che Dolores arrivò a strappare un assegno da un milione di dollari che l'etichetta le offriva per lavorare a un'altra canzone. La band insiste, e alla fine la spunta. Il 13 agosto 1994, sul palco di Woodstock '94, Dolores la dedica a chi muore nelle guerre: Belfast, la Bosnia, il Ruanda.

Il 19 settembre

Il 19 settembre 1994, un lunedì, Zombie esce nei negozi del Regno Unito su etichetta Island, con Away e I Don't Need sul lato B. È il primo singolo di No Need to Argue, il secondo album, che arriva il 3 ottobre. Nella classifica britannica si ferma al quattordicesimo posto. Nel resto del mondo, invece, diventa un incendio.

È numero uno in Australia per sette settimane, in Germania, in Francia per nove settimane, in Belgio, in Danimarca e in Islanda. In America la Island non pubblica nemmeno un singolo da vendere, eppure il 29 ottobre 1994 Zombie è in cima alla classifica Billboard delle radio alternative. In Australia gli ascoltatori di Triple J la votano canzone dell'anno: è la prima volta che vince una voce femminile. Il 23 novembre 1995, a Parigi, gli MTV Europe Music Awards la premiano come miglior canzone, davanti a Michael Jackson.

Anche in Italia la sentiamo ovunque: arriva al sesto posto dei passaggi radio, e No Need to Argue sale fino al terzo posto della classifica degli album. E nel 2021, contando download e streaming dal 2009 in poi, le è arrivato anche un doppio disco di platino.

Oro, argento e bianco e nero

Il video lo gira Samuel Bayer, lo stesso di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Bayer va a Belfast con la scusa di un documentario sul processo di pace e filma in bianco e nero quello che trova: i murales, i ragazzini che giocano alla guerra, i soldati britannici di pattuglia. Uno di loro gli punta il fucile contro e gli dice di andarsene; quell'inquadratura è rimasta nel video.

Poi c'è l'altra metà, quella che ha voluto Dolores. Lei dipinta d'oro davanti a una grande croce, un gruppo di bambini dipinti d'argento come piccoli angeli con arco e frecce: la bellezza da una parte, il dolore a cui chiudiamo gli occhi dall'altra. La BBC e la televisione irlandese RTÉ lo bandiscono per le immagini violente e mandano in onda una versione con la sola band che suona. I Cranberries non l'hanno mai riconosciuta come loro.

La fontana del memoriale River of Life in Bridge Street a Warrington, dove esplosero le bombe del 20 marzo 1993

Bridge Street, Warrington: la fontana River of Life, il memoriale dedicato ai due bambini uccisi nell'attentato del 20 marzo 1993.
Foto dal sito Wikimedia Commons, autore Reading Tom, 2018 (licenza CC BY 2.0).

Quello che è rimasto a Warrington

Il 14 novembre 1996, in Bridge Street, viene inaugurata una fontana, la River of Life, disegnata insieme ai bambini delle scuole della città. I genitori di Tim Parry trasformano il lutto in lavoro: nasce una fondazione e, nel 2000, apre il Warrington Peace Centre, un luogo dove si parla di pace a chi la violenza l'ha vista da vicino.

Per anni qualcuno ha rimproverato a Dolores di aver messo mano a una storia troppo complicata per una ragazza di Limerick. La risposta più chiara è arrivata proprio da Warrington. Il 16 gennaio 2018 Colin Parry, il padre di Tim, ringrazia pubblicamente la cantante per quelle parole «maestose e molto vere»: leggerle scritte da una band irlandese, dice, è stato «molto, molto potente».

15 gennaio 2018

Colin Parry quelle parole le dice il giorno dopo la morte di Dolores. Il 15 gennaio 2018 Dolores O'Riordan è a Londra, all'Hilton di Park Lane. Ha 46 anni. Poco dopo l'una di notte lascia un messaggio vocale a un amico discografico: le è piaciuta tanto la nuova versione di Zombie registrata dai Bad Wolves, un gruppo metal americano, e si era offerta di cantarci sopra. La sessione è fissata per quella stessa mattina. Alle 9:16 viene dichiarata morta. L'inchiesta parlerà di un incidente.

I Bad Wolves pubblicano la loro Zombie tre giorni dopo, il 18 gennaio. Arriva in cima alla classifica rock americana e qualche mese più tardi la band dona 250.000 dollari ai figli di Dolores.

Un miliardo di volte

Il 18 aprile 2020 il video di Zombie supera un miliardo di visualizzazioni su YouTube: i Cranberries sono il primo gruppo irlandese a riuscirci, e appena il sesto video del Novecento dopo Queen, a-ha, Guns N' Roses e Nirvana. Fergal Lawler dice che è travolgente pensare a quanta gente abbia guardato una cosa nata in un piccolo capanno della contea di Limerick. E aggiunge: «Anche Dolores ha un grande sorriso orgoglioso stampato in faccia».

Nel frattempo la canzone ha trovato una seconda vita sugli spalti. La cantano i tifosi di hurling di Limerick, quelli del rugby di Munster, quelli della nazionale irlandese ai Mondiali del 2023. E dal 2025 la suonano a ogni partita in casa anche i Warrington Wolves, la squadra di rugby della città delle bombe, con il permesso della famiglia di Tim Parry. Trentadue anni dopo, a Warrington, Zombie non è più il ricordo di un giorno terribile. È una canzone che si canta insieme.

Fonti: cranberries.com (biografia ufficiale); Music Week, 17 settembre 1994 (elenco delle uscite dei singoli nel Regno Unito, settimana 19-25 settembre 1994); Official Charts Company (classifica singoli UK); Wikipedia EN (voci Zombie, No Need to Argue, Warrington bombings, Dolores O'Riordan, Samuel Bayer, 1995 MTV Europe Music Awards); Songwriting Magazine (Dolores O'Riordan sulla nascita della canzone); Rolling Stone (gli ultimi giorni di Dolores O'Riordan, 2018); uDiscover Music e Forbes (le interviste a Fergal Lawler e Noel Hogan, 2020); RTÉ (il miliardo di visualizzazioni, 18 aprile 2020).
Foto: Wikimedia Commons, Fabio Diena (CC BY-SA 4.0); Wikimedia Commons, Reading Tom (CC BY 2.0).


Sotto il video ufficiale di Zombie, sul canale TheCranberriesVEVO, uno dei commenti più votati dice così:

@dennishancock6931 · 2 anni fa
«A timeless anti war song which will always hold relevance particularly with current global events. Dolores had such an amazing voice»

Traduzione: «Una canzone contro la guerra senza tempo, che resterà sempre attuale, soprattutto con quello che succede oggi nel mondo. Dolores aveva una voce straordinaria»

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