5 ottobre 1962: esce «Love Me Do», il primo singolo dei Beatles. Tre sedute, tre batteristi e un'armonica

5 ottobre 1962: esce «Love Me Do», il primo singolo dei Beatles. Tre sedute, tre batteristi e un'armonica

I quattro Beatles in una foto in bianco e nero del 1963: Paul McCartney, Ringo Starr, George Harrison e John Lennon, in giacca senza colletto, sorridono stretti intorno a una sedia

I Beatles in una foto promozionale del 1963, pochi mesi dopo l'uscita di «Love Me Do»: da sinistra Paul McCartney, Ringo Starr, George Harrison e John Lennon.
Foto di Dezo Hoffmann, distribuita dalla Capitol Records · dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Venerdì 5 ottobre 1962 nei negozi di dischi inglesi arriva un 45 giri con l'etichetta rossa della Parlophone. Sul lato A c'è una canzone di due minuti e venti, con un'armonica in apertura e un ritornello che ripete tre parole. Si intitola «Love Me Do», e il gruppo che la suona viene da Liverpool e si chiama The Beatles.

Non è un trionfo: arriverà al Nr.17. Ma è il primo disco dei Beatles, e per farlo ci sono volute tre sedute di registrazione e tre batteristi diversi. Questa è la storia di quei quattro mesi.

Una canzone vecchia di anni

«Love Me Do» non nasce in studio. Paul McCartney ne scrive strofa e ritornello anni prima, da ragazzo, quando i Beatles ancora non esistono; John Lennon ci aggiunge la parte centrale. McCartney ricorderà che la canzone c'era già ai tempi di Amburgo, la città tedesca dove il gruppo si è fatto le ossa suonando per ore nei locali del porto.

Nel 1962 i Beatles hanno un manager, Brian Epstein, che gestisce un negozio di dischi a Liverpool e ha bussato a tutte le case discografiche di Londra. Hanno detto tutti di no. L'ultima porta è quella della Parlophone, una piccola etichetta del gruppo EMI conosciuta soprattutto per i dischi comici. La dirige George Martin, che accetta di sentirli.

6 giugno: la prima volta ad Abbey Road

Il 6 giugno 1962 i Beatles entrano per la prima volta negli studi della EMI in Abbey Road, a Londra. Alla batteria c'è Pete Best, che suona con loro da due anni. Incidono quattro canzoni: una è «Love Me Do».

Quel giorno nasce il dettaglio che si sente ancora oggi nel disco. Fino ad allora la frase «love me do» la cantava Lennon. Ma Lennon suona anche l'armonica, e l'armonica attacca proprio su quella parola: non può fare le due cose insieme. George Martin se ne accorge e passa la frase a McCartney, che se la ritrova addosso all'improvviso, da solo, con la voce che trema.

L'armonica è l'idea su cui il gruppo punta. Lennon è rimasto colpito da quella che si sente in «Hey! Baby» di Bruce Channel, un successo di quella primavera, suonata da un texano che si chiama Delbert McClinton. La sua l'ha portata via nel 1960 da un negozio di strumenti in Olanda, durante il viaggio verso Amburgo.

La facciata bianca a due piani degli Abbey Road Studios a Londra, con la scalinata d'ingresso, le finestre incorniciate di grigio e il cortile davanti

Gli studi di Abbey Road, a Londra: nel 1962 si chiamano ancora EMI Studios. Qui, in tre sedute fra giugno e settembre, nasce «Love Me Do».
Foto di Paul Gillett · dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

4 settembre: arriva Ringo, e una canzone che non vogliono

Durante l'estate cambia tutto. Pete Best viene allontanato e al suo posto arriva Ringo Starr, il batterista di un altro gruppo di Liverpool. Il 4 settembre i Beatles tornano ad Abbey Road con lui.

George Martin, però, ha in mente un'altra canzone per il primo singolo. Si chiama «How Do You Do It?», l'ha scritta un autore di professione, Mitch Murray, ed è il genere di pezzo allegro che in classifica funziona. I Beatles la incidono, ma controvoglia: McCartney dirà che a Liverpool, con una canzone così, non avrebbero più potuto farsi vedere in giro. Vogliono uscire con una cosa loro.

Quel giorno registrano anche «Love Me Do», con Ringo alla batteria: servono una quindicina di tentativi. Martin non è convinto fino in fondo, ma alla fine cede: il primo singolo sarà la loro canzone. «How Do You Do It?» resterà nel cassetto, e l'anno dopo porterà al Nr.1 un altro gruppo di Liverpool, Gerry and the Pacemakers.

11 settembre: un tamburello per Ringo

Una settimana dopo, l'11 settembre, i Beatles sono di nuovo in studio. Ringo trova un altro batterista seduto al suo posto: è Andy White, un turnista, cioè un musicista pagato a giornata per suonare nei dischi degli altri. All'epoca è normale: i produttori si fidano poco dei batteristi dei gruppi.

«Love Me Do» viene incisa da capo, per la terza volta, con White alla batteria. A Ringo, arrivato nel gruppo da tre settimane, mettono in mano un tamburello. Nel lato B, «P.S. I Love You», suona le maracas. Non lo dimenticherà mai.

Così, a metà settembre, di «Love Me Do» esistono due versioni buone: quella del 4 con Ringo e quella dell'11 con Andy White. Per distinguerle basta un orecchio attento: se si sente il tamburello, alla batteria non c'è Ringo.

5 ottobre: l'etichetta rossa

Sul 45 giri che esce il 5 ottobre 1962 finisce la versione con Ringo. È lo stesso giorno in cui a Londra debutta al cinema il primo film di James Bond: due pezzi dell'Inghilterra degli anni Sessanta cominciano insieme, senza saperlo.

Il disco sale piano. Entra in classifica, ci resta per settimane e si ferma al Nr.17. Per un gruppo di provincia al primo tentativo, con una canzone scritta in casa, è abbastanza perché la EMI dica: facciamone un altro. Il secondo singolo sarà «Please Please Me», e da lì non si fermeranno più.

George Harrison in piedi con una chitarra Gretsch e Ringo Starr seduto alla batteria Ludwig con la scritta The Beatles sulla grancassa, su un palco, in bianco e nero

George Harrison e Ringo Starr sul palco della King's Hall di Belfast, il 2 novembre 1964: due anni dopo «Love Me Do», la batteria non gliela toglie più nessuno.
Foto del Public Record Office of Northern Ireland · dal sito Wikimedia Commons (nessuna restrizione nota).

Due versioni, due destini

Quando nel 1963 esce il primo album, Please Please Me, dentro c'è l'altra «Love Me Do», quella con Andy White. È la stessa che viene stampata sulle copie successive del singolo, e la stessa che il 27 aprile 1964 esce negli Stati Uniti: in piena Beatlemania, arriva al Nr.1. Per decenni, chi compra «Love Me Do» ascolta quasi sempre un batterista che non è dei Beatles.

Nel 1982, per i vent'anni, il singolo torna nei negozi inglesi e stavolta sale fino al Nr.4. E il 2 novembre 2023 succede l'ultima cosa: «Love Me Do», nella versione originale con Ringo, esce insieme a «Now and Then», l'ultima canzone dei Beatles, completata da McCartney e Starr a partire da un nastro di Lennon. Il primo singolo e l'ultimo sullo stesso disco. Arriva al Nr.1 in Gran Bretagna: sessantuno anni dopo, quella prima versione ce l'ha fatta.

🎧 Il brano del giorno

The Beatles – Love Me Do (versione del singolo)

È la versione uscita il 5 ottobre 1962, quella del 4 settembre: niente tamburello, e alla batteria c'è Ringo Starr. Fate caso alla voce di Paul quando resta solo sulla frase del titolo.

Fonti: Wikipedia EN (voci Love Me Do, P.S. I Love You, How Do You Do It?, Now and Then), da cui vengono le date delle tre sedute, il racconto di McCartney sulla frase del titolo e quello di Lennon sull'armonica.

Sotto uno dei video più visti di «Love Me Do» su YouTube, fra i commenti più votati ce n'è uno che dice tutto in due righe:

@franraya4697 · 2 anni fa
«I was 12 years old when I first heard this and was hooked. Now I'm 73 and guess what? Still as hooked.»

Traduzione: «Avevo dodici anni quando l'ho sentita per la prima volta, e ci sono cascato. Adesso ne ho settantatré e indovinate? Ci casco ancora.»

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