16 settembre 1925: nasce B.B. King, l'uomo che faceva cantare la chitarra
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16 settembre 1925: nasce B.B. King, l'uomo che faceva cantare la chitarra

B.B. King con Lucille sul palco dell'Audimax dell'Università di Amburgo, nel novembre 1971.
Foto di proprietà di Heinrich Klaffs, 1971 — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).
Il 16 settembre 1925, in una piantagione di cotone chiamata Bear Creek, a Berclair, vicino a Itta Bena, in Mississippi, nasce Riley B. King. I genitori, Albert e Nora Ella, sono mezzadri. Quando il bambino ha quattro anni la madre se ne va, e a crescerlo è la nonna materna, Elnora Farr, a Kilmichael. Nessuno, fra quei campi, può immaginare che quel ragazzo diventerà per tutti il Re del Blues. Né che la sua chitarra avrà un nome di donna.
Tre accordi e un soprannome
La musica, all'inizio, è quella della chiesa: Riley canta nel coro gospel della Elkhorn Baptist Church. Un predicatore gli insegna i primi tre accordi su una Silvertone, la chitarra economica che si comprava per corrispondenza dal catalogo Sears Roebuck. La prima chitarra tutta sua gliela compra Flake Cartledge, l'uomo per cui lavora: costa 15 dollari.
Nel 1948 se ne va a West Memphis, in Arkansas, e riesce a suonare alla radio KWEM nel programma di Sonny Boy Williamson. Da lì arriva a Memphis, alla WDIA, dove gli danno uno spazio tutto suo di dieci minuti. In onda lo presentano come «Beale Street Blues Boy», il ragazzo del blues di Beale Street. Il nome si accorcia in «Blues Boy», poi restano solo due lettere: B.B.
Il fuoco di Twist
Nell'inverno del 1949 B.B. King suona in una sala da ballo a Twist, nella contea di Cross, in Arkansas. Per scaldare il locale, come si usava allora, in mezzo alla pista c'è un barile mezzo pieno di cherosene acceso. A un certo punto due uomini cominciano a picchiarsi, il barile si rovescia, il combustibile in fiamme scivola sul pavimento e la sala prende fuoco. Scappano tutti. Scappa anche lui.
Una volta fuori, si accorge di aver lasciato dentro la chitarra, una Gibson da 30 dollari. Rientra nell'edificio che brucia, la recupera ed esce per un soffio. Il giorno dopo scopre perché i due si erano azzuffati: per una donna che si chiamava Lucille. Secondo alcune ricostruzioni, quella notte nell'incendio morirono due persone. Da allora ogni chitarra di B.B. King si chiama Lucille: «per ricordarmi di non fare mai più una cosa del genere», spiegherà a David Letterman nel 1983.
Nel 2015 un giornale dell'Arkansas, The Arkansas Leader, ha provato a dare un volto a quel nome: Lucille Banks, che quella sera ballava con un altro uomo mentre il marito giocava d'azzardo nel retro. A Twist oggi un cartello stradale racconta la storia del chitarrista tornato fra le fiamme a riprendersi la chitarra.
Nel 1968 King le dedica un album intero, Lucille, uscito per la BluesWay. Il brano che apre il disco e gli dà il titolo dura dieci minuti e sedici secondi, e in quei dieci minuti King parla della sua chitarra e di come ha avuto quel nome.

B.B. King al Fillmore East di New York, nel giugno 1971.
Foto di proprietà di Eugene F. Tourangeau, 1971 — dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).
Trecentoquarantadue sere
Il primo grande successo arriva nel febbraio del 1952: 3 O'Clock Blues va al numero uno della classifica R&B di Billboard. Da quel momento B.B. King non scende più dal palco. Nel 1956 fa 342 concerti in un anno. Suona nei locali dei neri del Sud, poi nei teatri, poi nelle sale del rock.
Il suo modo di suonare è riconoscibile dopo una nota. Poche note, piegate e fatte vibrare: i bending fluidi e il vibrato della mano sinistra, che trasformano la chitarra in una seconda voce che risponde alla sua. È quel suono che generazioni di chitarristi elettrici, bianchi e neri, hanno provato a rifare.
Il brivido che se ne va
La canzone che porta B.B. King fuori dal circuito del blues non l'ha scritta lui. The Thrill Is Gone la firmano nel 1951 Roy Hawkins e Rick Darnell, e la versione di Hawkins arriva al sesto posto della classifica R&B. King la incide nel giugno del 1969 per l'album Completely Well, con il produttore Bill Szymczyk, e ci mette dentro una cosa che nel suo blues non c'era mai stata: gli archi.
Il singolo esce nel dicembre del 1969. Sale al terzo posto della classifica soul di Billboard e al 15° della Hot 100, e gli vale il Grammy per la miglior interpretazione vocale R&B maschile del 1970. Per Szymczyk è il primo successo della carriera. Nel 1998 la canzone entra nella Grammy Hall of Fame, e Rolling Stone la mette al 183° posto fra le 500 più grandi di sempre.
Una barca nella baia di Sydney
Nel 1980 B.B. King entra nella Blues Hall of Fame, nel 1987 nella Rock and Roll Hall of Fame. Lo stesso anno lo cercano quattro ragazzi irlandesi. Bono scrive per lui il testo di When Love Comes to Town: la suonano insieme dal vivo per la prima volta il 24 novembre 1987 a Fort Worth, in Texas, la incidono ai Sun Studio di Memphis e la pubblicano su Rattle and Hum, nel 1988. Uscita come singolo nel marzo del 1989, va al primo posto in Irlanda e al sesto in Gran Bretagna.
Quell'autunno gli U2 se lo portano in tour. Il Lovetown Tour parte il 21 settembre 1989 da Perth, in Australia: ogni sera B.B. King apre il concerto con la sua band, e alla fine torna sul palco con gli U2 per il bis. Cinque giorni prima della partenza, il 16 settembre 1989, compie 64 anni. La band noleggia una barca nella baia di Sydney e festeggia suonando con lui sull'acqua. La canzone scelta, secondo l'archivio dei concerti degli U2, è una sola: Lucille.
Fino all'ultima nota
Non smette mai. Nel 2000 incide con Eric Clapton Riding with the King, che vince il Grammy come miglior album di blues tradizionale. Nel 2010, a 84 anni, sale sul palco del Crossroads Guitar Festival e suona The Thrill Is Gone in mezzo a tre chitarristi che gli devono molto: Eric Clapton, Robert Cray e Jimmie Vaughan. È il video qui sotto. Alla fine i Grammy saranno quindici.
B.B. King muore a Las Vegas il 14 maggio 2015, a 89 anni. Il suo corteo funebre scende lungo Beale Street, la strada che gli aveva dato il nome, e lo riporta a Indianola, in Mississippi. Lucille, quella sera a Twist, l'aveva salvata lui. Per il resto della vita è stata lei a cantare al suo posto.
Sotto al video di The Thrill Is Gone al Crossroads Guitar Festival 2010, sul canale ufficiale di Rhino, uno dei commenti più votati dice così:
«Eric Clapton's solo: Virtuosity
Robert Cray's solo: Feel
Jimmy Vaughan's solo: Groove
B.B. King's solo: Heart and soul»
@TriềuDương-d2h · 5 anni fa
Traduzione: «L'assolo di Eric Clapton: virtuosismo. L'assolo di Robert Cray: sentimento. L'assolo di Jimmy Vaughan: groove. L'assolo di B.B. King: cuore e anima.»
Fonti: Wikipedia (voci B.B. King, Lucille, The Thrill Is Gone, Lucille (album), When Love Comes to Town, Lovetown Tour); Encyclopedia of Arkansas; The Arkansas Leader (2015); History.com (intervista a David Letterman, 1983); Rock & Roll Hall of Fame; bbking.com; u2gigs.com (Sydney, 16 settembre 1989).
Foto: di proprietà di Heinrich Klaffs, anche nella copertina (Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0); Eugene F. Tourangeau (Wikimedia Commons, pubblico dominio).
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