«Wonderwall» non muore mai: l'inno degli Oasis torna in classifica dopo quasi trent'anni, spinto dai Mondiali
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Gli Oasis dal vivo.
Foto di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 4.0).
Ci sono canzoni che non hanno bisogno di promozione, di algoritmi, di campagne social. Hanno solo bisogno di un momento. E il momento, per «Wonderwall», è arrivato da dove nessuno se lo aspettava: uno stadio di calcio.
Come riporta Consequence, l'inno eterno degli Oasis è rientrato nella Billboard Hot 100 al numero 27, per la prima volta dopo quasi trent'anni. Il merito? I Mondiali di calcio 2026, durante i quali i tifosi inglesi hanno adottato il brano come colonna sonora della loro cavalcata, trasformando gli spalti in un coro planetario. Da lì ai numeri dello streaming il passo è stato brevissimo.
Fermiamoci un attimo a pensarci: «Wonderwall» esce nell'ottobre 1995 dentro (What's the Story) Morning Glory?, nel cuore della stagione d'oro del Britpop, quando i fratelli Gallagher si contendevano le classifiche con i Blur e Manchester sembrava il centro del mondo. Trentun anni dopo, quella stessa canzone — scritta da Noel, cantata da Liam con quella voce che sa di sfida e di malinconia insieme — torna a scalare la classifica americana come se il tempo non fosse mai passato.
È la dimostrazione di qualcosa che qui su RMAW ripetiamo spesso: le grandi canzoni non invecchiano, cambiano solo pubblico. Ragazzi che nel 1995 non erano nemmeno nati oggi cantano «Wonderwall» negli stadi, ai falò, sotto la doccia. E per gli Oasis, reduci dalla reunion che ha riacceso il pianeta, questo ritorno in classifica è la ciliegina su una seconda giovinezza che nessuno, ai tempi delle liti infinite tra Liam e Noel, avrebbe osato pronosticare.
Il calcio passa, i tornei finiscono. «Wonderwall», a quanto pare, resta. E forse, dopotutto, è proprio lei la "wonderwall" di tutti noi.
Fonti: Consequence.
Foto: di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons.
