Niente intelligenza artificiale, solo mani: Steven Wilson annuncia «Requiem For A Village»
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Esce il 6 novembre per Fiction Records: dodici brani registrati suonando dal vivo, senza AI e senza correzioni digitali. Dentro c'è anche la penna di Andy Partridge degli XTC, con la voce di David Tennant
Steven Wilson dal vivo alla ARENA di Poznań, 2007. Foto di proprietà di Grzegorz Chorus (CC BY 2.0) · dal sito Wikimedia Commons
Un anno dopo «The Overview», Steven Wilson ha già pronto il disco successivo, e va nella direzione opposta a quella del mondo. Si chiama «Requiem For A Village», esce il 6 novembre per Fiction Records e, come riporta NME, è costruito come un rifiuto della modernità: niente intelligenza artificiale, niente software che raddrizza le note storte, solo strumenti suonati da persone in carne e ossa, con le loro imperfezioni.
Wilson lo riassume così: voleva tornare a una musica in cui si sentano «le impronte digitali, in senso metaforico». Detto da uno che ha passato vent'anni a rimettere a nuovo in studio i dischi degli altri, pesa il doppio.
Dodici i brani, dalla title track, già online, fino a «The Old God Is Buried», passando per titoli come «Hiraeth», «Murmuration» e «On Chapel Slope», che sanno di campagna inglese e di cose che spariscono. E c'è un ospite speciale: una parte narrata scritta da Andy Partridge degli XTC e letta dall'attore David Tennant. Il cerchio si chiude: Wilson è l'uomo che negli anni ha rimixato proprio il catalogo degli XTC.
Il disco arriva tre giorni dopo il suo compleanno: Steven Wilson è nato il 3 novembre 1967 a Kingston upon Thames, e nel frattempo ha riportato in vita anche i Porcupine Tree, con «Closure/Continuation» nel 2022. Il suo modo di andare avanti, a quanto pare, è guardare a cosa stiamo perdendo.
Fonti: NME, 21 settembre 2026.
Foto: di proprietà di Grzegorz Chorus (CC BY 2.0) · dal sito Wikimedia Commons.
