«Sto facendo progressi, lentamente»: Steve Howe racconta il recupero dopo l'operazione
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Tre mesi dopo l'operazione che ha fatto slittare al 2027 il tour degli Yes, il chitarrista parla per la prima volta del recupero: «Ci vorrà tempo per tornare alla normalità»
Steve Howe dal vivo, 24 aprile 2015. Foto di proprietà di Steve Knight (CC BY 2.0) · dal sito Wikimedia Commons
Ad aprile gli Yes avevano annunciato che Steve Howe doveva affrontare «un'operazione essenziale che richiede tempo di recupero», e avevano rinviato il tour britannico dedicato a «Fragile». Ora è lo stesso chitarrista a fare il punto, in un'intervista a Guitar Player ripresa da Ultimate Classic Rock.
Le sue parole sono sobrie, come lui: «Sto facendo progressi, lentamente». Racconta di aver attraversato «una cosa importante, ed è stata piuttosto dura», e di sapere che servirà tempo per tornare come prima. Sul tipo di intervento, nessun dettaglio. Il rinvio del tour lo definisce «immensamente deludente».
Il calendario è già riscritto: tutte le date del 2026 sono state spostate al 2027 e la band conta di tornare in giro a maggio. Nel frattempo, a giugno, è uscito «Aurora», il nuovo album in studio, che era già in lavorazione quando l'operazione è diventata inevitabile.
Howe ha 79 anni ed è negli Yes dal 1970: è sua la chitarra di «Roundabout», di «Close To The Edge», di «Mood For A Day», il piccolo gioiello acustico proprio di «Fragile». Per uno che ha insegnato a una generazione che la chitarra rock poteva suonare come un'orchestra, la pazienza è un'altra forma di virtuosismo.
Fonti: Ultimate Classic Rock, 18 settembre 2026, dall'intervista di Steve Howe a Guitar Player.
Foto: di proprietà di Steve Knight (CC BY 2.0) · dal sito Wikimedia Commons.
