«Una palla di filo spinato arrugginito»: Jay Weinberg racconta la terapia dopo gli Slipknot

«Una palla di filo spinato arrugginito»: Jay Weinberg racconta la terapia dopo gli Slipknot

Jay Weinberg alla batteria dal vivo nel 2024

Jay Weinberg dal vivo nel 2024.
Foto di proprietà di Stefan Brending (2eight) — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0 de).

Il 3 novembre 2023 Jay Weinberg suona il suo ultimo concerto con gli Slipknot. Due giorni dopo, il 5 novembre, la band annuncia che non fa più parte del gruppo: una «decisione creativa», scrivono. Nove anni dietro i tamburi della macchina da guerra di Des Moines — era arrivato nel 2014, al posto di Joey Jordison — finiscono in un pomeriggio. A febbraio 2024 il posto è già di Eloy Casagrande, arrivato dai Sepultura.

Di come si sia sentito, Weinberg non aveva quasi mai parlato. Adesso lo ha fatto, e non in un'intervista qualsiasi: come riporta Blabbermouth, si è seduto davanti a Bryce Maopolski di HeartSupport, l'associazione no profit che offre gratuitamente supporto psicologico a chi vive dentro la musica. L'immagine che usa per descrivere quei mesi è di quelle che restano: «A un certo punto mi sono ritrovato come una palla aggrovigliata di filo spinato arrugginito». Ed è, precisa, esattamente come si sentiva dentro.

La parte utile del racconto è la meno spettacolare. Weinberg ha cercato una terapeuta in Tennessee, e insiste su un punto che di solito nessuno dice: la prima non è quasi mai quella giusta, bisogna insistere. «L'ostinazione è valsa la pena», racconta. Quando finalmente ha trovato la persona giusta, «è stato come sbloccare una porta, una porta che avevo provato ad aprire con mille chiavi diverse». Oggi ha «qualcuno con cui parlo una volta alla settimana».

Nel frattempo la vita è andata avanti, e in fretta. Nel marzo 2024 è entrato nei Suicidal Tendencies, dove è rimasto circa un anno e mezzo: li ha lasciati a inizio 2026, dicendo di voler stare col figlio in arrivo e dedicarsi ai progetti suoi, a partire da Portraits of an Apparition. È diventato padre da pochi mesi — «una cosa che dà un taglio completamente nuovo alla vita». E dal giugno 2026 siede dietro i tamburi dei Fuming Mouth, death metal del Massachusetts: il 17 luglio è uscito The Ringing Bell, il suo primo disco con loro, ed è la cosa più pesante che abbia mai inciso.

Il metal ha passato trent'anni a raccontare il dolore in metafora. Sentirlo raccontare senza maschera, da uno che le maschere le portava davvero, fa un altro effetto.


Fonti: intervista a HeartSupport, via Blabbermouth (31 agosto 2026).
Foto: di proprietà di Stefan Brending (2eight) — dal sito Wikimedia Commons.

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