Una ex delle Pussy Riot racconta: «I servizi russi mi hanno reclutata per spiare gli artisti»

Una ex delle Pussy Riot racconta: «I servizi russi mi hanno reclutata per spiare gli artisti»

Pussy Riot dal vivo
Foto di proprietà di Schorle, da Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Le Pussy Riot sono nate per stare dalla parte opposta della polizia russa. È per questo che il racconto uscito in questi giorni pesa così tanto: una ex del collettivo dice di aver lavorato, per tre anni, proprio per chi le dava la caccia.

Rita Flores — all'anagrafe Margarita Konovalova — ha raccontato in un'intervista al sito indipendente Port Media, ripresa il 24 agosto da The Moscow Times e da The Art Newspaper, di essere stata reclutata dall'FSB nel 2023. Non per convinzione, dice: dopo pressioni pesanti e minacce di morte rivolte alla sua famiglia.

Il compito, secondo il suo racconto, era compilare schede: profili dettagliati di artisti contemporanei russi, di dissidenti, di attivisti contro la guerra, in Russia e nei paesi vicini. Il nome in codice che le avrebbero assegnato è «Harley».

La parte più grave riguarda Pyotr Verzilov, il volto più noto del gruppo Voina e vicino alle Pussy Riot, già vittima di un avvelenamento nel 2018. Flores dice che l'obiettivo vero era lui: avrebbe dovuto convincerlo a raggiungerla in Serbia, in un caffè dove ad aspettarlo ci sarebbero stati uomini dell'FSB. Per quella missione, afferma, le sarebbero stati offerti tra uno e tre milioni di rubli. Racconta di aver preso tempo per mesi, di aver confessato tutto al fidanzato e di averlo sposato per bloccare l'operazione. Poi è riuscita a lasciare la Russia.

Una premessa doverosa: questa è la sua versione. Non esistono, al momento, conferme indipendenti né riscontri giudiziari, e l'FSB non commenta. Lo scriviamo perché su una storia così la differenza tra «dichiara» e «è accertato» non è un dettaglio.

Resta il quadro, e quello è documentato da anni: le Pussy Riot nascono nel 2011, finiscono davanti al mondo intero nel 2012 con la preghiera punk nella cattedrale di Cristo Salvatore e le condanne a Nadya Tolokonnikova e Maria Alyokhina. Da allora il collettivo vive in gran parte in esilio, sotto sorveglianza, con i suoi membri iscritti negli elenchi degli «agenti stranieri». Il punk, in certi posti, non è mai stato solo musica.

Le storie in cui il rock finisce davanti a un tribunale le trovate sul Calendario del Rock.


Fonti: Port Media, The Moscow Times, The Art Newspaper, Kyiv Independent, Far Out Magazine (24-26 agosto 2026).

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