«Potrebbero continuare anche senza di me»: Tuomas Holopainen e il futuro dei Nightwish
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Il fondatore e compositore dei Nightwish dice a Metal Hammer che la band potrebbe andare avanti anche senza di lui: «È sempre stata più della somma delle sue parti»
Tuomas Holopainen all'Ilosaarirock, 2013. Foto di proprietà di Tuomas Vitikainen (CC BY-SA 3.0) · dal sito Wikimedia Commons
Di solito è il cantante a sembrare insostituibile. Nei Nightwish il ragionamento si è sempre fatto al contrario: le voci sono cambiate, il cuore è rimasto Tuomas Holopainen, che la band l'ha fondata nel 1996 a Kitee e ne ha scritto quasi ogni nota. Ed è proprio lui, adesso, a dire che nemmeno il cuore è indispensabile.
Nell'intervista sul numero 418 di Metal Hammer, ripresa da Louder, il tastierista quarantanovenne la mette così: se un membro qualsiasi se ne andasse, «me compreso», gli altri potrebbero continuare. Perché, spiega, «i Nightwish sono sempre stati più della somma delle loro parti».
Non è un'uscita di scena annunciata, e va letta per quello che è: la riflessione di chi in trent'anni ha visto passare tre cantanti — Tarja Turunen, Anette Olzon, Floor Jansen — e due bassisti, e la band è sempre rimasta in piedi. È la stessa intervista in cui, pochi giorni fa, aveva ammesso le colpe del gruppo nell'addio a Tarja, definendolo un divorzio, «e pure brutto».
Intanto i Nightwish restano fermi. Dopo «Yesterwynde» del 2024 non ci sono tournée in vista: il ritorno dal vivo è previsto per il 2028, e prima arriverà un disco nuovo. Nell'attesa, l'11 dicembre esce la raccolta di rarità «The Greatest 30 Years On Earth», e Floor Jansen riempie il calendario con le sue date soliste.
Trent'anni dopo Kitee, il fondatore parla della sua band come di una creatura che cammina da sola. Per chi scrive sinfonie, forse è il complimento più grande.
Fonti: Louder, 22 settembre 2026, dall'intervista di Metal Hammer (numero 418).
Foto: di proprietà di Tuomas Vitikainen (CC BY-SA 3.0) · dal sito Wikimedia Commons.
