Il poeta dietro «Tom Sawyer»: è morto Pye Dubois, paroliere dei Max Webster e dei Rush
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Non stava sul palco e non suonava nessuno strumento, ma le sue parole le hanno cantate milioni di persone: se ne va il «membro onorario» dei Max Webster
I Rush alla Key Arena di Seattle, tour R40, 19 luglio 2015. Foto di ArtBrom (CC BY-SA 2.0) · dal sito Wikimedia Commons
Il rock canadese perde il suo poeta più nascosto. Pye Dubois, all'anagrafe Paul Woods, è morto il 15 settembre 2026 nella sua casa di London, in Ontario. Aveva 77 anni. La notizia è arrivata con il necrologio pubblicato dalla Smith Funeral Home di Sarnia, la città dove era cresciuto, come riporta Louder.
Dal 1972 era il paroliere e il membro onorario dei Max Webster, la band dell'amico d'infanzia Kim Mitchell: suoi i testi di tutti e cinque gli album in studio del gruppo, versi storti e visionari che non somigliavano a niente.
Fu proprio andando in tour con i Max Webster che i Rush lo conobbero. Da una sua poesia, rimaneggiata da Neil Peart, nacque «Tom Sawyer», il brano che apre «Moving Pictures» (1981) e che è diventato l'inno della band. Dubois firmò con i Rush altre tre canzoni: «Force Ten» (1987), «Between Sun And Moon» (1993) e «Test For Echo» (1996). Nel 2021 era entrato nella Canadian Songwriters Hall of Fame.
«Sapevi proprio come fare una jam con la lingua inglese!», lo ha salutato Kim Mitchell. Non esiste definizione migliore.
Stasera, per lui, il guerriero dei giorni nostri di «Tom Sawyer» suona un po' più forte. Ciao, Pye.
Fonti: necrologio della Smith Funeral Home and Family Centre di Sarnia; Louder, 24 settembre 2026.
Foto: di ArtBrom (CC BY-SA 2.0) · dal sito Wikimedia Commons
