«E-Bow the Letter» dopo diciassette anni: Michael Stipe la riporta sul palco con i The National a Biarritz
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A Biarritz, per i cinquant'anni dei gemelli Dessner, Michael Stipe sale sul palco con i The National e riprende «E-Bow the Letter», il brano dei R.E.M. con Patti Smith che non cantava dal 2009
Michael Stipe dal vivo con i R.E.M., 2008. Foto di proprietà di Kapeksas · dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Ci sono canzoni che un cantante tiene chiuse in un cassetto, e «E-Bow the Letter» per Michael Stipe era una di queste. Il 19 ottobre, come riporta Far Out Magazine, l'ex voce dei R.E.M. l'ha tirata fuori a Biarritz, in Francia, durante la serata Mixtape all'Atabal, dentro il festival AB100: una festa divisa fra Biarritz e San Sebastián per i cinquant'anni di Aaron e Bryce Dessner, i gemelli chitarristi dei The National.
Sul palco con lui c'erano proprio i Dessner e Matt Berninger. Secondo Far Out, l'ultima volta che Stipe l'aveva cantata era il 2009, alla Carnegie Hall di New York: diciassette anni di silenzio per uno dei pezzi più strani e ipnotici della sua carriera.
Il legame non nasce adesso. Fra il 2007 e il 2008 i The National aprivano i concerti dei R.E.M., e Bryce Dessner ha ricordato che in quei mesi chiedevano a Stipe le canzoni che volevano sentire. Berninger ha raccontato invece il consiglio ricevuto allora: «Ricordatevi che prima di tutto eravate amici». Stipe, dal canto suo, è arrivato con un regalo: una scultura fatta da lui proprio nell'anno di quel tour.
«E-Bow the Letter» uscì nel 1996 come primo singolo di «New Adventures in Hi-Fi», con la voce di Patti Smith che risponde a quella di Stipe e la chitarra di Peter Buck suonata con l'EBow, l'archetto elettronico che dà il nome al brano. Fu una scelta coraggiosa per un primo singolo, lontana anni luce da «Losing My Religion». Con Aaron Dessner, del resto, Stipe aveva già inciso «No Time for Love Like Now» nel 2020. Il cerchio, a Biarritz, si è chiuso davanti a pochi fortunati.
Fonti: Far Out Magazine, 20 ottobre 2026.
Foto: di proprietà di Kapeksas · dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).
