Addio a David Fair: se ne va metà degli Half Japanese
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Addio a David Fair: se ne va metà degli Half Japanese
Gli Half Japanese dal vivo al Macbeth di Londra.
Foto di proprietà di Sebastián j. — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
Ci sono band che nascono in una sala prove e band che nascono in una cameretta. Gli Half Japanese nacquero in una cameretta di Uniontown, Maryland, dove due fratelli arrivati dal Michigan si erano messi in testa che per fare rock non servisse saperlo fare. Uno era Jad Fair. L'altro era David Fair, ed è morto nel fine settimana a 74 anni. La causa è stata il cancro: lo ha confermato Jad, come riporta Rolling Stone.
L'annuncio è arrivato domenica mattina, dai social dell'etichetta Thick Syrup Records e da Jeff Feuerzeig, il regista che nel 1993 aveva raccontato la band in un documentario. Jad ha messo su Facebook una fotografia dei due da bambini. Non serviva altro.
La storia comincia a metà anni Settanta, con registrazioni fatte in casa e nessuna intenzione di accordare niente. Nel 1977 esce Calling All Girls, un EP stampato sulla loro etichetta, la 50 Skidillion Watts: chitarre sghembe, voci gridate, canzoni d'amore che sembrano scritte con la mano sinistra. Il punto non era la perizia, era il permesso — l'idea che chiunque potesse alzare il volume e cominciare. Su quel permesso, negli anni, ci hanno costruito la carriera in parecchi.
David lasciò la band nel 1987, ma continuò a rientrare: c'era anche lui su Overjoyed, il disco del ritorno del 2014. E c'era, soprattutto, nel momento più luminoso: nel 1993 fu Kurt Cobain a volere gli Half Japanese come apertura dei concerti dei Nirvana. Il ragazzo di Aberdeen sapeva bene a chi doveva qualcosa.
Fonti: Rolling Stone, Stereogum (31 agosto 2026).
Foto: di proprietà di Sebastián j. — dal sito Wikimedia Commons.
