Eddie Vedder suona per strada a Dublino, nel punto dove Glen Hansard aveva cominciato

Grafton Street, il posto dove tutto era cominciato

Eddie Vedder con la chitarra acustica

Foto di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons (cc by 2.0).

Non c'era un palco, non c'era un service, non c'era nemmeno un annuncio. C'era Eddie Vedder in piedi su Grafton Street, a Dublino, esattamente nel punto in cui Glen Hansard si metteva a suonare da quando aveva tredici anni. Come riporta NME, il cantante dei Pearl Jam è tornato in città nel fine settimana, pochi giorni dopo i funerali dell'amico, e ha fatto l'unica cosa che avesse davvero senso fare: ha aperto la custodia e ha suonato per chi passava di lì.

Nel set, breve e senza scaletta, sono arrivate Black dei Pearl Jam e Drive All Night di Bruce Springsteen, quest'ultima eseguita sulla chitarra di Hansard. Intorno, la famiglia e gli amici del musicista irlandese, morto il 29 luglio a 56 anni in un incidente in moto alle porte di Dublino.

Chi conosce la storia sa che Grafton Street non è un dettaglio pittoresco: è il punto di partenza. Il fondatore dei Frames — premio Oscar nel 2008 per Falling Slowly, scritta con Markéta Irglová per Once — aveva imparato il mestiere proprio lì, sul marciapiede, prima di qualsiasi disco e di qualsiasi statuetta. Tornarci con una chitarra in mano è il modo più diretto di dire una cosa che le parole non reggono.

Vedder e Hansard erano amici da tre lustri, e l'irlandese aveva raccontato più volte quanto quell'amicizia gli fosse costata poco e valsa molto: «È tutto cuore», aveva detto dell'americano. La settimana scorsa Vedder aveva già cantato ai funerali a St Patrick's, insieme a Bono e alla stessa Irglová.

Poi è tornato in strada. Che, per Glen Hansard, era sempre stata casa.


Fonti: NME.
Foto: di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons (cc by 2.0).

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