«Non pagherò un riscatto»: Alanis Morissette fa causa alla sua ex tour manager

«Non pagherò un riscatto»: Alanis Morissette fa causa alla sua ex tour manager

Alanis Morissette canta al microfono durante un concerto

Alanis Morissette dal vivo.
Foto di proprietà di Nru (Wikipedia in tedesco) — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0 de).

Le carte depositate martedì 1º settembre 2026 in un tribunale federale della California raccontano una storia che non somiglia a nessuna delle solite cause del music business. Alanis Morissette ha citato Keren Urinov, ex dirigente della divisione israeliana di Live Nation e sua tour manager per il giro europeo del 2025, per estorsione, frode e falsa rappresentazione colposa.

Il punto di partenza, secondo la ricostruzione della denuncia riportata da Rolling Stone e Consequence, è un aeroporto. Nel 2025, mentre la troupe volava dal Regno Unito alla Spagna, le autorità britanniche hanno fermato Urinov: in un bagaglio segnalato ci sarebbero stati marijuana — coperta da un permesso medico israeliano — e xilazina, un tranquillante per animali il cui uso è illecito.

Da lì, sempre secondo la causa, sarebbe cominciata la parte grave. Urinov avrebbe minacciato di riferire alla polizia britannica accuse di traffico di droga a carico dell'entourage se Morissette non le avesse fatto firmare un contratto da quindici anni, con aumenti annuali, bonus e sponsorizzazione per l'immigrazione. Nel documento si legge anche che Urinov avrebbe raccontato lei stessa di essere già stata arrestata in America Latina per contrabbando di droga nascosta in una tavola da surf.

La frase che riassume tutto è nella denuncia: Morissette non intende «lavorare con una ricattatrice incompetente per i prossimi quindici anni né pagarle un riscatto sotto la minaccia». Chiede oltre 75.000 dollari di restituzione più danni punitivi — fra le voci, un errore di prenotazione alberghiera che le sarebbe costato 70.000 dollari — e ha domandato un processo con giuria.

Sono, per ora, le accuse di una parte sola: Urinov non ha replicato pubblicamente e nessuna delle contestazioni è stata provata in aula. Ma per chi ha passato trent'anni ad ascoltare Jagged Little Pill — il disco che nel 1995 fece della rabbia dichiarata un genere — l'idea di Alanis Morissette che rifiuta di stare zitta e mette tutto per iscritto davanti a un giudice ha una sua coerenza.


Fonti: Rolling Stone e Consequence (1-2 settembre 2026).
Foto: di proprietà di Nru (Wikipedia in tedesco) — dal sito Wikimedia Commons.

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