Cinquant'anni di «Tales of Mystery and Imagination»: l'esordio dell'Alan Parsons Project torna con dodici inediti

Il disco del 1976 ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe esce l'11 dicembre in quattro formati: dentro ci sono 34 brani aggiunti, dodici dei quali mai pubblicati, e un nuovo mix in Dolby Atmos

Alan Parsons canta con la chitarra acustica, dal vivo alla Night of the Proms nel 2019

Alan Parsons dal vivo alla Night of the Proms, novembre 2019. Foto di proprietà di Sven Mandel (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons

Nel 1976 Alan Parsons era l'uomo dietro il vetro: da ragazzo aveva lavorato ad Abbey Road dei Beatles, poi era stato il tecnico del suono di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Insieme al compositore Eric Woolfson ebbe un'idea rovesciata rispetto alle abitudini del rock: una band senza volto, dove a comandare era lo studio di registrazione e i cantanti cambiavano da un brano all'altro.

Il primo frutto fu Tales of Mystery and Imagination, un album intero costruito sui racconti e sulle poesie di Edgar Allan Poe: Il corvo, Il cuore rivelatore, La caduta della casa degli Usher. Quest'anno compie cinquant'anni e, come riporta Louder, torna nei negozi venerdì 11 dicembre.

I formati sono quattro. Il più ricco è il triplo CD: l'album originale, la versione remixata nel 1987 e 34 brani aggiunti fra prove, demo e versioni alternative, dodici dei quali mai pubblicati. C'è poi un triplo vinile con libro, stampato in 1.976 copie numerate, che ai due dischi affianca un terzo album di «lavori in corso»; un vinile illustrato con il solo disco del 1976; e un Blu-ray con un mix in Dolby Atmos fatto quest'anno e quello a sei canali curato da Parsons nel 2016. Tutto è stato rimasterizzato da Miles Showell agli Abbey Road Studios, e nel libro parlano lo stesso Parsons e Sally Woolfson, la figlia di Eric, scomparso nel 2009.

Riascoltato oggi, quel disco resta una stranezza riuscita: in The Raven la voce passa dentro un vocoder, uno dei primi casi nel rock, e in The Tell-Tale Heart urla Arthur Brown, quello di Fire. Nella versione del 1987 Parsons aggiunse anche la voce narrante di Orson Welles, registrata anni prima e rimasta fuori. Da lì partì una storia da decine di milioni di dischi venduti, quella di I Robot e di Eye in the Sky.

Nel Calendario del Rock il 1976 è un anno affollato. Questo è uno di quei dischi che non fecero rumore subito, ma che mezzo secolo dopo sono ancora lì.

Voi da dove siete entrati nel mondo di Alan Parsons: da Poe o da Eye in the Sky?

Fonti: Louder, 8 ottobre 2026; sito ufficiale dell'Alan Parsons Project.
Foto: di proprietà di Sven Mandel (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons.

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