Storm Thorgerson: l'uomo che ha dato un volto al rock

Storm Thorgerson: l'uomo che ha dato un volto al rock

Non suonava strumenti, non scriveva canzoni, non cantava. Eppure, senza Storm Thorgerson, il rock come lo conosciamo oggi avrebbe un aspetto completamente diverso. Il prisma di The Dark Side of the Moon, l'uomo in fiamme di Wish You Were Here, il maiale rosa che sorvola la centrale elettrica di Battersea su Animals: dietro queste immagini — e decine di altre entrate nella memoria collettiva della cultura rock — c'è un artista eccentrico, pignolo, ossessivo, amatissimo e temutissimo. Oggi raccontiamo la sua storia, il 18 aprile, giorno in cui ci ha lasciato nel 2013.

🎒 Cambridge, anni Sessanta: i compagni di scuola che avrebbero cambiato il rock

Storm Elvin Thorgerson nasce a Potters Bar, nel Middlesex, il 28 febbraio 1944, in una famiglia di origini norvegesi. Cresce però a Cambridge, dove frequenta prima la Brunswick Primary School e poi la Cambridgeshire High School for Boys. In quegli anni stringe un'amicizia che diventerà leggendaria: è compagno di classe di Roger Waters, mentre nella stessa scuola — un anno più giovane — c'è anche Syd Barrett. I tre ragazzi condividono passioni per l'arte, il cinema, la letteratura, e passano ore a sperimentare insieme. Nel 1965 Storm assiste al primo viaggio con l'LSD di Barrett. Nessuno di loro sa che, pochi anni dopo, quelle chiacchierate e quei sogni costruiranno non solo i Pink Floyd, ma un intero modo di intendere il rock come esperienza totale.

🔺 Hipgnosis: uno studio nato da uno scherzo di Syd Barrett

Nel 1968, dopo essersi laureato prima in Filosofia a Leicester e poi al Royal College of Art in Film e Televisione, Storm fonda insieme ad Aubrey "Po" Powell uno studio di design grafico. Il nome viene scritto da Syd Barrett stesso, come burla, sulla porta della loro stanza: Hipgnosis. Un incrocio tra "hip" e "gnosis", parola greca che significa "conoscenza". Invece di cancellarlo, Storm e Aubrey lo adottano. Iniziano subito con i Pink Floyd, firmando la copertina di A Saucerful of Secrets. Il principio è semplice e rivoluzionario: una copertina non deve mostrare il prodotto — deve porre una domanda, generare sogno, spiazzare. Niente ritratti, niente banalità, solo immagini capaci di entrare nell'immaginario collettivo e restarci per sempre.

💡 Il prisma del 1973: un'idea da cinquanta milioni di copie

Nel 1973 i Pink Floyd chiedono a Hipgnosis una copertina per il nuovo album. Rick Wright è chiaro: vogliono qualcosa di semplice, grafico, audace. Storm e il suo collaboratore George Hardie si ispirano a un libro di fisica: un prisma che scompone la luce bianca in uno spettro di colori. Basta quello. L'immagine diventa l'icona assoluta di The Dark Side of the Moon e degli stessi Pink Floyd: oggi è riconosciuta istantaneamente da miliardi di persone, anche da chi non ha mai ascoltato l'album. Un triangolo, un raggio, uno spettro: un'idea perfetta. È anche la prova di uno dei grandi insegnamenti di Thorgerson: la potenza non sta nell'ornamento, ma nell'intuizione che resta nel tempo.

🐷 L'uomo in fiamme e i maiali volanti: Hipgnosis entra nel mito

Due anni dopo Dark Side, per Wish You Were Here (1975), Storm vuole raccontare visivamente un tema fondamentale dell'album: l'assenza, l'ipocrisia dell'industria musicale, il vuoto emotivo. Nasce così l'immagine di due uomini d'affari che si stringono la mano — uno dei due letteralmente in fiamme. Poi, nel 1977, per Animals, un maiale gonfiabile di dieci metri vola sopra la centrale elettrica di Battersea a Londra durante le riprese: si libera, finisce nella rotta di volo di Heathrow, causa il caos. Ogni copertina di Storm è così: un evento, un'impresa, una metafora costruita con ossessione maniacale. Era insopportabile da gestire, ma il risultato era sempre irrinunciabile.

🎨 Oltre i Pink Floyd: Led Zeppelin, Muse, Audioslave

Hipgnosis non lavora solo con i Pink Floyd. Storm e Aubrey firmano copertine leggendarie per Led Zeppelin (Houses of the Holy, Presence, In Through the Out Door), Black Sabbath (Technical Ecstasy, Never Say Die!), 10cc, Peter Gabriel, Alan Parsons Project, Paul McCartney, Genesis. Quando Hipgnosis chiude nel 1983, Storm fonda StormStudios e ricomincia. Negli anni successivi firma Absolution e Black Holes and Revelations dei Muse, Bury the Hatchet dei Cranberries, Audioslave, album dei Mars Volta, dei Dream Theater, dei Biffy Clyro. Il suo stile resta immediatamente riconoscibile: immagini impossibili costruite in analogico — niente fotomontaggi digitali, ma scenografie vere, fotografie reali, oggetti costruiti ad hoc. Un approccio quasi cinematografico al design grafico.

🕯️ L'ultimo respiro: la malattia, l'addio, l'eredità

Nel 2003 Storm Thorgerson ha un ictus che lo paralizza parzialmente. Avrebbe potuto ritirarsi. Invece torna al lavoro, magari più lento ma con la stessa ossessione per il dettaglio. Lavora fino agli ultimi mesi, anche dopo la diagnosi del cancro che lo porterà via il 18 aprile 2013, a Londra, a 69 anni. David Gilmour lo ricorda come "una forza costante nella mia vita, sia al lavoro che nel privato". Roger Waters, con cui aveva litigato e fatto pace più volte, gli aveva dedicato l'album Amused to Death. Storm non scriveva canzoni, non suonava strumenti. Ma insegnò a generazioni di ascoltatori che un album non è solo suono: è un oggetto totale, un rito, un'esperienza. Ci insegnò a vedere il rock.

────────────────────────────────────────
Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.