Comfortably Numb dei Pink Floyd: la storia e l'addio del Live 8


Comfortably Numb: l'assolo nato dal torpore e l'ultimo addio dei Pink Floyd


Il 23 giugno 1980, negli Stati Uniti, i Pink Floyd pubblicano come terzo singolo da The Wall un brano destinato a vivere ben oltre la sua epoca: Comfortably Numb, con Hey You sul lato B. All'uscita, in America, non entra nemmeno in classifica. Eppure oggi è considerato uno dei vertici assoluti del rock, e il suo assolo finale viene votato di continuo tra i più grandi di tutti i tempi. È una canzone che parla di torpore, di distanza, del muro invisibile che può alzarsi tra un essere umano e il mondo. E come spesso accade con i Pink Floyd, dietro la sua bellezza si nasconde una storia fatta di dolore, di tensioni e, alla fine, di un lungo addio.

Un'iniezione a Philadelphia

Le parole di Roger Waters nascono da un episodio reale, vissuto durante il tour del 1977. Prima di un concerto a Philadelphia, Waters è piegato da fortissimi crampi allo stomaco. Un medico, chiamato in fretta, gli pratica un'iniezione di un sedativo di cui non conoscerà mai con certezza la natura. «È stata l'ora più lunga della mia vita», racconterà anni dopo, «cercavo di fare lo show e a malapena riuscivo ad alzare un braccio». Sul palco, intontito, percepisce le mani gonfie come palloni e il pubblico che si allontana fino a diventare un'eco. Da quella sensazione di estraniamento — comfortably numb, comodamente intorpidito — nascono il titolo e il cuore emotivo del brano.

Una demo dimenticata di Gilmour

La musica, invece, arriva da un'altra strada. David Gilmour aveva inciso una demo strumentale nel 1978, mentre lavorava al suo primo album solista, e poi l'aveva messa da parte. Quando i Pink Floyd iniziano a costruire The Wall, quel frammento torna utile. Il titolo di lavorazione è, non a caso, The Doctor: la scena di un uomo visitato e drogato prima di salire sul palco. Da quell'incastro tra la musica di Gilmour e le parole di Waters nasce uno dei pochissimi brani dell'album firmati da entrambi, e forse proprio per questo uno dei più ricchi di tensione.

Il muro che divide

Comfortably Numb è il momento più alto del concept di The Wall: la storia di Pink, una rockstar che, schiacciata da traumi e isolamento, costruisce attorno a sé un muro fino a perdere il contatto con la realtà. La canzone è il dialogo tra il medico che cerca di rimetterlo in piedi per lo show e la voce interiore di Pink, persa in un ricordo d'infanzia. È la metafora perfetta della distanza che i Pink Floyd sentivano crescere tra loro e le folle oceaniche dei concerti negli stadi: un pubblico così lontano da diventare un'astrazione, una massa indistinta dietro le luci.

La battaglia in studio

Dietro tanta perfezione c'è una guerra. Waters e Gilmour litigarono a lungo sull'arrangiamento: Waters voleva un'apertura più scarna e orchestrale, Gilmour un suono più potente e rock. «Abbiamo litigato come matti su Comfortably Numb», ammetterà Gilmour. Alla fine, il compromesso: l'inizio cupo voluto da Waters e l'assolo finale voluto da Gilmour. Quell'assolo il chitarrista lo costruì registrando diverse versioni e scegliendo i frammenti migliori, a caccia di un suono volutamente sbilenco. «Voglio che suoni ubriaco», disse in studio. Il co-produttore Bob Ezrin lo avrebbe definito «forse il miglior assolo di tutti i tempi», ricordando di essersi commosso fino alle lacrime nel sentirlo nascere.

Sul palco di The Wall

Quando The Wall diventa spettacolo dal vivo, tra il 1980 e il 1981, Comfortably Numb si trasforma in puro teatro. Durante l'esecuzione, un vero muro di mattoni di cartone viene innalzato sul palco fino a separare completamente la band dal pubblico. Waters canta la parte del medico in basso, ai piedi della parete; Gilmour appare all'improvviso in cima al muro, illuminato da dietro da fari accecanti, per suonare l'assolo come un'apparizione sospesa nel vuoto. È un'immagine che ha definito per sempre l'idea stessa di rock-opera e che resta tra le più potenti mai portate su un palco.

Hyde Park, 2 luglio 2005

La storia di Comfortably Numb ha un epilogo che commuove ancora. Il 2 luglio 2005, al Live 8 di Hyde Park a Londra, accade l'impensabile: Roger Waters torna a suonare con David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason per la prima volta dal 1981. La formazione classica dei Pink Floyd, di nuovo insieme, chiude il suo breve set proprio con Comfortably Numb. Nessuno, quella sera, può immaginarlo: è l'ultima volta in assoluto che i quattro suoneranno insieme. Richard Wright, l'uomo delle tastiere e delle armonie, si spegnerà nel settembre del 2008. Davanti a una folla sterminata, l'assolo "ubriaco" di Gilmour suona, a riascoltarlo oggi, come un commiato.

🎧 Il brano del giorno: Comfortably Numb (Live 8, 2005)

Il brano del giorno è Comfortably Numb nella versione del Live 8 del 2 luglio 2005. È la testimonianza più preziosa della formazione classica dei Pink Floyd di nuovo riunita: Waters, Gilmour, Wright e Mason un'ultima volta sullo stesso palco, fianco a fianco. Ascoltarla oggi, sapendo che Richard Wright se ne sarebbe andato tre anni dopo, trasforma quei pochi minuti in qualcosa di sacro: l'addio non dichiarato di una delle band più grandi di sempre.

Top comment dal video YouTube:

@iridescent-frog1059 · 6 anni fa
«If the people in the crowd knew, how lucky they were to see the full lineup - RIP Richard Wright 1943-2008»
(Se solo le persone tra il pubblico avessero saputo quanto erano fortunate a vedere la formazione al completo – RIP Richard Wright 1943-2008)


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