L'ultimo tuono: la notte in cui i Led Zeppelin salutarono John Bonham

Led Zeppelin dal vivo 1980

L'ultimo tuono: la notte in cui i Led Zeppelin salutarono John Bonham


Il 7 luglio 1980 i Led Zeppelin salirono sul palco dell'Eissporthalle di Berlino come avevano fatto centinaia di volte. Era l'ultima data del loro tour europeo, il pubblico era caldo, la band rodata. Nessuno, quella sera, poteva sapere di stare assistendo all'ultimo concerto della storia dei Led Zeppelin con John Bonham alla batteria. Poche settimane dopo, il gigante dietro le pelli non ci sarebbe più stato – e con lui se ne sarebbe andata la band più potente del rock.

Berlino, ultima fermata

Quella di Berlino era la quattordicesima e ultima tappa del 'Tour Over Europe 1980', pensato per rimettere in moto la macchina Led Zeppelin dopo l'uscita di In Through the Out Door (1979). Niente più maratone di tre ore e assoli chilometrici come negli anni d'oro: set più asciutti, quasi un ritorno alle origini. La band sembrava pronta a ripartire, con l'America già nel mirino per l'autunno.

I segnali di Norimberga

Due settimane prima, il 27 giugno a Norimberga, era successo qualcosa di inquietante: dopo appena tre canzoni Bonham si era accasciato e il concerto era stato interrotto di colpo. Ufficialmente un'intossicazione alimentare, ma in molti sussurrarono di un malore più serio. Fu un campanello d'allarme che, col senno di poi, nessuno seppe ascoltare davvero.

Una scaletta come tante

A Berlino, invece, tutto filò liscio. I Led Zeppelin aprirono con Train Kept A-Rollin', il pezzo con cui iniziavano i concerti fin dal 1968, e chiusero con l'inevitabile Whole Lotta Love. In mezzo, i classici di sempre: Black Dog, All My Love, Stairway to Heaven. Una serata solida, professionale, senza il minimo sentore di addio. Proprio questa è la cosa che oggi fa più impressione.

John Bonham alla batteria

Il cuore pulsante: John Bonham

Perché Bonham non era semplicemente il batterista dei Led Zeppelin: era il loro motore. La sua potenza, il suo swing pesantissimo e quel senso del tempo inimitabile erano la fondazione su cui poggiava tutto il resto. Page poteva inventare i riff, Plant poteva urlare come un dio greco, ma era Bonzo a dare a quella musica il suo peso specifico. Toglilo, e il castello crolla.

Il silenzio dopo il tuono

Il 25 settembre 1980, meno di tre mesi dopo Berlino, John Bonham venne trovato senza vita: aveva solo 32 anni. Il 4 dicembre i tre superstiti diffusero un comunicato asciutto e definitivo: non avrebbero potuto continuare 'come erano'. Niente sostituti, niente reunion di comodo. I Led Zeppelin sceglievano di finire lì, per rispetto verso l'amico che se n'era andato.

Un addio senza saperlo

È questa la lezione amara di quella sera all'Eissporthalle: le fini più grandi arrivano quasi sempre in punta di piedi, travestite da normalità. Nessuno, il 7 luglio 1980, applaudì un addio. Il pubblico tornò a casa convinto di aver visto un concerto come tanti, con l'idea di rivederli presto. Invece aveva assistito all'ultima, irripetibile notte dei Led Zeppelin. E forse è giusto così: certe leggende non si congedano con un discorso, ma con un ultimo, fragoroso Whole Lotta Love.

🎧 Il video del giorno

Led Zeppelin – Live at Eissporthalle, Berlino (7 luglio 1980)

È il concerto integrale dell'ultima notte, quella con John Bonham: un documento che oggi vale doppio, perché è l'ultima testimonianza dei Led Zeppelin al completo. Si apre con Train Kept A-Rollin' e si chiude, come sempre, con un ultimo e definitivo Whole Lotta Love. Guardarlo oggi, sapendo come andò a finire, ha il sapore di un addio che nessuno, quella sera, sapeva di star vivendo.

@marciashiraishi5891 · 2 anni fa
«I usually say that a bad Zeppelin show is still better than the best moments of many bands out there... I like this gig despite the painful feeling knowing that shortly afterwards Bonzo would leave us. Thanks for this, Angelboy.»

Traduzione: «Di solito dico che un brutto concerto degli Zeppelin è comunque meglio dei momenti migliori di tante altre band là fuori... Questo concerto mi piace, nonostante la sensazione dolorosa di sapere che poco dopo Bonzo ci avrebbe lasciato. Grazie per questo, Angelboy.»


Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.