Songbird: la calma dentro la tempesta di Christine McVie
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Songbird: la calma dentro la tempesta di Christine McVie
Il 12 luglio 1943 nasce a Bouth, nel Lancashire, Christine Anne Perfect. Il mondo l'avrebbe conosciuta come Christine McVie: tastierista e voce dei Fleetwood Mac, autrice di alcune delle canzoni più luminose del rock. Mentre attorno a lei la band si faceva a pezzi, lei continuava a scrivere canzoni d'amore. Una, in particolare, le arrivò tutta insieme nel cuore della notte.
La ragazza che studiava scultura
Figlia di un violinista e insegnante di musica, Christine studia pianoforte classico da bambina, ma a quindici anni scopre il rock and roll e cambia strada. Si iscrive a un'accademia d'arte per studiare scultura, e per anni pensa che la musica sarà solo un passatempo. Poi entra nei Chicken Shack, band blues britannica, come pianista e cantante: la sua voce calda e il suo tocco al piano la fanno notare subito. Nel 1969 e nel 1970 viene eletta miglior cantante femminile dalla rivista Melody Maker.
Dentro i Fleetwood Mac
Nel 1968 sposa John McVie, bassista dei Fleetwood Mac. Due anni dopo entra ufficialmente nella band, portando con sé il pianoforte, l'organo Hammond e una scrittura melodica che avrebbe cambiato tutto. Quando nel 1975 arrivano Stevie Nicks e Lindsey Buckingham, i Fleetwood Mac diventano una macchina perfetta. E, insieme, una polveriera.

Rumours, ovvero tutti si lasciano
Le sessioni di Rumours, nel 1976, sono leggendarie proprio per il caos sentimentale: Christine e John stanno divorziando dopo otto anni, Stevie e Lindsey si stanno separando, e anche il matrimonio di Mick Fleetwood è finito. Cinque persone chiuse in studio a scrivere canzoni le une sulle altre. Christine e John continuano a suonare fianco a fianco senza quasi rivolgersi la parola.
Una canzone arrivata alle tre e mezza di notte
È in quel clima che nasce Songbird. Christine si sveglia nel cuore della notte con la canzone già completa in testa: parole, accordi, melodia. Terrorizzata all'idea di dimenticarla, resta sveglia fino all'alba a suonarla, ancora e ancora. Per registrarla, il produttore Ken Caillat la porta in un auditorium universitario deserto a Berkeley, con un pianoforte a coda e un solo microfono a catturare l'eco naturale della sala. Sul palco venne messo un mazzo di fiori e una sedia vuota. Il risultato è una preghiera laica di due minuti, cantata in mezzo alle macerie.
La serenità come atto di ribellione
Mentre gli altri scrivevano di rabbia e di accuse, Christine McVie scriveva You Make Loving Fun, Don't Stop, Everywhere. Non era ingenuità: era una scelta. In una band che trasformava il dolore in spettacolo, lei offriva un rifugio. Non a caso Songbird divenne il brano con cui i Fleetwood Mac chiudevano i concerti, a luci accese, per mandare tutti a casa in pace.
L'ultimo saluto
Lascia la band nel 1998, stanca dei tour e della vita in aereo, e si ritira per anni nella campagna inglese. Nel 2014 torna, accolta da un'ovazione. Se ne va il 30 novembre 2022, a settantanove anni, dopo una breve malattia. Stevie Nicks la salutò chiamandola "la mia migliore amica in tutto il mondo".
🎧 Il brano del giorno
Fleetwood Mac - Songbird
Due minuti e venti di pianoforte e voce, senza batteria, senza basso, senza artifici. Songbird è la canzone che Christine McVie scrisse in una notte sola mentre tutto attorno crollava, ed è forse la cosa più pura mai incisa dai Fleetwood Mac. Non promette che andrà tutto bene: dice soltanto che, per stasera, qualcuno ti sta cantando qualcosa. A volte basta.
@dumbcat · 3 anni fa
«Fleetwood Mac said in a statement following her death that Christine McVie was "the best musician anyone could have in their band and the best friend anyone could have in their life". Stevie Nicks called McVie her "best friend in the whole world".»
Traduzione: «Dopo la sua morte i Fleetwood Mac dissero in un comunicato che Christine McVie era "la migliore musicista che si potesse avere in una band e la migliore amica che si potesse avere nella vita". Stevie Nicks la chiamò "la mia migliore amica in tutto il mondo".»
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