Roger Fisher degli Heart: da Dreamboat Annie all’addio 1979

Se pensi che oggi 14 febbraio abbia scelto il chitarrista degli Heart solo perché è San Valentino… non è così.
Però l’incastro è perfetto: lo stesso giorno, anni dopo(1976), “Dreamboat Annie” arriva negli USA e accende la miccia del loro mito. E oggi, nel giorno della sua nascita, celebriamo uno dei mattoni fondamentali di quel suono: Roger Fisher.

14 feb 1950 – Roger Fisher (Heart)

Roger Fisher nasce a Seattle, e il suo rock parte dal posto più vero possibile: prove, club, chilometri e amplificatori. Prima che gli Heart diventassero un nome da arena, erano una band che si faceva le ossa sul campo, cambiando forma e nome ma non direzione.

Origini familiari e musicali

Nella storia c’è anche un elemento “di famiglia”: Roger suona con il fratello Mike Fisher, dentro un giro di gruppi locali che diventeranno la base del futuro Heart. In quel periodo iniziale, insieme al bassista Steve Fossen, Roger è già il cuore elettrico del progetto: chitarra solida, gusto melodico, istinto rock.

I primi passi: da band di provincia a Heart

Prima di chiamarsi Heart, il gruppo attraversa diverse fasi (e diversi nomi): anni in cui si impara a stare sul palco, a tenere un set, a scrivere pezzi che funzionino davvero davanti alla gente.
Quando entra Ann Wilson alla voce e poi Nancy Wilson (chitarra e voce), la band trova la formula esplosiva: due voci capaci di essere delicate e feroci, sostenute da chitarre che non fanno solo “rumore”, ma struttura.

La svolta in Canada e il decollo

Nei primi ’70 la traiettoria passa anche dal Canada: il progetto si compatta e prende slancio. È qui che gli Heart si trasformano da promessa locale a band pronta per il salto vero.
E il salto arriva: “Dreamboat Annie” diventa la porta d’ingresso nel rock internazionale. Dentro c’è già tutto: la parte sognante e quella elettrica, il folk-rock e l’hard rock, la magia e il morso.

Roger Fisher: riff duri, melodie epiche

La firma di Roger sta nella miscela: riff che reggono il palco e assoli che non sono esercizi, ma frasi.
È anche uno dei motivi per cui gli Heart funzionano così bene nella prima era: perché sotto le voci c’è una base rock credibile, che tiene insieme romanticismo e potenza. In poche parole: arena rock con cuore, senza perdere la grana.

1979: l’addio agli Heart

Poi arriva la frattura. Nel 1979 si spezza un equilibrio anche personale: finisce la relazione tra Roger e Nancy Wilson, e il clima interno si complica.
Quell’anno Roger viene estromesso dalla band, chiudendo di fatto la sua era negli Heart. È un addio che pesa: se ne va un fondatore, uno che aveva contribuito a costruire le fondamenta del suono che li aveva portati fin lì.

Cosa resta oggi

Resta la sua impronta nei capitoli che hanno definito gli Heart: quel modo di far “cantare” la chitarra anche quando il volume sale.
E resta una verità semplice: quando parte un riff degli Heart di quell’epoca… lo riconosci al primo morso.

🎵 Il brano da ascoltare oggi

“Barracuda” – Heart
Un riff affilato, energia che sale e chitarre che non chiedono permesso: perfetto per ritrovare quel feeling “grande” che oggi sembra mancare.

💬 Top comment YouTube

“Can we bring this back? This music? This feeling? This vibe. The world needs more of this.” 🌍✨
“Possiamo riportare indietro tutto questo? Questa musica? Questa sensazione? Questa vibe. Il mondo ha bisogno di più di questo.” 💙
– @LeandroLima-w5r (1 anno fa).🕰️


Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸 

Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.