Ritchie Blackmore: dal barocco al rock, la storia del genio
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Ritchie Blackmore: il ragazzo che suonava Bach con un amplificatore Marshall
Una chitarra, una condizione e un destino già scritto
Weston-super-Mare, 1956. Un padre consegna una chitarra al figlio undicenne. Non è un regalo incondizionato: Ritchie dovrà studiare chitarra classica, o lo strumento tornerà nell'armadio. Il ragazzo accetta. Non per obbedienza, ma perché ha già capito qualcosa che gli altri impiegheranno decenni a comprendere: la musica non si divide in generi, si divide in chi sa suonare e chi no. Quelle lezioni di chitarra classica — le scale, le progressioni armoniche, il contrappunto barocco — diventeranno il segreto che separa Blackmore da tutti gli altri chitarristi rock della sua generazione. Mentre gli altri ascoltano Chuck Berry, lui studia Bach. Mentre gli altri copiano i lick del blues americano, lui memorizza arie del Cinquecento. E quando finalmente sale su un palco, porta con sé tutto.
Il fuoco di Montreux e la nascita di un riff eterno
4 dicembre 1971, Montreux, Svizzera. I Deep Purple sono in città per registrare quello che diventerà Machine Head, usando lo studio mobile dei Rolling Stones. Ma quella sera, al casinò di Montreux, Frank Zappa e le Mothers of Invention stanno suonando quando uno spettatore spara un razzo segnaletico verso il soffitto di legno. Il casinò prende fuoco. L'edificio dove i Deep Purple avrebbero dovuto registrare va distrutto. La band è costretta a ripiegare su un vecchio teatro e su un corridoio d'albergo. In quel caos, Blackmore prende la chitarra e suona quattro note in quarte parallele. Cercava qualcosa di "molto, molto semplice". Ha trovato Smoke on the Water, il riff che ogni chitarrista del mondo impara per primo, il biglietto da visita sonoro del rock stesso. Lui dirà di essersi ispirato alla Quinta Sinfonia di Beethoven, invertendone il motivo principale. Il bassista Roger Glover commenterà che "potrebbe essere stata una battuta, conoscendo il senso dell'umorismo di Ritchie". Probabilmente era entrambe le cose.

L'arcobaleno, il cavaliere e la voce di Dio
Dopo anni di tensioni crescenti con Ian Gillan, nel 1975 Blackmore lascia i Deep Purple per fondare i Rainbow. La scelta del cantante è istintiva e folgorante: Ronnie James Dio, voce degli Elf, un ragazzo italoamericano con un timbro che sembra uscire da una cattedrale gotica. Insieme creano qualcosa che il rock non aveva mai sentito: il "castle rock", un ibrido di hard rock pesante, melodie barocche e testi di cavalieri, montagne d'argento e regni perduti. Album come Rising e Long Live Rock 'n' Roll sono monumenti sonori, con brani come Stargazer — un'epica di otto minuti con orchestra completa — che ridefiniscono i confini di ciò che il rock può essere. Ma Blackmore è Blackmore: il controllo totale è una necessità, non un capriccio. Dopo Long Live Rock 'n' Roll, Dio se ne va. Poi se ne vanno tutti, uno dopo l'altro. L'unica costante dei Rainbow è il loro fondatore.
Il genio che non sopportava nessuno
La lista dei musicisti che hanno avuto conflitti con Ritchie Blackmore è più lunga della sua discografia. Ian Gillan: due rotture e un addio definitivo nel 1993, con Blackmore che lo accusa di "dimenticarsi le parole ogni sera e soffiarsi la voce facendo festa". Glenn Hughes lo descrive come "difficile, ma molto intelligente, un uomo complicato con cui suonare". Jon Lord, l'unico che sembra averlo davvero compreso, manterrà con lui un rapporto di rispetto reciproco fino alla fine. Gli aneddoti sulla sua personalità sono leggendari: lanciare cibo da un furgone contro i passanti durante i tour, alzare gli amplificatori al massimo alle tre di notte per protestare contro i rumori di un hotel — solo per scoprire che nella stanza accanto dormiva Eric Clapton. Ma dietro il personaggio c'è un perfezionista che pretende da sé stesso più di quanto pretenda dagli altri. Ogni nota deve essere giusta. Ogni riff deve avere un senso. Ogni concerto deve essere migliore del precedente.
Dal palazzetto al castello: la scelta che nessuno capì
Nel 1997, Ritchie Blackmore fa la scelta più sorprendente della sua carriera. Insieme alla compagna Candice Night, fonda i Blackmore's Night, un progetto di folk rock rinascimentale. Via gli amplificatori Marshall, via le Stratocaster distorte. Al loro posto: mandolini, liuti, chitarre acustiche, canzoni da taverna medievale. Il pubblico hard rock reagisce con incredulità. Ma chi conosce la storia di Blackmore sa che tutto era già scritto in quella condizione del padre: "studia chitarra classica". Quello che sembrava un abbandono era in realtà un ritorno alle origini. Un cerchio che si chiude. Con i Blackmore's Night, Ritchie suona nei castelli veri, in festival medievali, in piazze dove il tempo sembra essersi fermato. E sembra, per la prima volta, sereno. Nel 2016 viene introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come membro dei Deep Purple. Non si presenta alla cerimonia. Non è una sorpresa per nessuno.
L'uomo che ha insegnato al rock a pensare in grande
Oggi Ritchie Blackmore compie 81 anni. Vive nel Connecticut con Candice Night e i loro figli. Non ha più bisogno di dimostrare niente. Ma la sua eredità è ovunque: in ogni chitarrista che fonde classica e rock, in ogni riff costruito su quarte, in ogni band che osa mescolare il medievale con il distorto. Ha influenzato Yngwie Malmsteen, Steve Vai, Joe Satriani, e generazioni di musicisti che forse non sanno nemmeno da dove viene quel suono che amano tanto. Ha scritto Highway Star, Burn, Child in Time, Man on the Silver Mountain, Smoke on the Water. Ha fondato due delle band più importanti della storia del rock. E poi ha scelto un liuto al posto di una Stratocaster, perché Ritchie Blackmore non ha mai fatto quello che gli altri si aspettavano.
Ha sempre fatto solo quello che sentiva.
🎵 Brano consigliato del giorno
Deep Purple → Smoke on the Water
🔝 Top YouTube Comment
"When I listen to the 'Machine Head' in my apartment, I make it loud. Neighbors call the police. The police come and arrest the neighbors." 🎸
— @dazhdbog1
("Quando ascolto 'Machine Head' nel mio appartamento, alzo il volume. I vicini chiamano la polizia. La polizia arriva e arresta i vicini.")
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Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.