5 giugno 1952: nasce Nicko McBrain, il batterista che ha dato il galoppo agli Iron Maiden

Nasce Nicko McBrain, il batterista che ha dato il galoppo agli Iron Maiden

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Il 5 giugno 1952 nasceva a Hackney, nel cuore dell'East London, Michael Henry McBrain, conosciuto in tutto il mondo come Nicko McBrain, lo storico batterista degli Iron Maiden. Dal 1982 dietro le pelli della "Vergine di Ferro", Nicko è uno dei batteristi più potenti, tecnici e amati dell'intera storia dell'heavy metal. Il suo drumming, capace di unire la furia del metal alla raffinatezza ritmica del jazz, ha dato corpo e velocità a una delle band più influenti e longeve di sempre. Con il suo arrivo, gli Iron Maiden completarono quella che critica e fan considerano unanimemente la loro formazione definitiva, dando il via all'epoca d'oro che li avrebbe consacrati come uno dei più grandi gruppi rock del pianeta. Oggi celebriamo la storia di questo gigante gioviale e instancabile, e uno dei capolavori assoluti della band, Hallowed Be Thy Name, che Nicko ha reso suo dal vivo in migliaia di concerti.

🥁 Le radici jazz di un futuro re del metal

La storia musicale di Nicko McBrain comincia in modo sorprendente: non con il metal, ma con il jazz. Suo padre era un appassionato di jazz tradizionale, e il giovane Michael crebbe idolatrando Joe Morello, il leggendario batterista del Dave Brubeck Quartet. Da bambino, ossessionato dal ritmo, si esercitava in cucina battendo forchette e coltelli su pentole e qualsiasi superficie disponibile, fino a quando i genitori, stremati, non gli regalarono la sua prima batteria all'età di dodici anni. Quel DNA jazzistico avrebbe segnato per sempre il suo stile: a differenza di molti batteristi metal, votati alla pura potenza, Nicko avrebbe sempre conservato una fluidità, uno swing e una sensibilità dinamica rare nel genere. Il suo soprannome, curiosamente, deriva da un orsacchiotto di peluche della sua infanzia, "Nicholas the Bear", che portava sempre con sé. Prima di approdare agli Iron Maiden fece una lunga gavetta come turnista, suonando con artisti come Pat Travers, gli Streetwalkers e la band francese Trust.

⚡ L'arrivo negli Iron Maiden e il travestimento da Eddie

Nel 1982 gli Iron Maiden, già lanciatissimi dopo il successo di The Number of the Beast, si trovarono a dover sostituire il batterista Clive Burr. La scelta cadde su Nicko, che la band aveva conosciuto quando i suoi Trust avevano aperto alcuni concerti della "Vergine di Ferro". Ci fu un dettaglio esilarante e geniale: poiché l'addio di Burr non era ancora stato annunciato ufficialmente, Nicko fece la sua primissima apparizione pubblica con gli Iron Maiden alla televisione tedesca completamente travestito da Eddie, la celebre e mostruosa mascotte della band! Una trovata perfetta per il personaggio gioviale e burlone che Nicko si sarebbe rivelato. Da quel momento, strinse un sodalizio ritmico fortissimo e quasi telepatico con il bassista e fondatore Steve Harris, formando una delle sezioni ritmiche più formidabili e riconoscibili di tutto il metal mondiale.

🐎 Il galoppo: il marchio di fabbrica della Vergine di Ferro

Se c'è un elemento che definisce il suono inconfondibile degli Iron Maiden, è il celebre "galoppo": quel ritmo travolgente e incalzante, che evoca una cavalcata, presente nei loro brani più epici. Quel groove nacque originariamente dalle dita velocissime di Steve Harris sul basso, ma fu Nicko McBrain a portarlo in primo piano dietro le pelli, trasformandolo in una forza della natura. "La gente mi dice che ho inventato quel galoppo ritmico, ma io l'ho solo portato in primo piano," ha raccontato con la sua tipica modestia. Da The Trooper ad Aces High, da Run to the Hills a 2 Minutes to Midnight, quel cavallo lanciato al galoppo è il battito cardiaco della band. Nel corso di oltre quarant'anni, Nicko ha suonato su album leggendari come Piece of Mind, Powerslave, Somewhere in Time, Seventh Son of a Seventh Son e Fear of the Dark, contribuendo a vendere oltre cento milioni di dischi nel mondo.

🏆 Una leggenda gioviale

Oltre al talento straordinario, Nicko McBrain è amato dai fan per il suo carattere solare, gioviale e generoso. Grande amante della buona cucina, ha persino aperto un ristorante di costine alla brace in Florida, il celebre "Rock N Roll Ribs", dove non è raro vederlo suonare con il suo progetto parallelo. Nel gennaio 2023 fu colpito da un ictus che lo lasciò parzialmente paralizzato sul lato destro, facendogli temere la fine della carriera. Con straordinaria forza di volontà tornò però sul palco dopo soli quattro mesi, portando a termine il Future Past Tour. Infine, il 7 dicembre 2024, dopo l'ultimo, emozionante concerto a São Paulo in Brasile, annunciò il ritiro dai tour dopo 42 anni dietro le pelli della Vergine di Ferro, restando comunque parte della famiglia Maiden per il lavoro in studio. Il suo posto sul palco è stato preso da Simon Dawson. La sua eredità è incalcolabile: ha ispirato generazioni di batteristi metal e ha definito, con la sua tecnica e la sua passione, il suono di un genere intero. Un gigante dietro la batteria e una delle persone più amate dell'intero universo metal.

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🎧 Il brano del giorno: Hallowed Be Thy Name

Per celebrare Nicko abbiamo scelto quello che molti considerano il più grande capolavoro degli Iron Maiden: Hallowed Be Thy Name, brano che chiude l'album The Number of the Beast (1982) ed è universalmente acclamato come una delle più grandi canzoni heavy metal di tutti i tempi.

Una doverosa precisazione per i veri fan della Vergine di Ferro: sull'incisione in studio del 1982 alla batteria non c'era Nicko, bensì il suo predecessore Clive Burr — Nicko sarebbe entrato nella band solo l'anno successivo, debuttando su Piece of Mind (1983). Proprio per rendere giustizia a questo dettaglio, e per celebrare al meglio il festeggiato, la versione che vi proponiamo oggi è la leggendaria esecuzione dal vivo registrata nel 2008 (immortalata nel film-concerto Flight 666): lì è Nicko McBrain in persona a guidare il brano, e la sua interpretazione — potente, precisa, monumentale — dimostra perché negli anni Hallowed Be Thy Name sia diventata anche sua, suonata in migliaia di concerti e trasformata in un pilastro immancabile di ogni show.

Scritta da Steve Harris, la canzone racconta gli ultimi pensieri di un condannato a morte nelle ore che precedono l'esecuzione: un viaggio emotivo straziante, dalla disperazione all'accettazione. Costruita su una struttura progressiva che parte lenta e cupa — con quei sinistri rintocchi di campana e le profonde note basse — per poi esplodere in un crescendo epico e velocissimo, è la quintessenza della grandiosità degli Iron Maiden. Sette minuti di pura, immortale perfezione metal.

Top comment YouTube (@chrismccall6755, 1 anno fa):

"Nicko thank you for the decades of intense drums. You, Steve, Adrian, Dave, and Bruce have made Metal amazing. No one will forget you."

Traduzione: "Nicko, grazie per decenni di batteria intensa. Tu, Steve, Adrian, Dave e Bruce avete reso il Metal straordinario. Nessuno ti dimenticherà."

Un commento che è un tributo perfetto proprio nel giorno del compleanno di Nicko: il riconoscimento commosso di una vita dedicata alla batteria e di un'intera formazione che ha reso grande l'heavy metal. Nicko e i suoi compagni hanno scritto la storia del genere, e i fan non lo dimenticheranno mai.

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