Joey Ramone: il ragazzo di Queens che inventò il punk senza saperlo

Forest Hills, Queens, New York. Non è il posto da cui ti aspetti nasca una rivoluzione musicale. Eppure è qui che cresce Jeffrey Ross Hyman, figlio di artisti, adolescente goffo e solitario, innamorato dei Beatles e degli Stooges, che un giorno diventerà Joey Ramone — e cambierà per sempre la storia del rock.

🏚️ Il ragazzo che non stava da nessuna parte

Jeffrey Hyman non si adatta. È alto quasi due metri, ha i capelli lunghi che gli coprono la faccia, porta gli occhiali spessi e soffre di disturbo ossessivo-compulsivo. A scuola è un pesce fuor d'acqua. Ma nella sua stanza di Forest Hills, circondata da dischi e poster, trova la sua lingua madre: la musica. Inizia a suonare la batteria a tredici anni, si innamora dei Beatles, degli Who, di David Bowie, dei Stooges. Non sa ancora che quell'amore disordinato e totale per il rock diventerà il carburante di uno dei movimenti musicali più dirompenti del Novecento.

🎸 Da batterista a voce del punk

Quando nel 1974 i Ramones prendono forma nei garage di Forest Hills, Joey è il batterista. È Dee Dee il cantante — così è previsto. Ma Dee Dee non regge il ritmo brutale dei live: la voce cede. Thomas Erdelyi, il loro manager, suggerisce lo switch. Joey lascia la batteria, prende il microfono, e sale davanti al palco. È un momento che sembra casuale ma è in realtà la scintilla giusta al momento giusto: quella voce nasale, quasi monocorde ma piena di tensione emotiva, diventa il suono definitivo del punk.

CBGB e l'invenzione del punk

Il 16 agosto 1974 i Ramones salgono per la prima volta sul palco del CBGB, il leggendario club di Manhattan che in quegli anni diventa l'epicentro di tutto. Quattro ragazzi con giubbotti di pelle e Converse, brani che durano meno di due minuti, zero assoli, zero virtuosismi. Solo velocità, distorsione e quella voce. Blitzkrieg Bop, I Wanna Be Sedated, Sheena Is a Punk Rocker: canzoni che sembrano semplici e sono invece perfette. Il punk inglese non esiste ancora. I Ramones lo stanno costruendo mattone dopo mattone.

🌍 L'eredità che precede la fama

Paradosso dei Ramones: influenzano tutti, ma vendono poco. In 22 anni suonano 2.263 concerti e pubblicano quattordici album, eppure non raggiungono mai il successo commerciale massiccio che meriterebbero. Ma la loro influenza è incalcolabile. I Sex Pistols, i Clash, i Green Day, i Nirvana, i Pearl Jam: tutti citano i Ramones come punto di partenza. Johnny Rotten racconta di aver visto i Ramones live prima di fondare i Sex Pistols. Kurt Cobain diceva che senza di loro non avrebbe mai imbracciato una chitarra.

🏥 La battaglia segreta e l'addio

Nel 1995 Joey riceve la diagnosi di linfoma non-Hodgkin. La tiene per sé. Continua a lavorare, inizia una carriera solista, collabora con altri artisti. Nel dicembre 2000 una caduta gli rompe un fianco; durante il ricovero il linfoma torna con violenza. Il 13 aprile 2001, Venerdì Santo, viene trasferito in terapia intensiva. Il 15 aprile, alle 14:40, muore al New York-Presbyterian Hospital. Ha 49 anni. Nell'ultima ora, in quella stanza, suo fratello Mickey mette in play All That You Can't Leave Behind degli U2. L'ultima canzone che Joey Ramone sente è In a Little While. Sua madre Charlotte dirà: "Just as the song finished, Joey finished."

🌟 Il miracolo che non finisce

Bono scopre la storia di In a Little While durante il tour Elevation, mesi dopo la morte di Joey. Da quel momento la canzone viene dedicata a lui in ogni concerto. Anni dopo, gli U2 scrivono The Miracle (of Joey Ramone), brano di apertura di Songs of Innocence (2014): un tributo esplicito all'uomo che aveva fatto scoprire a Bono adolescente cosa potesse fare la musica rock. Joey Ramone è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2002, un anno dopo la sua morte. La sua vera eredità sta nei milioni di ragazzi che ancora oggi mettono su Blitzkrieg Bop e sentono qualcosa spostarsi dentro.

🎵 Brano da ascoltare oggi

Se c'è un brano che racconta Joey Ramone meglio di qualsiasi biografia, è Blitzkrieg Bop. Tre accordi, due minuti, una voce che sembra quasi annoiata — eppure contiene tutta la rivoluzione. Non è una canzone sul punk: è il punk. Ogni volta che qualcuno la ascolta per la prima volta e alza il volume, Joey Ramone vince ancora. Clicca sul video qui sotto e fallo a tutto volume.

🎬 Top comment YouTube — Blitzkrieg Bop, Ramones

"I'm 67 years old. I was there in 1976 when they played their first European show. My ears still haven't recovered. And I'm grateful every single day."

(Traduzione: "Ho 67 anni. Ero lì nel 1976 quando suonarono il loro primo show europeo. Le mie orecchie non si sono ancora riprese. E ogni singolo giorno sono grato per questo.")

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