10 Giugno 1964 – Jimmy Chamberlin: il genio maledetto degli Smashing Pumpkins
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Jimmy Chamberlin: il genio maledetto dietro i tamburi degli Smashing Pumpkins
Ci sono batteristi che tengono il tempo, e batteristi che sono il tempo. Jimmy Chamberlin, nato il 10 giugno 1964 a Joliet, nell'Illinois, appartiene alla seconda categoria. Senza la sua potenza e la sua raffinatezza, gli Smashing Pumpkins non sarebbero mai diventati i giganti che conosciamo. Ma la sua è anche una delle storie più dure e umane del rock anni Novanta: una parabola fatta di genio assoluto, autodistruzione, tragedia e, alla fine, redenzione.
🥁 Il falegname che sognava il jazz
Prima di diventare una leggenda del rock, Jimmy faceva il falegname. Cresciuto a pane e jazz nella periferia operaia di Chicago, studiava Buddy Rich, Gene Krupa e il suo idolo Tony Williams, suonando di tutto, dalle big band alle feste polka in televisione. Il rock non era nemmeno nei suoi piani. Poi, nel 1988, Billy Corgan e James Iha lo chiamarono per sostituire la drum machine che usavano dal vivo. Quel batterista jazz, con il suo tocco potente e sofisticato, fu la pietra mancante: trasformò di colpo i Pumpkins in una macchina da guerra sonora.
🎯 Il motore di Siamese Dream
Il suo genio esplose su Gish (1991) e soprattutto su Siamese Dream (1993). Il drumming di Chamberlin – grace notes, fill furiosi, rullate single-stroke roventi, doppia cassa – non aveva eguali nel rock di quegli anni. Ascoltate l'opus Geek U.S.A.: una tecnica jazz applicata alla furia rock con precisione chirurgica e una musicalità sbalorditiva. Non a caso Rolling Stone lo inserirà tra i 100 più grandi batteristi di sempre, e Gigwise lo eleggerà addirittura quinto nella storia.

💉 Il demone nell'ombra
Ma dietro quel talento si nascondeva una dipendenza feroce. Già durante la registrazione di Siamese Dream, Chamberlin spariva nel sottobosco delle droghe di Atlanta, facendo disperare i compagni. La sua tossicodipendenza cresceva di pari passo con il successo della band. Quando i Pumpkins raggiunsero l'apice planetario con il doppio album Mellon Collie and the Infinite Sadness (1995), il demone era ormai fuori controllo, pronto a presentare il conto più tragico.
🕯️ La notte del Madison Square Garden
Il 12 luglio 1996, in un hotel di New York, alla vigilia di una serie di concerti al Madison Square Garden, Chamberlin e il tastierista del tour Jonathan Melvoin si iniettarono eroina nella stessa stanza. Chamberlin si svegliò; Melvoin no. Disperato, chiamò i soccorsi e tentò di rianimare l'amico mettendolo sotto la doccia, ma per il tastierista – fratello di Wendy Melvoin, storica collaboratrice di Prince – non c'era più nulla da fare. Aveva 34 anni.
🔥 Cacciato, e poi tornato
Nel giro di poche ore Chamberlin fu licenziato. "Abbiamo lottato con le battaglie di Jimmy contro la malattia insidiosa della dipendenza", dissero i compagni in un comunicato, "ha quasi distrutto tutto ciò che siamo". Lui entrò in una clinica di riabilitazione, patteggiò per una accusa minore ed evitò il carcere. Ma la storia non finì lì: ripulito e rinato, nel 1999 Billy Corgan lo richiamò nella band. Il figliol prodigo tornava a casa, a dimostrare che anche dal fondo più nero si può risalire.
💭 Un ricordo personale
Lo dico senza esitazione: Mellon Collie and the Infinite Sadness è stabilmente tra i miei dieci dischi preferiti di tutti i tempi. Un doppio album immenso, ambizioso, struggente, e quella batteria – la batteria di Jimmy – ne è il cuore pulsante. E a dirla tutta, faticherei a non metterci anche Siamese Dream: scegliere tra i due è una tortura, ma di sicuro uno dei due un posto nella mia top ten ce l'ha eccome. Ci sono dischi che ti accompagnano per la vita: questi, per me, sono di quelli.
🎧 Il brano del giorno
The Smashing Pumpkins – Geek U.S.A.
Da Siamese Dream, è forse la prova più sbalorditiva del genio di Chamberlin: un "opus" in più sezioni che si apre con un assolo di rullante e attraversa cambi di tempo vertiginosi. Tecnica jazz, potenza rock e musicalità pura. La dimostrazione di cosa significhi davvero essere il motore di una band.
Top comment YouTube (@mbratchie1, 5 anni fa):
"Legend has it, Jimmy's high-hat is still playing quarter notes to this day."
Traduzione: "La leggenda narra che il charleston di Jimmy stia ancora suonando le sue semiminime, ancora oggi."
Un commento ironico che dice tutto sulla precisione sovrumana di Chamberlin: un metronomo umano capace però di un'anima e una musicalità che nessuna macchina potrà mai avere. Il più grande complimento per un batterista.
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