Jimi Hendrix, 27 novembre 1942: nascita del chitarrista n.1 del rock
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Oggi nasceva James Marshall “Jimi” Hendrix

Il 27 novembre 1942 nasce a Seattle Johnny Allen Hendrix, che verrà poi rinominato James Marshall Hendrix dal padre Al, ex militare, e dalla madre Lucille, figura fragile e irrequieta. L’infanzia è segnata da problemi economici e familiari, ma in mezzo al caos Jimi trova un rifugio preciso: una vecchia chitarra malandata.
La suona da mancino, tenendo lo strumento capovolto, consumando corde e tasti finché il padre gli compra una chitarra migliore. Da lì in poi, le sei corde diventano il suo vero indirizzo di casa.
Origini musicali, idoli e primi tour da turnista
Prima di diventare l’icona che conosciamo, Hendrix è un instancabile turnista R&B. Suona nelle backing band di Little Richard, degli Isley Brothers e di altri nomi soul dell’epoca, imparando sul campo cosa significa tenere in piedi uno show ogni sera.
I suoi idoli sono B.B. King, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Chuck Berry: dal blues assorbe il fraseggio, dal rock’n’roll l’energia, dal soul il senso del groove. Tutto questo, più avanti, finirà shakerato in un linguaggio unico, in cui la chitarra canta, urla, sussurra e sembra letteralmente parlare.
Londra, la Jimi Hendrix Experience e compagni di band giganteschi
La svolta arriva quando Chas Chandler, bassista degli Animals, lo vede suonare in un club di New York e decide di portarlo a Londra. È il 1966: nasce la Jimi Hendrix Experience.
Accanto a Jimi ci sono due musicisti tutt’altro che comprimari:
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Noel Redding al basso, con linee semplici ma solide, ponte tra rock e pop.
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Mitch Mitchell alla batteria, che miscela jazz, swing e furia rock in uno stile elastico e fantasioso.
Insieme formano un triangolo perfetto: Jimi può lanciarsi in assoli spaziali perché dietro ha una sezione ritmica capace di seguirlo ovunque, reagendo a ogni variazione. Brani come Purple Haze, Hey Joe o Voodoo Child (Slight Return) funzionano così bene proprio grazie al dialogo continuo tra chitarra, basso e batteria.
Più tardi, con la Band of Gypsys (Billy Cox al basso e Buddy Miles alla batteria), il suono si sposta verso territori ancora più funk, urbani e pesanti: groove densi, jam lunghissime, una miscela che anticipa tanto funk-rock quanto il futuro metal e la fusion.

Album, concerti e rivoluzione del suono
Con dischi come Are You Experienced, Axis: Bold as Love e Electric Ladyland, Hendrix trasforma lo studio in un laboratorio psichedelico. Usa feedback, wah-wah, distorsioni, phasing e panning come fossero strumenti aggiuntivi, non semplici effetti.
Sul palco, poi, Jimi diventa un’onda d’urto: le esibizioni a Monterey Pop, Woodstock e all’Isle of Wight sono entrate nella mitologia del rock. La versione dell’inno americano a Woodstock, tra sirene e esplosioni simulate, è un manifesto sonoro del suo tempo: musica, protesta e improvvisazione fuse in un unico gesto.
Il chitarrista n.1 nelle classifiche di sempre
Per critici, musicisti e riviste specializzate, Jimi Hendrix è quasi sempre in cima alle classifiche dei migliori chitarristi di tutti i tempi. Non è solo una questione di tecnica o velocità: è il modo in cui ha ripensato la chitarra elettrica.
Hendrix piega le note come se fossero argilla, gioca con il vibrato e il feedback, integra gli effetti nel discorso musicale fino a farli diventare parte della sua voce. In pochi anni crea un lessico nuovo che influenzerà rock, metal, funk, indie e qualunque chitarrista sia arrivato dopo.
Scomparso il 18 settembre 1970, a soli 27 anni, entra nel cosiddetto club 27: vite brevi, impatto enorme. La sua discografia non è sterminata, ma ogni album è denso e ancora oggi studiato, suonato, campionato, citato.
Brano consigliato – “Voodoo Child (Slight Return)”
Se c’è un pezzo che riassume la sua grandezza è “Voodoo Child (Slight Return)”. Il riff ipnotico, il wah-wah che sembra parlare, la sezione ritmica della Experience in stato di grazia: tutto converge in un vortice elettrico che mostra Jimi al massimo della potenza.
È il brano perfetto per capire perché, più di cinquant’anni dopo, Hendrix resti per molti il chitarrista n.1 nella storia del rock.
“Hendrix didn’t play the guitar. He became the guitar.” — @electricgypsy
Traduzione: “Hendrix non suonava la chitarra. Lui diventava la chitarra.”
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