David Sylvian: Orpheus, Japan e la bellezza di Forbidden Colours

🎂 David Sylvian, nato il 23 febbraio 1958

Ci sono artisti che non “cantano” soltanto: creano atmosfera.
David Sylvian è uno di questi. Voce elegante, timbro baritonale, un modo unico di stare dentro le parole senza schiacciarle. È diventato celebre con i Japan, ma la sua storia vera continua quando decide di camminare da solo, verso un art-pop intimo e magnetico.

🌫️ Japan: la new wave che diventa seta

Con i Japan, Sylvian porta la scena new romantic/new wave fuori dalla posa: suoni curati, linee sottili, emozioni trattenute.
E poi arriva “Ghosts”: un brano quasi irreale, minimale, sospeso. Pochi elementi, ma piazzati dove devono essere. È quel “gelo perfetto” che ti fa abbassare il volume… per ascoltare meglio.

🖤 Il solista: quando la bellezza è fuori categoria

Fuori dalla band, Sylvian non rincorre il mercato: costruisce dischi che sembrano stanze, non prodotti.
La sua musica si muove tra art-rock, pop d’autore, jazz, elettronica, camere d’aria emotive. E la cosa più potente è che non prova mai a impressionare: lascia spazio. E in quello spazio, tu entri.

🎹 La collaborazione con Ryuichi Sakamoto: “Forbidden Colours”

Tra le sue collaborazioni più luminose c’è quella con Ryuichi Sakamoto (che oggi ricordiamo con affetto e rispetto).
“Forbidden Colours” è una meraviglia: la voce di Sylvian si intreccia con la sensibilità cinematografica di Sakamoto, creando una canzone che sembra provenire da un altro tempo. Un incontro raro, di quelli che non si ripetono. Oltre ad essere presente in tutto l'album Secrets of a Behive.

🎭 Il mio ricordo personale: quando un disco ti scava dentro

Oltre “Orpheus”, per me tutto l’album è assolutamente fenomenale. Lo comprai quando uscì e ancora oggi mi riporta addosso ricordi bellissimi… darei qualsiasi cosa per tornarci.
E se non ricordo male, arrivai a quel mondo proprio perché rimasi folgorato da “Forbidden Colours”: era (nella mia copia) una sorta di “bonus track” e da lì scoprii un album meraviglioso, difficile da collocare.
Rock? Pop? Jazz? New wave? Electro pop? Non lo incaselli. Lo vivi.
E poi c’è la voce di Sylvian: non ti accompagna soltanto… ti scava dentro.

🎵 Il brano da ascoltare oggi

Oggi ti propongo “Orpheus” – David Sylvian.
È una carezza profonda: elegante, essenziale, definitiva. Una di quelle canzoni che non finiscono quando termina… restano nella stanza.

💬 Commento top

“This is more than a song, this is the essence of beauty.”
“Oltre Orpheus, questo album è assolutamente fenomenale… ricordi bellissimi, darei qualsiasi cosa per tornare indietro.”
– @PietroCroci


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