Storie Rock – A Saucerful of Secrets e l’addio di Syd Barrett

A Saucerful of Secrets: l’addio di Syd Barrett e la rinascita dei Pink Floyd


Londra, 28 giugno 1968. Esce A Saucerful of Secrets, secondo album dei Pink Floyd. Ma dietro la copertina psichedelica si nasconde una storia dolorosa: e’ il disco in cui la band perde il suo fondatore, Syd Barrett, e ne trova il sostituto, David Gilmour. Un album sospeso tra due mondi, in cui convivono per l’unica volta il genio che stava bruciando e il talento che stava nascendo. La fine di una storia. E l’inizio di tutto il resto.

Una band sull’orlo del baratro

All’inizio del 1968 i Pink Floyd sono in crisi. Syd Barrett, l’autore dei primi successi, e’ ormai imprevedibile: travolto dall’LSD, sale sul palco e resta immobile, oppure suona una sola nota per tutto il concerto, o sconcerta la chitarra mentre gli altri provano a tenere il pezzo in piedi. Aveva persino scritto un brano, Have You Got It Yet?, cambiandolo di continuo apposta perche’ la band non riuscisse mai a impararlo. Era il suo modo, beffardo e disperato, di dire che non c’era piu’.

L’arrivo di David Gilmour

Per non fermarsi, i Floyd chiamano un vecchio amico di Syd da Cambridge: David Gilmour. Entra all’inizio del 1968 con il compito di coprire Barrett dal vivo, sempre piu’ inaffidabile. Per un breve periodo la band e’ addirittura in cinque. Poi arriva il giorno piu’ crudele e silenzioso della loro storia: mentre vanno a un concerto, qualcuno chiede se devono passare a prendere Syd. La risposta e’ no. Semplicemente, non passarono piu’ a prenderlo.

Il disco del passaggio

Registrato ad Abbey Road con il produttore Norman Smith, A Saucerful of Secrets porta i segni di questa frattura. Barrett compare solo in poche tracce, Gilmour gia’ in diverse altre. Eppure il disco non e’ un ripiego: la lunga suite strumentale che da’ il titolo all’album, quasi dodici minuti costruiti sull’atmosfera piu’ che sulle note, indica gia’ la strada cosmica di Echoes e Atom Heart Mother. La copertina, prima firma dello studio Hipgnosis per la band, ne fa un oggetto di culto.

Jugband Blues, l’addio di Syd

Ma e’ proprio Syd a firmare il brano piu’ struggente del disco, l’ultimo che scrivera’ per i Pink Floyd. Jugband Blues e’ un uomo che documenta con lucidita’ la propria sparizione: ringrazia quasi con gentilezza chi gli sta intorno, in una surreale e straziante presa d’atto della propria assenza. Syd pretese persino una banda di ottoni dell’Esercito della Salvezza, lasciandola libera di suonare cio’ che voleva. Il risultato e’ un addio sghembo, commovente e profetico: la fotografia di una mente che si dissolve.

Ci ho messo anni a capire Jugband Blues. Da ragazzo mi sembrava solo strana. Poi ho realizzato che stavo ascoltando un uomo che ti saluta mentre sparisce, e sorride. Non conosco addio piu’ lucido e piu’ straziante in tutto il rock. — Sergio

Quello che venne dopo

Barrett pubblicera’ due album solisti fragili e bellissimi, The Madcap Laughs e Barrett, poi si ritirera’ del tutto, tornando a Cambridge dalla madre, lontano da tutto e da tutti. I Pink Floyd non lo dimenticheranno mai: gli dedicheranno Shine On You Crazy Diamond e l’intero Wish You Were Here. Proprio durante quelle sessioni, nel 1975, Syd ricomparve un’ultima volta in studio, irriconoscibile — ma quella e’ un’altra storia, che abbiamo gia’ raccontato. Se ne andra’ nel 2006.

🎧 Il brano del giorno: Jugband Blues (Pink Floyd, 1968)

E’ l’ultima canzone che Syd Barrett scrisse per i Pink Floyd, e li chiude A Saucerful of Secrets come un sipario. Tre minuti spiazzanti, tra cambi improvvisi, ottoni dell’Esercito della Salvezza e una consapevolezza agghiacciante. Non e’ solo una canzone: e’ il congedo di un genio dalla sua stessa band, messo in musica da lui in persona. Il lato piu’ oscuro e umano della storia del rock.

Top comment YouTube

@mariusstene5149 · 5 anni fa
«This song is basically Syd saying goodbye to Pink Floyd and Pink Floyd saying goodbye to Syd»
Traduzione: «Questa canzone e’ praticamente Syd che dice addio ai Pink Floyd e i Pink Floyd che dicono addio a Syd.»


Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.