10 aprile 1970: il giorno in cui i Beatles finirono

10 aprile 1970: il giorno in cui Paul McCartney scrisse la fine dei Beatles

Non fu una lite in studio. Non fu un concerto andato storto. Non fu una crisi di nervi o una dichiarazione in televisione. Fu un comunicato stampa. Due pagine, alcune domande e risposte preparate in anticipo, distribuite insieme alle copie promozionali di un album solista. E con quelle due pagine, il 10 aprile 1970, finì la band più importante della storia del rock.


🌱 Quattro ragazzi e una città grigia

Liverpool, fine degli anni Cinquanta. John Lennon ha sedici anni e suona con i Quarrymen, un gruppo skiffle improvvisato. Paul McCartney lo incontra a una festa parrocchiale nel luglio 1957 e nel giro di poche settimane entra nella band. George Harrison arriva poco dopo, presentato da McCartney come chitarrista precoce e preciso. Ringo Starr si unisce per ultimo, nel 1962, prendendo il posto di Pete Best alla batteria.

La storia che seguirà è nota a tutti: Please Please Me, She Loves You, A Hard Day's Night, Rubber Soul, Revolver, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, Abbey Road. Otto anni di dischi che riscrivono le regole della musica popolare, della produzione in studio, del rapporto tra un'artista e il proprio pubblico. Otto anni durante i quali quattro persone cambiano il mondo — e si consumano nell'atto di farlo.


⚡ Le crepe che nessuno voleva vedere

Le tensioni esistevano ben prima che qualcuno le ammettesse pubblicamente. Nel 1966 i Beatles smettono di suonare dal vivo, esausti dei concerti in cui non riescono a sentirsi suonare per il rumore del pubblico. In studio il clima diventa sempre più pesante: Lennon e McCartney, che avevano scritto insieme i brani più celebri della band, iniziano a lavorare in modo sempre più separato. Harrison, stanco di sentirsi trattato come il chitarrista di supporto di una band guidata da altri due, porta in studio canzoni proprie che faticano a trovare spazio.

Il 1968 è l'anno di The White Album: un doppio disco geniale e caotico che suona già come quattro album solisti incollati insieme. Ringo abbandona le sessioni per qualche giorno. Harrison fa lo stesso durante Let It Be, nel 1969. I quattro non riescono più a stare in una stanza senza litigare. Le telecamere di Michael Lindsay-Hogg riprendono tutto — e quelle immagini, pubblicate cinquant'anni dopo nel documentario Get Back di Peter Jackson, mostrano quanto fosse fragile l'equilibrio su cui reggeva la band.


💼 Allen Klein e la guerra silenziosa

Sullo sfondo di tutto c'è una disputa legale e gestionale che avvelena ogni rapporto. Alla morte del manager Brian Epstein nel 1967, i Beatles si trovano senza guida. Lennon, Harrison e Starr scelgono Allen Klein come nuovo manager. McCartney si oppone con forza — vuole affidare la gestione alla famiglia Eastman, il padre e il fratello della sua compagna Linda — e perde la votazione tre a uno.

Klein prende il controllo dell'Apple Corps e dei conti della band, ma la sua gestione genera sospetti e conflitti continui. McCartney si sente isolato, scavalcato, ignorato. Lennon — che aveva già comunicato privatamente agli altri la sua intenzione di lasciare nel settembre 1969 — accetta di tenere il segreto su consiglio di Klein, per non compromettere le trattative in corso. Ma il silenzio ha un prezzo.


📄 Il comunicato del 10 aprile

Quando il 17 aprile 1970 esce McCartney — il primo album solista di Paul, registrato in casa con Linda, suonando tutti gli strumenti lui stesso — è accompagnato da un questionario auto-intervista pensato per la promozione. Le domande sembrano ordinarie. Le risposte non lo sono.

Stai collaborando con John Lennon per la tua musica solista? — No. Hai piani futuri con i Beatles come band? — No. È una separazione permanente? — Non lo so.

Quel questionario viene distribuito ai giornalisti il 10 aprile, una settimana prima dell'uscita del disco. In poche ore le agenzie di stampa di tutto il mondo trasmettono la notizia: Paul McCartney lascia i Beatles. Lennon, furioso per essere stato preceduto — lui che se ne era andato per primo — dichiara ai giornalisti: "Paul non se n'è andato. L'ho licenziato io." È una guerra di comunicati, e McCartney l'ha vinta sul tempo.


🎵 McCartney, l'album che nessuno capì subito

McCartney è un disco strano, quasi imbarazzante nella sua semplicità. Paul suona chitarra, basso, batteria, pianoforte. Linda canta qualche coro. I brani sono brevi, incompiuti, a volte sembrano abbozzi piuttosto che canzoni finite. La critica lo accoglie con scetticismo, abituata alla perfezione artigianale dei dischi Beatles.

Ma c'è Maybe I'm Amazed, la canzone d'apertura: quattro minuti di rock al pianoforte con una delle voci più belle che McCartney abbia mai registrato, dedicata a Linda. È una canzone che dice tutto quello che il comunicato stampa non dice — che c'è ancora musica, che c'è ancora vita, che la fine di una cosa non è la fine di tutto. Trent'anni dopo, in un sondaggio del Rolling Stone, verrà votata tra le cento migliori canzoni di tutti i tempi.


⚖️ Gli anni del tribunale

Quello che segue al 10 aprile 1970 non è una separazione pacifica. McCartney avvia una causa legale contro gli altri tre e contro Allen Klein per sciogliere ufficialmente la società Apple Corps. Il processo si trascina per anni. Lennon risponde con canzoni taglienti — How Do You Sleep? (1971) è un attacco diretto a McCartney, quasi verso per verso. Harrison pubblica All Things Must Pass, il triplo album che dimostra quanto avesse represso in quegli anni. Starr collabora con tutti e tre i colleghi in modo indipendente, unico a mantenere rapporti civili con chiunque.

La sentenza arriverà solo nel 1975, con lo scioglimento formale e legale della band. Nel frattempo Lennon vive a New York, Harrison si ritira in India e poi torna con un'etichetta indipendente, McCartney forma i Wings. Quattro strade, quattro vite, quattro carriere che continuano — ciascuna a modo suo straordinaria.


🕯️ Quello che il 10 aprile significa davvero

Cinquantasei anni dopo, guardando quella data da qui, è difficile non chiedersi cosa sarebbe successo se McCartney avesse aspettato. Se Lennon avesse parlato per primo. Se Klein non fosse mai entrato in scena. Se le sessioni di Let It Be fossero andate diversamente.

Ma forse la fine dei Beatles era già scritta in Abbey Road, nel medley finale che suona come un congedo elaborato e consapevole. Forse era scritta nei solchi di The White Album, dove i quattro suonano già da soli. Forse Lennon aveva ragione quando disse che i Beatles erano finiti prima ancora che qualcuno lo annunciasse.

Il 10 aprile 1970 non è il giorno in cui i Beatles si sono sciolti. È il giorno in cui il mondo lo ha saputo.


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