Tarja Turunen sul licenziamento dai Nightwish: «Avrei potuto trascinarli all'inferno»
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Tarja Turunen torna sul licenziamento dai Nightwish: «Avevo tutti i diritti dalla mia parte»
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È una delle rotture più brutali che il metal europeo ricordi, e a ventun anni di distanza Tarja Turunen la racconta con una lucidità che sorprende. In un'intervista a Metal Hammer ripresa da Louder, la cantante finlandese torna sull'ottobre 2005, quando i Nightwish le comunicarono con una lettera aperta — pubblica, letta prima dai fan che da lei — che la sua storia con la band era finita.
Il punto più duro riguarda quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto: «Probabilmente avrei dovuto trascinarli all'inferno. Avevo tutti i miei diritti, c'erano dei contratti, e sarebbero rimasti nei guai a lungo se l'avessi fatto — ne avevo pieno diritto — ma non l'ho fatto».
Il prezzo lo pagò lo stesso. Tarja descrive i mesi successivi come una demolizione pubblica organizzata, con una pressione dei tabloid tale da costringerla a lasciare temporaneamente la Finlandia. Il paradosso è che tutto questo arrivava subito dopo Once (2004), il disco che aveva reso i Nightwish una band da stadi.
Una riconciliazione, parziale, è arrivata: dopo dodici anni di silenzio, Marko Hietala le ha chiesto scusa pubblicamente durante uno spettacolo natalizio finlandese — un «momento wow», dice lei, che lo rende oggi l'unico ex compagno con cui tornerebbe a lavorare.
Nel frattempo è uscito Frisson Noir, il suo disco più pesante da sette anni, registrato dopo un ictus legato allo stress: un ritorno alle chitarre dure che, dice, le ha ridato fiducia.