Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 19 Marzo

Rock "Accadde Oggi" 19 Marzo

Il 19 marzo mette insieme mondi molto diversi tra loro, ma legati dalla stessa urgenza sonora: il folk-blues che prepara il rock d’autore, il progressive britannico che allarga i confini della forma canzone, l’hard rock da arena, la new wave più obliqua, il dark-pop che diventa classico e il grunge ancora in embrione, prima della sua esplosione definitiva.

È una data in cui convivono bassisti virtuosi, chitarristi destinati a lasciare un segno enorme, album fondamentali, momenti simbolici e addii che ancora oggi pesano nella memoria del rock.


🎉 COMPLEANNI

19 mar 1944 – Tom Constanten
Tastierista dei Grateful Dead, è una figura legata alla fase più psichedelica e avventurosa della band.
Il suo contributo aiuta a spingere il gruppo verso territori più cosmici, liberi e visionari, dove improvvisazione e ricerca sonora diventano una vera forma di linguaggio.

19 mar 1946 – Paul Atkinson
Chitarrista degli Zombies, contribuisce a dare eleganza e misura a una delle band più raffinate della British Invasion.
Il suo tocco accompagna un suono sospeso tra beat, malinconia e sofisticazione melodica. Muore il 1 aprile 2004.

19 mar 1953 – Billy Sheehan
Uno dei bassisti più spettacolari e riconoscibili dell’hard rock.
Da Talas a Mr. Big, fino ai lavori con David Lee Roth e Steve Vai, impone un’idea di basso virtuosistico, potente e protagonista, capace di uscire dal semplice ruolo di supporto.

19 mar 1953 – Ricky Wilson
Chitarrista dei B-52’s, è fondamentale per il loro suono sghembo, ironico e immediatamente riconoscibile.
Le sue accordature insolite e il suo stile spigoloso sono una parte decisiva dell’identità new wave della band. Muore il 12 ottobre 1985.

19 mar 1971 – Jack Bessant
Bassista dei Reef, gruppo rock britannico che negli anni ’90 porta in classifica un suono ruvido, diretto e molto fisico.
Il suo basso tiene insieme groove, spinta e sostanza, rendendolo una presenza centrale nell’equilibrio del gruppo.

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📀 PUBBLICAZIONI

19 mar 1962 – Bob Dylan, Bob Dylan
Esce il disco d’esordio di Bob Dylan.
Non è ancora il Dylan che cambierà la scrittura rock del decennio, ma dentro queste radici folk-blues si sente già un’identità precisa, destinata a diventare enorme. È un primo passo piccolo nelle classifiche, ma gigantesco nella prospettiva storica.

19 mar 1971 – Jethro Tull, Aqualung
Uno dei grandi album del progressive rock britannico.
Con i suoi contrasti tra durezza, spiritualità, riff, acustica e teatralità, Aqualung allarga davvero il perimetro del rock anni ’70 e consacra i Jethro Tull tra le band più ambiziose del periodo.

19 mar 1975 – Kiss, Dressed to Kill
Terzo album in studio della band, ancora immerso nella fase più sporca, urgente e affamata della loro carriera.
Prima del dominio globale, ci sono il trucco, la strada, la fame e un hard rock essenziale che qui suona ancora giovane, ruvido e pieno di identità.

19 mar 1976 – The Doobie Brothers, Takin’ It to the Streets
È il primo album con Michael McDonald in un ruolo decisivo.
La band cambia pelle, apre maggiormente al soul e alle tastiere, e trova un nuovo equilibrio tra morbidezza, scrittura e forza melodica.

19 mar 1990 – Depeche Mode, Violator
Album-manifesto tra elettronica, dark pop e sensibilità rock.
Con brani come “Personal Jesus” e “Enjoy the Silence”, i Depeche Mode superano definitivamente i confini del synth-pop e diventano un riferimento globale, influenzando anche il linguaggio visivo ed emotivo del rock alternativo.

19 mar 1990 – The Cure, “Pictures of You”
Una delle ballate più amate e malinconiche della band di Robert Smith.
Estratta da Disintegration, è una canzone che unisce ampiezza emotiva, memoria, rimpianto e una forma di dolore sospeso che i Cure sanno trasformare in bellezza.

19 mar 2015 – Alabama Shakes, “Future People”
Singolo che anticipa Sound & Color e conferma la forza della band.
Dentro c’è una miscela intensa di rock, soul e personalità, con Brittany Howard al centro di un suono moderno ma radicato nella tradizione più viscerale.

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📌 EVENTI E CURIOSITÀ

19 mar 1965 – The Rolling Stones
La rivista britannica Tailor and Cutter invita i Rolling Stones a tornare a indossare la cravatta.
Può sembrare una curiosità minore, ma racconta benissimo il loro peso culturale: non sono solo una band, sono già il simbolo di una gioventù che rompe le regole anche attraverso lo stile.

19 mar 1971 – T. Rex, “Hot Love”
I T. Rex arrivano al n.1 nel Regno Unito con “Hot Love”.
È uno di quei momenti che aiutano a fotografare la nascita del glam rock: Marc Bolan diventa immagine, suono, atteggiamento e scintilla estetica per un’intera stagione.

19 mar 1971 – George Harrison, All Things Must Pass
L’album inizia sette settimane al n.1 nella classifica Billboard americana.
Primo triplo album in studio di un artista solista, con brani come “My Sweet Lord” e “What Is Life”, consacra Harrison come autore capace di imporsi con una visione personale, spirituale e sonora fortissima anche oltre l’ombra dei Beatles.

19 mar 1974 – Jefferson Airplane / Jefferson Starship
La storica band riparte sotto il nome di Jefferson Starship.
È un cambio di sigla, ma anche l’inizio di una nuova fase: muta il contesto, si trasforma il linguaggio, e il gruppo prova a traghettare il proprio passato psichedelico dentro un altro decennio.

19 mar 1975 – Led Zeppelin, Vancouver
I Led Zeppelin aprono la prima di due serate consecutive sold out al Pacific Coliseum di Vancouver.
È uno di quei live che raccontano perfettamente la loro dimensione monumentale: biglietti esauriti, repertorio enorme e una sensazione di dominio totale sul palco.

19 mar 1975 – The Who, Tommy al cinema
Debutta a New York l’adattamento cinematografico di Tommy, diretto da Ken Russell.
Con Roger Daltrey nel ruolo principale e un cast ricchissimo, il film porta al cinema una delle opere rock più ambiziose mai concepite, confermando quanto il progetto dei Who fosse andato oltre il formato album.

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🕯️ MORTI & COMMEMORAZIONI

19 mar 1976 – Paul Kossoff
Muore a soli 25 anni il chitarrista dei Free.
Il suo stile, intensissimo e carico di ferite, resta una delle espressioni più emotive del blues rock britannico. Non aveva bisogno di molte note: gli bastavano quelle giuste.

19 mar 1982 – Randy Rhoads
Muore in un incidente aereo a 25 anni uno dei chitarristi più innovativi dell’heavy metal.
Fondatore dei Quiet Riot e poi al fianco di Ozzy Osbourne, Randy Rhoads lascia un’impronta enorme: tecnica, fantasia, disciplina classica e aggressività moderna in una sintesi che ha segnato intere generazioni di chitarristi.

19 mar 1990 – Andrew Wood
Se ne va il frontman dei Mother Love Bone, figura chiave del sottobosco di Seattle prima del grande boom grunge.
La sua presenza scenica, la sua fragilità e il suo carisma restano fondamentali per capire il clima umano e musicale da cui nasceranno anche molti dei capitoli più intensi del rock anni ’90.

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🎧 Playlist consigliata – 19 Marzo

Tom Constanten / Grateful Dead – Dark Star
Paul Atkinson / The Zombies – She’s Not There
Billy Sheehan / Mr. Big – To Be With You
Ricky Wilson / The B-52’s – Rock Lobster
Jack Bessant / Reef – Place Your Hands
Bob Dylan – Song to Woody
Jethro Tull – Aqualung
Kiss – Rock Bottom
The Doobie Brothers – Takin’ It to the Streets
The Cure – Primary
Depeche Mode – Enjoy the Silence
The Cure – Pictures of You
Alabama Shakes – Future People
The Rolling Stones – The Last Time
T. Rex – Hot Love
George Harrison – My Sweet Lord
Jefferson Starship – Miracles
Led Zeppelin – Rock and Roll
The Who – Pinball Wizard
Free – All Right Now
Ozzy Osbourne – Crazy Train
Mother Love Bone – Stardog Champion


A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🎸

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