Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 19 Aprile

Rock "Accadde Oggi" 19 Aprile

19 aprile – Tra padri fondatori, ultimi canti e voci che restano

Il 19 aprile è una data che il rock porta incisa sulla pelle. Nascono padri fondatori di interi movimenti — dal British Blues al proto-Queen, passando per la voce che ha dato corpo al metal britannico — e si perdono voci che hanno saputo raccontare l'America come pochi altri. Gli album pubblicati in questo giorno sono manifesti: dal pop psichedelico più delicato al doom più pesante, dal blues di New Orleans al post-hardcore più tagliente.

È un giorno di contrasti feroci. Lo stesso calendario che accoglie il ritorno di Ozzy Osbourne con i Black Sabbath dopo quindici anni segna anche il ritrovamento, in un appartamento di Seattle, di una delle voci più tormentate del grunge. E mentre in un piccolo locale di Athens, Georgia, una band senza nome si presenta per la prima volta con la sigla R.E.M., dall'altra parte dell'Atlantico gli AC/DC annunciano al mondo che lo spettacolo deve continuare — anche senza Bon Scott.


🎉 COMPLEANNI

19 aprile 1928 – Alexis Korner Nato a Parigi da padre austriaco di origine ebraica e madre greca, Alexis Korner è il padre del British Blues. Nel 1961 fonda con Cyril Davies i Blues Incorporated, la prima vera R&B band amplificata del Regno Unito. Dal suo Ealing Club di Londra, aperto nel marzo 1962, passano ragazzi sconosciuti che si chiamano Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Eric Clapton, Jack Bruce, Charlie Watts e un giovanissimo Robert Plant. Senza Korner, la storia del rock britannico sarebbe un'altra storia. Muore il 1° gennaio 1984 a 55 anni per un cancro ai polmoni.

19 aprile 1942 – Alan Price (The Animals) Nato a Fatfield, piccolo villaggio minerario del County Durham, Alan Price diventa il motore organistico degli Animals, la band che porta il British Invasion a un livello più sporco e viscerale. Il suo Vox Continental è la firma di The House of the Rising Sun, uno degli arrangiamenti più riconoscibili della storia del rock. Lascia il gruppo nel 1965 per fondare l'Alan Price Set, collabora con Bob Dylan nel documentario Dont Look Back e vince un BAFTA per la colonna sonora di O Lucky Man! di Lindsay Anderson. Nel 1994 viene inserito nella Rock and Roll Hall of Fame con gli Animals.

19 aprile 1947 – Mark Volman (The Turtles / Flo & Eddie / The Mothers of Invention) Voce e anima dei Turtles, la band che nel 1967 piazza in cima alle classifiche Happy Together e She'd Rather Be With Me. Quando il contratto discografico gli impedisce di usare persino il proprio nome, diventa "Flo" e con il compagno Howard Kaylan ("Eddie") entra nelle Mothers of Invention di Frank Zappa, portando ironia teatrale e armonie pop nel rock più avant-garde. La sua chioma riccia viene persino assicurata dal NME per 100.000 dollari contro furti, incendi e malattie. Muore il 5 settembre 2025 a 78 anni, dopo una battaglia con la demenza a corpi di Lewy.

19 aprile 1957 – Tony Martin (Black Sabbath) Voce britannica che guida i Black Sabbath in una delle fasi più sottovalutate e affascinanti della band, tra il 1987 e il 1996. Subentrato a Ian Gillan, incide cinque album con i Sabbath, tra cui Headless Cross (1989) e Tyr (1990), considerati pietre miliari del metal britannico di quel periodo. Polistrumentista dotato di un'estensione vocale impressionante, ha tenuto viva la fiamma Sabbath negli anni in cui Ozzy era lontano e Dio veniva e andava.

19 aprile 1964 – Dawn Richardson (4 Non Blondes) Batterista americana nata a Los Angeles, entra nei 4 Non Blondes nel 1991 e suona sull'unico — e leggendario — album della band, Bigger, Better, Faster, More! (1992). Il disco contiene What's Up?, uno degli inni più cantati degli anni '90, e il suo groove è parte integrante di quel suono riconoscibile tra mille. Dopo lo scioglimento del gruppo, Dawn ha continuato a suonare in diverse formazioni indie rock della Bay Area.


📀 PUBBLICAZIONI

Ticket to Ride – The Beatles (1965) Il 19 aprile 1965 la Capitol Records rilascia negli Stati Uniti Ticket to Ride, il primo singolo estratto da Help!. John Lennon lo definirà "uno dei primi dischi heavy metal mai fatti", una provocazione che ha un suo fondamento nel modo in cui Ringo Starr trasforma il ritmo in qualcosa di martellante e stratificato. Il brano, scritto quasi interamente da Lennon con contributi di McCartney, passa tre settimane in vetta alle classifiche UK e una al numero uno in USA.

Odessey and Oracle – The Zombies (1968) Registrato agli Abbey Road Studios subito dopo che i Beatles vi avevano lavorato a Sgt. Pepper's, viene pubblicato quando la band si è già praticamente sciolta. Dodici brani originali, armonie vocali impossibili, mellotron malinconici e due gioielli eterni: Time of the Season e Care of Cell 44. All'uscita viene ignorato dal pubblico e dalla critica. Oggi Rolling Stone lo colloca al numero 243 tra i migliori album di sempre e pezzi come Paul Weller e Tom Petty lo hanno dichiarato tra i loro dischi preferiti.

L.A. Woman – The Doors (1971) Sesto e ultimo album con Jim Morrison. Un ritorno al blues più grezzo, registrato in un piccolo studio a Los Angeles con il produttore Bruce Botnick dopo la rottura con Paul Rothchild. Contiene L.A. Woman, Riders on the Storm e Love Her Madly, tre brani che ridefiniscono cosa può essere una band rock quando decide di tornare alle proprie radici. Pochi mesi dopo la pubblicazione, Morrison viene trovato morto nella vasca da bagno del suo appartamento parigino.

Repeater – Fugazi (1990) Debutto ufficiale su lunga distanza per i Fugazi di Ian MacKaye, registrato agli Inner Ear Studios di Arlington. Post-hardcore tagliente, politicamente impegnato, con testi che affrontano violenza urbana, dipendenze e alienazione sociale. Non entra nella Billboard 200, ma supera le 500.000 copie vendute attraverso la sola distribuzione indipendente della Dischord Records, diventando un manifesto dell'etica DIY per intere generazioni.

For Tomorrow – Blur (1993) Primo singolo estratto da Modern Life Is Rubbish, il disco con cui i Blur abbandonano il baggy di Leisure e iniziano a forgiare il britpop che esploderà con Parklife. For Tomorrow è già una dichiarazione d'intenti: archi, ritornelli da cantare a squarciagola e l'immagine di una Londra malinconica che diventa protagonista della canzone. È l'inizio della traiettoria che porterà Blur a sfidare gli Oasis nella "Battle of Britpop".

God Is Dead? – Black Sabbath (2013) Primo singolo da 13, l'album che segna il ritorno di Ozzy Osbourne con i Black Sabbath dopo quindici anni. Doom metal monumentale di quasi nove minuti, con Tony Iommi al suo riff più oscuro e un testo di Geezer Butler che riflette su fede, disillusione e mortalità. L'album arriva al numero uno sia in UK che in USA, la prima volta nella storia della band.


📌 EVENTI E CURIOSITÀ

1969 – Smile suonano allo Speakeasy Club di Londra Due anni prima che nasca ufficialmente la leggenda Queen, Brian May e Roger Taylor calcano il palco dello Speakeasy con Tim Staffell, voce e bassista della loro band pre-Queen: Smile. Quella sera sono uno dei tanti gruppi semi-sconosciuti che girano i locali londinesi. Un anno dopo Staffell lascerà il gruppo e un certo Farrokh Bulsara — già fan accanito di Smile — convincerà May e Taylor a continuare con lui come cantante. Il resto è Bohemian Rhapsody.

1974 – Springsteen & the E Street Band al State Theatre, New Jersey Un concerto quasi senza pubblicità, soli 250 spettatori in una sala da 550 posti. Bruce Springsteen è ancora il ragazzo di Asbury Park con due album alle spalle che vendono poco, e la E Street Band sta trovando proprio in queste serate semi-deserte la propria identità epica. Pochi mesi dopo inizieranno le registrazioni di Born to Run. A volte la storia del rock si costruisce davanti a duecentocinquanta persone che non sanno ancora di essere testimoni di qualcosa.

1980 – R.E.M. suonano per la prima volta con questo nome All'11:11 Koffee Club di Athens, Georgia, quattro ragazzi — Michael Stipe, Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry — salgono sul palco per la prima volta sotto il nome R.E.M., acronimo che Stipe dice di aver pescato da un dizionario alla voce "Rapid Eye Movement". Lo show parte all'una e quarantacinque di notte e viene interrotto dalla polizia poco dopo le due e mezza: il locale non ha la licenza per la musica dal vivo. Un inizio perfettamente punk per quella che diventerà una delle band più importanti del college rock americano.

1980 – Blondie al numero uno con Call Me Il singolo tema di American Gigolo, scritto e prodotto da Giorgio Moroder con il testo di Debbie Harry, raggiunge la vetta delle classifiche USA, UK e Canada. Rimarrà al numero uno in America per sei settimane consecutive e sarà il singolo più venduto dell'anno 1980 negli Stati Uniti. Il connubio tra la new wave dei Blondie e il pulsare elettronico di Moroder è una delle firme sonore più riconoscibili dell'inizio degli anni Ottanta.

1980 – Gli AC/DC annunciano Brian Johnson Esattamente due mesi dopo la morte di Bon Scott, la band diffonde il comunicato stampa ufficiale: il nuovo cantante sarà Brian Johnson, trentadue anni, fino a quel momento frontman dei Geordie di Newcastle. A indicarlo, paradossalmente, era stato proprio Bon Scott anni prima, dopo averlo visto esibirsi con una furia teatrale che lo aveva colpito (Johnson cantava piegato in due per una crisi di appendicite, ma Bon pensò fosse parte dello show). Nel giro di tre mesi dall'ingresso, Johnson avrà registrato Back in Black, uno degli album più venduti nella storia della musica.

2002 – Ritrovato il corpo di Layne Staley La polizia entra nell'appartamento del University District di Seattle dopo che la madre di Layne Staley ha chiamato preoccupata di non sentirlo da due settimane. Trovano il cantante degli Alice in Chains sul divano, accanto a una siringa carica, a trentaquattro anni e con un peso di appena trentanove chili. L'autopsia stabilirà che la morte è avvenuta il 5 aprile precedente — per overdose di eroina e cocaina — esattamente otto anni dopo quella di Kurt Cobain. Una delle voci più intense e tormentate del grunge si spegne in totale solitudine.


🕯️ MORTI & COMMEMORAZIONI

19 aprile 2012 – Levon Helm (The Band) Voce e batterista dei The Band, l'unico non canadese della formazione, Levon Helm muore al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York dopo una lunga battaglia contro il cancro alla gola. Aveva settantuno anni. Il suo drumming asciutto e la sua voce del Sud avevano dato corpo a classici come The Weight, The Night They Drove Old Dixie Down e Up on Cripple Creek, canzoni che raccontano un'America rurale che forse non è mai esistita se non nella poesia di Robbie Robertson e nella voce di Levon. Dopo aver sconfitto il cancro una prima volta alla fine degli anni Novanta, aveva trasformato il suo granaio di Woodstock nei leggendari Midnight Ramble, serate intime con ospiti come Mavis Staples, Kris Kristofferson e Phil Lesh. Una figura che incarna tutto ciò che significa essere un musicista roots.

19 aprile 2012 – Greg Ham (Men At Work) Lo stesso giorno, a Melbourne, viene trovato senza vita Greg Ham, cinquantotto anni, polistrumentista dei Men At Work. Sua la firma del riff di flauto di Down Under e del solo di sassofono di Who Can It Be Now?, due brani simbolo degli anni Ottanta. Negli ultimi anni della sua vita era stato consumato dalla causa per plagio che aveva accusato Down Under di aver copiato la melodia del nursery rhyme Kookaburra. "L'unica cosa per cui la gente mi ricorderà sarà quella sentenza", aveva confidato poco prima di morire. La verità è che milioni di persone lo ricordano ancora per quel riff di flauto che ha attraversato il mondo.


🎧 Playlist consigliata

Alexis Korner → Got My Mojo Working – Blues Incorporated

The Animals → The House of the Rising Sun

The Turtles → Happy Together

Black Sabbath → Headless Cross

The Beatles → Ticket to Ride

The Zombies → Time of the Season

The Doors → Riders on the Storm

Fugazi → Turnover

Blur → For Tomorrow

Black Sabbath → God Is Dead?

Blondie → Call Me

AC/DC → Hells Bells

Alice in Chains → Nutshell

The Band → The Weight

Men At Work → Down Under


A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🎸

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