22 maggio 1959: nasce Morrissey, il poeta che ha cambiato il rock britannico

Morrissey, il poeta che ha cambiato il rock britannico

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Il 22 maggio 1959, al Park Hospital di Davyhulme, periferia industriale di Manchester, nasce il secondogenito di Peter e Elizabeth Morrissey, due immigrati irlandesi cattolici. Lo chiamano Steven Patrick. Cresce in una casa popolare di Hulme, poi a Stretford. È un bambino strano, silenzioso, ossessionato dai libri e dalle voci femminili dei girl group anni Sessanta. Non gioca a calcio, non parla con i compagni di scuola. Passa intere giornate in camera a leggere Oscar Wilde, a guardare film con James Dean, a scrivere lettere alle riviste musicali firmate "Steven Morrissey, Manchester". Nel 1982, a 22 anni, un chitarrista di 18 anni di nome Johnny Marr bussa alla sua porta. Diventeranno The Smiths, e cambieranno per sempre la storia del rock britannico. Oggi, 66 anni dopo quel pomeriggio di maggio, Morrissey è una delle voci più riconoscibili e divisive del rock contemporaneo. Tutto è cominciato in una camera da letto di Manchester, con un ragazzo che si sentiva fuori posto nel mondo.

Stretford, Kings Road: la formazione di un outsider

La famiglia Morrissey vive a Hulme fino al 1969, poi si trasferisce al 384 di Kings Road, Stretford. La camera di Steven è la più piccola della casa, ma è il suo mondo. Sui muri ritagli di James Dean, foto di Sandie Shaw, poster dei New York Dolls. Sotto il letto, pile di vinili comprati al Manchester Piccadilly Records. Una passione vorace per la letteratura: Oscar Wilde sopra tutti, Truman Capote, A.E. Housman. La madre Elizabeth è bibliotecaria al Stretford Library: porta a casa libri per il figlio ogni settimana. Il padre Peter è una figura distante. I genitori si separano nel 1976, quando Steven ha 17 anni. Quella ferita resta nelle sue liriche per sempre. "I'm the son and the heir of a shyness that is criminally vulgar" canterà nel 1984.

Le ossessioni: New York Dolls, Patti Smith, Sandie Shaw

Negli anni Settanta Steven scrive lettere quasi quotidiane alle riviste rock britanniche — NME, Sounds, Melody Maker — firmandosi sempre con il nome completo. Le sue ossessioni musicali sono inusuali: i New York Dolls, il glam-punk newyorkese di David Johansen e Johnny Thunders. Patti Smith, poetessa-rocker. Sandie Shaw, voce femminile del pop britannico anni Sessanta. Marianne Faithfull, Twinkle, Lulu. Un canone tutto femminile che plasmerà la sua estetica. Nel 1980 fonda il New York Dolls Fan Club inglese, diventandone segretario. Nel 1981 pubblica il suo primo libro: una monografia sui Dolls. Nel 1983 ne pubblica un'altra: James Dean Is Not Dead. È un ragazzo che vuole scrivere, non cantare.

I Nosebleeds e gli anni in cerca

Nel 1977, a 18 anni, Steven entra brevemente nei Nosebleeds, band punk di Manchester guidata dal futuro Billy Duffy (Cult). Suona due o tre concerti dal vivo. Voce esitante, sguardo terrorizzato. Il punk non gli si addice. Nel 1978 ci riprova con i Slaughter & The Dogs. Nessun seguito. Steven torna alla camera da letto, alla scrittura, ai dischi. Lavora come impiegato al Inland Revenue (l'agenzia delle entrate britannica). Si licenzia. Si iscrive a un corso serale di letteratura. Si licenzia. Vive con sussidi di disoccupazione. Sembra destinato a essere uno dei tanti giovani inglesi disillusi degli anni di Thatcher. Poi, nel maggio 1982, suona il campanello di Kings Road.

Johnny Marr: l'incontro che cambia tutto

John Martin Maher, in arte Johnny Marr, ha 18 anni, una chitarra acustica e un'idea precisa: vuole formare una band con un cantante che scriva i testi. Ha sentito parlare di Steven Morrissey come "il ragazzo che scrive bene". Si presenta a Kings Road con un sorriso, una camicia floreale, e un coraggio che Morrissey non ha mai avuto. I due salgono nella camera al piano superiore. Marr suona un riff. Morrissey prende un foglio, scrive in pochi minuti i versi di The Hand That Rocks the Cradle. In quel pomeriggio nasce la chimica più importante dell'indie rock britannico. Il primo concerto dei Smiths è al Ritz di Manchester il 4 ottobre 1982. Pochi mesi dopo Geoff Travis della Rough Trade li firma. Il singolo di debutto Hand in Glove esce nel maggio 1983. This Charming Man a ottobre. Il debutto omonimo The Smiths nel febbraio 1984.

I Smiths: quattro album, cinque anni, una rivoluzione

I Smiths durano dal 1982 al 1987. Quattro album studio. Una rivoluzione. The Smiths (1984), Meat Is Murder (1985), The Queen Is Dead (1986) — considerato il loro capolavoro, terzo album più importante della storia britannica secondo NMEStrangeways, Here We Come (1987). Morrissey diventa un'icona generazionale. Si presenta a Top of the Pops con gladioli in tasca, blusa femminile aperta, occhiali grandi. Parla di vegetarismo prima che fosse mainstream (Meat Is Murder). Canta di solitudine, di castità, di morte, di amori impossibili. Il suo modello è dichiarato: Oscar Wilde. La band si scioglie nell'agosto 1987 per dispute legali e creative tra Morrissey e Marr. Non si parleranno mai più davvero. Le richieste di reunion arrivano da decenni. Tutte rifiutate.

La carriera solista: dal 1988 a oggi

Il 22 marzo 1988 esce Viva Hate, primo album solista di Morrissey, prodotto da Stephen Street. Contiene Suedehead e Everyday Is Like Sunday. N.1 UK Albums Chart. Da allora Morrissey pubblica oltre tredici album solisti — Bona Drag (1990), Your Arsenal (1992, prodotto da Mick Ronson), Vauxhall and I (1994), You Are the Quarry (2004), Ringleader of the Tormentors (2006), Years of Refusal (2009), World Peace Is None of Your Business (2014). Tour mondiali con concerti sold-out. In Italia ha un seguito devoto: l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il 28 luglio 2025, ha visto migliaia di fan riempire la sala per una serata che ha ricostruito l'intero arco della sua carriera. Le polemiche pubbliche degli ultimi anni non hanno mai messo in discussione il suo seguito musicale.

Roma, 28 luglio 2025: il vademecum «no carne» e una voce in forma strepitosa

Chi scrive era lì, in sala, quella sera del 28 luglio 2025. Voce in forma strepitosa: niente da dire. Morrissey sembrava venuto direttamente dal pianeta anni Ottanta, con la stessa intensità baritonale, le stesse pause, gli stessi gesti che avevano fatto innamorare tre generazioni. Il pubblico romano era devoto, conoscitore di ogni verso, capace di cantare I know It's Over sotto voce come un coro di chiesa. Ma il vero pezzo da collezione di quella serata era arrivato qualche giorno prima del concerto, via email: una comunicazione ufficiale firmata direttamente dall'artista. La prima riga recitava: "Si avvisa il gentile pubblico che, per accedere al concerto di Morrissey, su indicazioni dell'artista, occorre osservare rigorosamente le seguenti disposizioni:". E al primo punto della lista, prima delle armi, dei coltelli, degli esplosivi e dei gioielli chiodati, c'era una sola, perfetta, indimenticabile riga: «no carne». Solo dopo arrivava il resto — pistole, fuochi d'artificio, catene per portafogli, cinture chiodate. No carne in testa a tutto: vegetariano militante dal 1985 di Meat Is Murder, Morrissey fino in fondo, coerente con se stesso anche nei dettagli logistici di un concerto romano nel 2025. Una pagina di rock vissuto che resterà nei cassetti dei fan italiani per anni.

66 anni, voce immutata, eredità eterna

Oggi Morrissey compie 66 anni. La voce baritonale è ancora lì, integra, riconoscibile dopo le prime tre note di ogni performance. Le canzoni dei Smiths sono diventate patrimonio condiviso di tre generazioni: i nostalgici degli anni Ottanta, i ragazzi britpop degli anni Novanta che li hanno scoperti tramite Noel Gallagher e Damon Albarn, i giovani indie del Duemila che li hanno trovati su Spotify e li trattano come i Beatles della loro generazione. This Charming Man, How Soon Is Now?, There Is a Light That Never Goes Out: brani che continuano a girare nei matrimoni, nei funerali, nelle camere da letto degli adolescenti che si sentono fuori posto nel mondo. Esattamente come Steven Morrissey si sentiva nella sua, al 384 di Kings Road, Stretford. Buon compleanno, Mozza.

🎧 Il brano del giorno

The Smiths – How Soon Is Now?

Pubblicato come B-side di William, It Was Really Nothing nell'agosto 1984 e poi come singolo a sé stante nel febbraio 1985, How Soon Is Now? è considerato uno dei più grandi brani dei Smiths e dell'intera storia dell'indie rock. Il tremolo iconico di Johnny Marr — registrato sovrapponendo quattro tracce di chitarra con effetto tremolo manuale — apre il pezzo creando un'atmosfera ipnotica unica. Morrissey canta versi di pura solitudine adolescenziale: "I am the son, and the heir, of a shyness that is criminally vulgar". E poi il verso che ha consolato tre generazioni di outsider: "There's a club, if you'd like to go / You could meet somebody who really loves you / So you go, and you stand on your own / And you leave on your own / And you go home, and you cry / And you want to die". Manifesto della malinconia indie, brano-firma di un'intera generazione.

Top comment YouTube:

"My therapist asked me what song best describes my teenage years. I played her this. She started crying and said 'me too.' Some songs aren't songs, they're diagnoses."

Traduzione: "La mia terapeuta mi ha chiesto quale canzone descrivesse meglio la mia adolescenza. Le ho fatto sentire questa. Ha cominciato a piangere e ha detto 'anch'io'. Alcune canzoni non sono canzoni, sono diagnosi."

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