STORIE ROCK — 14 MAGGIO — Combat Rock: l'apice e il tramonto dei Clash


14 maggio 1982 – Combat Rock: la storia del quinto album dei Clash, l'ultimo della formazione classica


Ci sono album che segnano l'inizio di una band, e album che ne segnano la fine. Combat Rock è entrambi i casi. Quando il 14 maggio 1982 il quinto album dei Clash arriva nei negozi di dischi britannici, la band di Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon è all'apice della propria fama. Combat Rock sarà il loro più grande successo commerciale: 2x Platino USA, n.7 Billboard 200, n.2 UK Albums Chart, oltre due milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti. Tre singoli immortali — Know Your Rights, Rock the Casbah, Should I Stay or Should I Go. Eppure dietro quest'apice trionfale ci sono litigi, eroina, una rottura imminente. Pochi giorni dopo l'uscita dell'album, Topper Headon verrà licenziato per la sua dipendenza. Un anno dopo, Mick Jones verrà cacciato. Nel 1986, i Clash si scioglieranno definitivamente. Questa è la storia di Combat Rock — l'ultima volta che i Clash sono stati una band intera.

🎬 Tra Sandinista! e Combat Rock: la crisi creativa

Per capire Combat Rock bisogna tornare al 1980. I Clash hanno appena pubblicato Sandinista!, un triplo album ambizioso e caotico, venduto al costo di un singolo LP grazie a un accordo personale firmato da Strummer con la CBS. Il disco contiene 36 tracce in 144 minuti, mescolando reggae, dub, jazz, gospel, rap, rockabilly. Il pubblico è confuso. La critica spaccata: alcuni lo amano, altri lo trovano dispersivo. Le vendite sono inferiori al previsto. La CBS è arrabbiata. Nell'autunno 1981, la band si trova ai Ear Studios di Londra per lavorare al nuovo materiale. Bernie Rhodes, il manager storico, è tornato in plancia dopo l'interludio con Blackhill Enterprises. La pressione commerciale è enorme. Mick Jones vuole un sound più accessibile e radiofonico; Strummer e Simonon vogliono restare politicamente affilati. Topper Headon, batterista incredibilmente talentuoso, sta peggiorando: l'eroina sta prendendo il sopravvento. La band si trasferisce a New York nel novembre 1981. Si sistemano all'Electric Lady Studios sulla 8th Street, lo studio fondato da Jimi Hendrix, dove l'anno prima avevano registrato Sandinista!. Tutti tranne Mick Jones (che vive con la fidanzata Ellen Foley) stanno all'Iroquois Hotel sulla West 44th, lo stesso albergo dove James Dean visse nei primi anni Cinquanta.

🎹 Rock the Casbah nasce da una giornata solitaria

L'atmosfera in studio è strana. La band non è più unita come un tempo. Headon racconterà a Mojo nel 2008: "Avevamo perso quella unità e avevamo smesso di stare insieme come amici. Arrivavamo tutti in studio in orari diversi, scrivendo le cose come venivano." Un pomeriggio di fine 1981, Topper Headon arriva agli Electric Lady prima di tutti. Non c'è nessuno. Si siede al piano dello studio. Improvvisa un riff insistente, ritmato. Lo registra. Poi passa al basso e ci aggiunge una linea che incastra perfettamente. Poi alla batteria. Quando il resto della band torna in studio, Headon ha già costruito tutta la struttura strumentale di quella che diventerà Rock the Casbah. Joe Strummer dirà anni dopo: "Il vero genio di Rock the Casbah è Topper. Ha buttato giù la batteria. Poi è corso al piano e al basso." Headon scrive anche un testo, lo porge a Strummer. Il manager Kosmo Vinyl racconterà a Rolling Stone: "Erano testi molto, molto pornografici." Un'ode esplicita alla sua fidanzata. Strummer li accartoccia e li butta dietro la spalla. Quella stessa sera, all'Iroquois Hotel, Strummer si siede alla macchina da scrivere. Gli risuona in testa una frase che il manager Bernie Rhodes aveva detto in studio quella settimana, esasperato: "Does everything have to be as long as a raga?" — Tutto deve essere lungo come una raga indiana? Strummer scrive: "The King told the boogie men, you gotta let that raga drop." E poi, ricordando i racconti di chi aveva visto l'Iran post-Khomeini, immagina un Re che bandisce il rock e manda i piloti dei jet a punire chi disobbedisce. Una satira politica geniale. Strummer aveva vissuto in Iran da bambino quando suo padre, diplomatico britannico, era stazionato a Teheran.

💑 Should I Stay or Should I Go: Mick Jones e Ellen Foley

Una sera dell'autunno 1981, Mick Jones inizia a strimpellare due accordi: D e G, suonati overdriven, con uno slapback echo che amplifica il riff. Si mette a cantare lui stesso, voce principale (cosa rara nei Clash, dove di solito canta Strummer). Le parole gli vengono spontanee: "Darling, you got to let me know. Should I stay or should I go?" I rumour negli anni indicheranno la canzone come dedicata alla sua fidanzata Ellen Foley, la cantante americana famosa per Paradise by the Dashboard Light di Meat Loaf in Bat Out of Hell (1977). La loro relazione si era complicata. Jones nel 1991 negherà: "Non riguardava nessuno in particolare e non anticipava la mia uscita dai Clash. Era solo un buon brano rock'n'roll, il nostro tentativo di scrivere un classico." Ma il sospetto resta. In studio succede una cosa straordinaria. Strummer all'improvviso dice: "Faccio i cori in spagnolo." Un'idea spontanea. Serve un traduttore. Il tape operator Eddie Garcia chiama sua madre a Brooklyn Heights al telefono e le legge i testi inglesi. La madre li traduce a voce. Risultato: i backing vocals di Strummer e dell'amico texano Joe Ely sono in spagnolo ecuadoriano (perché Eddie e sua madre erano ecuadoriani). Verso i due minuti di canzone si sente Mick Jones urlare "Split!": era una reazione vera. Strummer e Joe Ely si erano intrufolati nella cabina vocale dove Mick stava cantando e l'avevano spaventato nascondendosi nell'angolo. Mick si era voltato, li aveva visti, e aveva urlato "Split!" — andatevene. L'ingegnere lasciò tutto sul disco.

🇹🇭 La copertina a Bangkok e il licenziamento di Topper

Aprile 1982. Combat Rock è quasi finito. Il missaggio finale viene affidato a Glyn Johns, leggendario produttore di Stones, Who, Eagles, Led Zeppelin (avrebbero voluto Mick Jones come produttore, ma Strummer e Simonon vogliono qualcuno esterno). Johns mette ordine, taglia i tempi, rende il suono più radio-friendly. Per la copertina la band va a Bangkok, in Thailandia. Lo scatto, fatto dal fotografo Pennie Smith (la stessa che aveva immortalato Simonon spaccare il basso sulla copertina di London Calling), ritrae i quattro Clash in tuta militare sui binari ferroviari della Thammasat University di Bangkok. Quando l'album arriva nei negozi il 14 maggio 1982 nel Regno Unito (il 17 maggio negli USA), il successo è immediato. Rock the Casbah esce come terzo singolo l'11 giugno 1982 e raggiunge il n.8 della Billboard Hot 100, primo top 10 USA della storia dei Clash. Ma proprio durante le settimane dell'uscita di Combat Rock, accade l'irreparabile: Topper Headon viene licenziato dai Clash per la sua dipendenza da eroina. Joe Strummer, Mick Jones e Paul Simonon non possono più gestirlo. Headon non apparirà nel videoclip di Rock the Casbah, anche se è lui ad averla scritta. Al suo posto torna Terry Chimes, il batterista originale dei Clash del 1976-77. Nel 1983, Pete Townshend(chitarra dei The Who) pagherà personalmente la disintossicazione di Headon a Los Angeles.

🎬 Il video di Don Letts ad Austin

Per il video di Rock the Casbah, viene chiamato il regista giamaicano-britannico Don Letts, amico dei Clash dai tempi di London Calling. Letts vola ad Austin, Texas. Idea geniale: un musulmano (l'attore austiniano Titos Menchaca) e un ebreo chassidico (il regista locale Dennis Razze) diventano amici. Mangiano hamburger insieme da Burger King (provocazione doppia: maiale per entrambe le fedi), bevono birra, seguono un armadillo che cammina come un pifferaio magico, e arrivano al concerto dei Clash al Palmer Auditorium. La band suona davanti a un pozzo di petrolio texano (i pumpjack). Mick Jones, di pessimo umore quel giorno, si nasconde per quasi tutto il video sotto un cappello mimetico velato. Solo negli ultimi 30 secondi del video, quando Strummer canta "He thinks it's not kosher", gli toglie il cappello e Jones appare in faccia. Un dettaglio quasi profetico: la U.S. Air Force divenne involontaria partecipante al video. Due cacciabombardieri RF-4C atterrarono alla Bergstrom Air Force Base vicino Austin durante le riprese, e sono visibili quando Strummer canta "the King called out his jet fighters". Don Letts dirà anni dopo che molte immagini erano costruite per rompere tabù culturali e mostrare l'umanità condivisa.

🎸 Levi's, n.1 UK e l'eredità di Combat Rock

Combat Rock esce il 14 maggio 1982 e diventa il maggior successo commerciale dei Clash. 2x Platino USA, oltre due milioni di copie. Tre singoli iconici. Ma è anche la fine. Nel settembre 1983, Mick Jones viene licenziato da Joe Strummer e Paul Simonon. La band continua come The Clash Mark II con nuovi membri (Nick Sheppard, Vince White, Pete Howard), ma pubblicherà solo Cut the Crap (1985), album poco amato. Nel 1986 i Clash si sciolgono definitivamente. Mick Jones fonda i Big Audio Dynamite (BAD); Joe Strummer prosegue da solista e con i Mescaleros; Paul Simonon entra nei Havana 3am poi nei Gorillaz di Damon Albarn. Joe Strummer morirà di un attacco cardiaco il 22 dicembre 2002 a 50 anni. Topper Headon, dopo anni di disintossicazione, è oggi pulito e attivo. E poi, nel febbraio 1991, accade l'inaspettato: la Levi's 501 usa Should I Stay or Should I Go in uno spot televisivo. La canzone viene riedita come singolo nel febbraio 1991 e raggiunge il n.1 della UK Singles Chartl'unico n.1 della carriera dei Clash, nove anni dopo la sua prima pubblicazione e cinque anni dopo lo scioglimento della band. Una ironia perfetta: la band più anti-commerciale del punk britannico finisce in vetta grazie a uno spot di jeans. Nel 2003, i Clash entrano nella Rock and Roll Hall of Fame. Strummer non riuscì a vederlo. Le canzoni di Combat Rock vivono nei film (Stranger Things, Sopranos, Big Lebowski), nelle pubblicità, nelle cover. Should I Stay or Should I Go è alla posizione n.228 nei 500 Greatest Songs of All Time di Rolling Stone. Quaranta-quattro anni dopo, basta ascoltare quei due accordi D-G per capire che davvero, come scriveva Mick Jones, alcune storie d'amore non finiscono mai di chiedersi: dovrei restare, o dovrei andare?

🎧 Il brano del giorno

The Clash – Should I Stay or Should I Go

In una giornata dedicata al capolavoro dei Clash, scegliamo il brano che racchiude tutto il paradosso della band: Should I Stay or Should I Go. Scritto da Mick Jones nell'autunno 1981, cantato da lui stesso (non da Strummer), basato su due semplici accordi D-G overdriven, è uno dei pezzi più immediatamente riconoscibili degli anni Ottanta. Rumour vogliono che il testo sia dedicato a Ellen Foley, fidanzata di Jones e voce di Paradise by the Dashboard Light di Meat Loaf, ma Jones ha sempre negato. Sicuro è che la canzone è anche un presagio: due anni dopo Jones verrà licenziato dai Clash. I backing vocals in spagnolo ecuadoriano (tradotti al telefono dalla madre del tape operator Eddie Garcia) cantati da Joe Strummer e Joe Ely danno alla canzone un colore unico. Lo "Split!" gridato da Jones a due minuti? Una reazione vera quando Strummer e Ely lo spaventarono nella cabina vocale, tenuta nel mix definitivo. Riedita nel febbraio 1991 dopo lo spot Levi's 501, raggiunge il n.1 della UK Singles Chart: l'unico n.1 della carriera dei Clash. Nove anni dopo. Posizione n.228 nei 500 Greatest Songs di Rolling Stone. La perfetta metafora di una band che non sapeva mai se restare o andare.

Top comment YouTube:

"Mick Jones wrote this maybe about Ellen Foley, maybe about leaving The Clash. He'd be fired a year later. The greatest break-up song ever written before the break-up."

Traduzione: "Mick Jones l'ha scritta forse per Ellen Foley, forse per il suo addio ai Clash. Sarebbe stato licenziato un anno dopo. La più grande canzone di rottura mai scritta prima della rottura."


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