STORIE ROCK — 13 MAGGIO — Hand in Glove: il singolo da £250 che inaugurò l'indie britannico


13 maggio 1983 – Hand in Glove: la storia del debutto degli Smiths che cambiò il rock inglese


Ci sono singoli che entrano subito nelle classifiche, e singoli che entrano nella storia. Quando il 13 maggio 1983 la piccola etichetta indipendente Rough Trade pubblica un 7" di una band sconosciuta di Manchester chiamata The Smiths, nessuno avrebbe scommesso un penny sulla loro carriera. Il singolo non entra nemmeno nella UK Singles Chart, fermandosi al n.124. Tiratura iniziale: appena 6.000 copie. Costo di produzione: 250 sterline. Eppure quel piccolo disco è oggi considerato il certificato di nascita dell'indie britannico moderno: senza Hand in Glove, non ci sarebbero Stone Roses, Oasis, Blur, Radiohead, Arctic Monkeys. Questa è la storia di quel singolo.

🎸 Gennaio 1983: l'incontro tra Marr e Morrissey

A Manchester c'è un ragazzo di diciannove anni che ha già suonato in cinque band locali: si chiama John Maher, ma per evitare confusioni con l'omonimo batterista dei Buzzcocks ha cambiato il cognome in Marr. Suona la chitarra con un'eleganza fuori dal comune per la sua età, ed è ossessionato dall'idea di trovare un partner di scrittura. Ha letto da qualche parte che il duo americano Leiber–Stoller (autori di Hound Dog per Elvis) si formò perché Jerry Leiber bussò alla porta di Mike Stoller. Decide di fare lo stesso. Si fa dare l'indirizzo di un cantante introverso, ex membro dei Nosebleeds, di nome Steven Patrick Morrissey — 23 anni, vive ancora con la madre a Stretford, scrive recensioni per fanzine, è un fan ossessivo dei New York Dolls. Marr suona alla porta nel maggio 1982. Morrissey lo lascia entrare. In poche ore decidono di formare una band: si chiameranno The Smiths, "il cognome più ordinario d'Inghilterra". Aggiungono Andy Rourke (vecchio compagno di banco di Marr a Wythenshawe) al basso e Mike Joyce alla batteria.

🚗 Il riff nato in una Volkswagen Beetle

Sono passati pochi mesi e la band ha già fatto le prime due esibizioni. Una sera del gennaio 1983, Marr è a casa dei suoi genitori. Sta scrivendo materiale nuovo. Prende in mano una vecchia chitarra giocattolo della sua infanzia e improvvisa un riff. Si convince che sia un riff già esistente, "penso che sia un pezzo dei Chic", dirà anni dopo, riferendosi alle armonie di Nile Rodgers che aveva ascoltato in Le Freak. Ma il riff è bello, e Marr non vuole perderlo. Il problema? Non ha alcun modo di registrarlo a casa. La sua fidanzata Angie (oggi sua moglie) ha appena preso la patente e i genitori le hanno prestato una piccola Volkswagen Beetle che usavano per uscire. Marr le chiede di portarlo immediatamente da Morrissey, che ha un registratore a cassette. "Era come se stessimo per avere un bambino," ricorderà Marr a Radio X nel 2018. Per tutto il viaggio di venti minuti verso Stretford, Johnny suona il riff in continuazione, terrorizzato di cambiare anche solo una nota. Anni dopo capirà di non aver copiato i Chic: il riff era originale, e influenzato semmai da Rebel Rebel di David Bowie del 1974, oltre che dal funk di Nile Rodgers. Coincidenza geniale: Bowie e Rodgers stavano in quel momento collaborando insieme a Let's Dance (1983). Marr ride: "David Bowie e Nile Rodgers ebbero il loro più grande hit lavorando insieme. Coincidenza? Non credo!".

🎤 Strawberry Studios: 250 sterline e un giorno solo

Quando arriva a casa Morrissey, Marr registra il riff su nastro. Il giorno dopo lo mostra a Mike Joyce e Andy Rourke. Andy ascolta e gli dice: "Sicuro che non sia Rebel Rebel?" Risate. Morrissey scrive il testo in appena due ore, una poesia su un amore proibito tra due ragazzi: "And if the people stare, then the people stare. I really don't know and I really don't care." Il manager Joe Moss, un piccolo commerciante di jeans di Manchester che ha creduto subito nella band, finanzia la prima sessione professionale. Costo: 250 sterline. Studio scelto: Strawberry Studios di Stockport, gli stessi dove i Joy Division avevano inciso Love Will Tear Us Apart nel 1980. La sessione si tiene il 27 febbraio 1983. Gli Smiths si auto-producono il pezzo, registrando tutto in una sola giornata. Marr suona anche un'armonica sovraincisa, omaggio al folk americano che amava. Morrissey è insoddisfatto della propria voce: Moss finanzia una seconda sessione una settimana dopo per rifare il canto. Il brano inizia con un fade-in lento — scelta coraggiosa, quasi suicida per un singolo di debutto. Morrissey dirà al Jamming Magazine: "Penso che il disco sia così assolutamente perfetto in ogni aspetto che, se semplicemente sparisse, mi sentirei male, probabilmente per sempre."

🏛️ Geoff Travis e la Rough Trade

Aprile 1983. Marr e Rourke prendono il treno per Londra. Hanno con sé una cassetta che contiene Hand in Glove (versione studio) e Handsome Devil (versione live dall'Hacienda di Manchester). Vanno direttamente agli uffici della Rough Trade Records di Geoff Travis in Collier Street, Londra. La Rough Trade è già un'etichetta culto dell'indie britannico: ha pubblicato Stiff Little Fingers, Scritti Politti, Aztec Camera. Marr lascia la cassetta a Travis con due parole: "Ascoltala." Il lunedì successivo, Travis li richiama: vuole pubblicare il singolo. Si accordano per un release "test" — un solo singolo, senza obblighi a lungo termine per entrambe le parti. Pluto Studios di Manchester gestisce gli ultimi missaggi. La copertina è scelta personalmente da Morrissey: una fotografia in bianco e nero di un modello maschile nudo di spalle, di George O'Mara (l'identità del fotografo resta dibattuta tra Jim French e Lou Thomas). Una scelta provocatoria, ambigua sessualmente, perfettamente coerente con i testi di Morrissey.

📻 Pubblicazione e accoglienza: il fallimento commerciale

Hand in Glove esce il 13 maggio 1983 in formato 7" vinile, catalogo Rough Trade RT 131, con Handsome Devil (versione live dall'Hacienda) sul lato B. Tiratura iniziale: appena 6.000 copie. Il singolo riceve attenzione immediata da John Peel della BBC Radio 1, il leggendario DJ che aveva scoperto i Joy Division e Captain Beefheart. Peel lo passa più volte nelle sue trasmissioni, e organizza la prima Peel Session degli Smiths registrata il 18 maggio 1983. Anche David Jensen ne diventa fan. Il singolo raggiunge il n.3 della UK Indie Chart. Ma — sorprendentemente per la qualità del brano — non entra nella UK Singles Chart principale, fermandosi al n.124. Morrissey ne resterà ferito per anni. Dirà al Jamming Magazine nel 1984: "L'unica tragedia per gli Smiths è stata che Hand in Glove non abbia ricevuto l'attenzione che meritava. Non avrò pace finché la canzone non entrerà nel cuore della gente. Doveva essere un successo enorme."

🏆 Sandie Shaw, riscrittura della storia ed eredità immortale

Estate 1983. Morrissey scrive una serie di lettere appassionate a Sandie Shaw, ex stella degli anni '60 vincitrice dell'Eurovision con Puppet on a String (1967). La vuole come voce per il brano I Don't Owe You Anything. Shaw è inizialmente scettica, ma quando legge gli elogi che Morrissey le dedica pubblicamente accetta. Nel febbraio 1984 va ai Matrix Studios di Londra. Registra tre brani degli Smiths, accompagnata da Marr, Rourke e Joyce. Tra questi, una cover di Hand in Glove che diventa il singolo principale del progetto. Copertina: l'attrice Rita Tushingham in una scena tratta da Sapore di miele (A Taste of Honey, 1961) di Tony Richardson — film cult del British New Wave che Morrissey adorava. La cover di Sandie Shaw raggiunge il n.27 della UK Singles Chart nell'aprile 1984, primo successo della Shaw da un decennio. Paradossalmente, è la cover a fare entrare Hand in Glove nelle classifiche ufficiali britanniche, non l'originale. La versione originale degli Smiths viene rimissata da John Porter e inserita come traccia n.7 nell'omonimo album di debutto del febbraio 1984. Hand in Glove inaugura una stagione irripetibile per il rock britannico. Tra il 1983 e il 1987, gli Smiths pubblicheranno quattro album in studio (The Smiths 1984, Meat Is Murder 1985, The Queen Is Dead 1986, Strangeways, Here We Come 1987) e una sequenza di singoli leggendari — This Charming Man, William, It Was Really Nothing, How Soon Is Now?, There Is a Light That Never Goes Out, Panic, Bigmouth Strikes Again — che ridefiniranno l'idea stessa di rock alternativo. Senza loro non ci sarebbero stati Stone Roses, Oasis, Blur, Pulp, Radiohead, Suede, Belle and Sebastian, The National, Arctic Monkeys, Interpol, The Killers. Quando Morrissey e Marr si separeranno nel maggio 1987, ognuno proseguirà la propria strada: Marr come session man cercatissimo (The The, Modest Mouse, The Cribs, Hans Zimmer), Morrissey come solista controverso. Ma Hand in Glove resta il certificato di nascita di un movimento, di una sensibilità, di un'estetica. Tutto era cominciato da un riff suonato in una Volkswagen Beetle parcheggiata davanti a casa Morrissey, e da 250 sterline spese a Stockport.

🎧 Il brano del giorno

The Smiths – Hand in Glove

In una giornata dedicata al singolo di debutto degli Smiths, non poteva che essere Hand in Glove il brano del giorno. Tre minuti e venti secondi di pura magia indie: l'apertura in fade-in (scelta coraggiosa per un singolo di debutto), il riff jangly di Marr ispirato a Rebel Rebel di David Bowie e a Nile Rodgers, il basso melodico di Andy Rourke che dialoga con la chitarra, la batteria asciutta di Mike Joyce, l'armonica sovraincisa che richiama il folk americano, e la voce di Morrissey che racconta un amore proibito tra due ragazzi con versi destinati a diventare iconici: "And if the people stare, then the people stare. I really don't know and I really don't care." La produzione è cruda, gli Strawberry Studios di Stockport hanno catturato l'urgenza di quattro ragazzi di Manchester che avevano in mano qualcosa di nuovo senza ancora saperlo. Non entrò mai nelle classifiche pop britanniche (n.124 UK), ma raggiunse il n.3 della UK Indie Chart. Oggi è considerato uno dei più grandi singoli di debutto della storia del rock, manifesto sonoro di un'estetica intera. Morrissey, in un'intervista a Jamming nel 1984, dirà: "L'unica tragedia per gli Smiths è stata che Hand in Glove non abbia ricevuto l'attenzione che meritava. Non avrò pace finché la canzone non entrerà nel cuore della gente. Doveva essere un successo enorme." Lo è diventato, anche se per altre vie: nei cuori di tutti gli amanti dell'indie britannico, da quarantatré anni a questa parte.

Top comment YouTube:

"The greatest debut single in rock history. Marr's guitar, Morrissey's voice — three minutes that changed everything."

Traduzione: "Il più grande singolo di debutto della storia del rock. La chitarra di Marr, la voce di Morrissey — tre minuti che hanno cambiato tutto."


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