28 agosto 2015: Bad Magic, l'ultimo disco che Lemmy fece in tempo a vedere

Motörhead - Bad Magic, la copertina dell'album del 2015

Copertina dell'album Bad Magic (2015), di proprietà di UDR Music / Motörhead.

Un disco come tutti gli altri

Il 28 agosto 2015 esce Bad Magic, ventiduesimo album in studio dei Motörhead. Nessuno lo prende per un testamento. È un disco dei Motörhead: undici pezzi tirati, il basso di Lemmy Kilmister che suona come una motosega accordata, Phil Campbell alla chitarra, Mikkey Dee alla batteria, Cameron Webb alla produzione per la sesta volta di fila. La recensione media dice quello che si dice sempre dei Motörhead: che sono i Motörhead, e che va bene così.

Entra al Nr.35 della Billboard 200 e al Nr.2 fra gli album hard rock. Diecimila copie la prima settimana in America. Un buon disco di una band che ne aveva fatti ventuno prima.

Come era stato inciso

Mikkey Dee ha raccontato che questa volta avevano fatto diversamente: «stavamo in studio a scrivere il disco e a suonarlo tutti insieme», invece di costruirlo a strati. Lemmy più tardi ha ridimensionato — dal vivo insieme erano cinque pezzi, non tutti — ma il punto restava: era il disco più spontaneo che avessero fatto da anni.

Dentro ci sono due cover. Una è Sympathy for the Devil dei Rolling Stones, incisa perché gliel'aveva chiesta il wrestler Triple H. L'altra è Heroes di David Bowie, registrata in quelle stesse sedute e pubblicata solo due anni dopo, quando né Bowie né Lemmy erano più vivi per sentirla insieme.

E poi c'è Till the End. Una ballata, che nei Motörhead è quasi una bestemmia. Lemmy la canta piano, con la voce sfregata di uno che ha fumato per cinquant'anni, e dice che l'unica cosa che non perderai mai è la musica che ti suona in testa: quella ti resta fino alla fine.

Lemmy Kilmister dal vivo con i Motörhead

Foto di Alejandro Páez (Molcatron su Flickr), dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

Quattro mesi

Nell'autunno 2015 i Motörhead vanno in tour e il tour va male. Lemmy interrompe dei concerti dopo pochi pezzi, ne annulla altri, si scusa col pubblico dal palco. Aveva settant'anni, il diabete, un defibrillatore impiantato nel 2013 e una vita che aveva vissuto senza risparmiarsi un solo giorno.

Il 24 dicembre compie settant'anni. Il 26 gli diagnosticano un tumore alla prostata, già diffuso. Il 28 dicembre se ne va, a casa sua a Los Angeles, davanti al suo videopoker preferito.

Quattro mesi esatti dopo l'uscita di Bad Magic. Uscito un 28, sparito un 28.

Mikkey Dee non ci girò intorno: «I Motörhead sono finiti, ovviamente. Lemmy era i Motörhead». Nessuno provò nemmeno a discutere. Quarant'anni di band si sono chiusi con la stessa formula con cui erano cominciati: se non c'è lui, non c'è niente.

Quello che rimane

Rimane un disco che nell'agosto del 2015 sembrava semplicemente l'ultimo arrivato, e che dal gennaio del 2016 è diventato un'altra cosa. Rimane la sensazione, quando lo si riascolta oggi, che qualcuno stesse mettendo in ordine senza dirlo a nessuno. E rimane il fatto — verificabile, non poetico — che l'ultima canzone che Lemmy Kilmister ha scritto e cantato da vivo si intitola Till the End.

Sotto quel video, il commento più votato è di uno che l'ha scritto il 29 dicembre 2015, il giorno dopo.

@DrummingKid78 · 11 anni fa
«Listening to this record, it feels like he knew this one would be his last. RIP»

Traduzione: «Ad ascoltare questo disco, sembra che lui sapesse che sarebbe stato l'ultimo. Riposa in pace.»

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Fonti: Wikipedia EN — Bad Magic, Motörhead, Lemmy; Billboard, classifiche del settembre 2015; dichiarazioni di Mikkey Dee alla stampa svedese e a Classic Rock, dicembre 2015; canale ufficiale Motörhead su YouTube.

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