12 agosto 1968: due minuti in uno scantinato, e nascono i Led Zeppelin

Led Zeppelin, immagine promozionale del 1971: Bonham, Page, Jones e Plant

Le grandi band non nascono su un palco. Nascono in stanze piccole, in pomeriggi qualunque, davanti a nessuno.

Il 12 agosto 1968 quattro persone si trovano per la prima volta nella stessa stanza, in uno scantinato di Gerrard Street, nel cuore di Soho. Non sono ancora i Led Zeppelin. Sul contratto che li aspetta c'è scritto New Yardbirds, perché Jimmy Page ha ereditato il nome della band precedente insieme a una manciata di date in Scandinavia che qualcuno deve pur andare a suonare.

Page ha ventiquattro anni ed è già uno dei turnisti più richiesti di Londra: ha suonato su centinaia di dischi altrui senza che nessuno sapesse il suo nome. Con lui c'è John Paul Jones, che di sessioni ne ha fatte altrettante e che aveva chiesto lui stesso di entrare. Gli altri due arrivano dalle Midlands e non li conosce quasi nessuno: un cantante di ventanni con i capelli lunghissimi, Robert Plant, e il batterista che Plant si porta dietro, John Bonham.

La stanza

Lo scantinato è minuscolo. John Paul Jones lo ha raccontato più volte con la stessa immagine: gli amplificatori occupavano tutte le pareti, e non restava quasi spazio per aprire la porta. Nessuno sapeva bene cosa aspettarsi. Due di loro venivano dal mestiere degli studi, gli altri due dal circuito dei club.

Serve un pezzo che conoscano tutti e quattro. L'unico è Train Kept A-Rollin', un vecchio rockabilly che gli Yardbirds suonavano tutte le sere. Attaccano quello.

Bastano due minuti. Page ha raccontato che la stanza è letteralmente esplosa; Jones che si sono guardati e hanno capito immediatamente che era successo qualcosa che nessuno di loro aveva previsto. Non c'era pubblico, non c'era un tecnico, non c'era nemmeno un nome. C'era solo il volume, e quattro persone che si accorgono nello stesso istante di essere diventate una cosa sola.

John Bonham alla batteria nel 1975

Un mese dopo

Nel giro di poche settimane il nome cambia. La battuta su un pallone di piombo che cade a terra come una zeppelin girava da un po' negli ambienti londinesi; Page se la ricorda, toglie la a per evitare che gli americani la pronuncino sbagliata, e diventa Led Zeppelin.

Il primo disco viene registrato in poco più di trenta ore di studio, pagate da Page di tasca propria per non dover rendere conto a nessuno. Esce a gennaio del 1969 e si apre con Good Times Bad Times: due minuti e quarantasei secondi in cui c'è già tutto, compresa quella grancassa che sembra suonata con due pedali e invece è un piede solo di un ragazzo di vent'anni.

C'è un dettaglio che ha resistito per cinquantasette anni e che nel 2025 è stato corretto: l'indirizzo. Per decenni i fan sono andati a fotografarsi davanti al numero 39 di Gerrard Street. Una ricerca condotta per il documentario Becoming Led Zeppelin ha stabilito che lo scantinato era quasi certamente sotto il numero 19, dove fino a poco prima c'era un negozio di dischi che aveva appena chiuso. Migliaia di fotografie, per mezzo secolo, scattate davanti al portone sbagliato.

La cosa che nessuno sapeva

È questo il punto di quel 12 agosto. Non era un debutto, non era un concerto, non era nemmeno una prova ufficiale: era un incontro fra quattro persone che dovevano capire se riuscivano a stare nella stessa stanza. Nessuno di loro, quel pomeriggio, aveva idea di cosa stesse cominciando. In dodici anni venderanno più dischi di quasi chiunque altro, e quando John Bonham morirà, nel settembre del 1980, gli altri tre decideranno in poche settimane che senza di lui non ha senso continuare.

Tutto quello che è venuto dopo — Madison Square Garden, Knebworth, il jet privato col nome sulla fiancata — comincia in una cantina di Soho dove non si riusciva ad aprire la porta.

@ECartmanist · 6 anni fa
«I feel like this band will go places»

Traduzione: «Ho la sensazione che questa band andrà lontano.»

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