7 settembre 1978 – Keith Moon, l'ultima festa

7 settembre 1978 – Keith Moon, l'ultima festa

Keith Moon degli Who alla batteria nel 1975

🎬 La sera del 6 settembre

Ogni settembre, dal 1976, Paul McCartney organizzava a Londra la Buddy Holly Week. Aveva comprato il catalogo delle canzoni di Holly e ne festeggiava il compleanno come si festeggia quello di un parente: una settimana di concerti, premi e feste, sempre intorno al 7 settembre. Nel 1978 la terza edizione capitò bene, perché nelle sale stava per uscire The Buddy Holly Story, il film con Gary Busey.

La sera del 6 settembre Paul e Linda McCartney offrirono una cena al Peppermint Park, un ristorante di Covent Garden, e poi portarono tutti all'Odeon di Leicester Square per la proiezione di mezzanotte. Fra gli invitati c'era Keith Moon, con la fidanzata Annette Walter-Lax. Moon non voleva andarci; cambiò idea quando lei disse che ci sarebbe andata comunque.

Chi c'era lo ricorda di ottimo umore e — cosa che sorprese tutti — sobrio. Annette raccontò che non bevve, o che si limitò a due bicchieri. È in quella sera che è stata scattata l'ultima fotografia di Keith Moon vivo, in mezzo a gente che rideva.

🥁 Il ragazzo che rompeva le cose

Era entrato negli Who nel 1964 presentandosi a un concerto e chiedendo di provare; si sedette dietro i tamburi, suonò una canzone e distrusse un pedale. Lo presero. Da lì in avanti fu la cosa più vicina a un terremoto che la musica inglese avesse mai avuto alla batteria: non teneva il tempo, lo riempiva, suonando i tom come se fossero assoli e lasciando a John Entwistle il compito di reggere in piedi la baracca. My Generation, Tommy, Won't Get Fooled Again: senza quel disordine gli Who sarebbero stati un'altra band.

La copertina di Who Are You degli Who: Keith Moon seduto sulla sedia con la scritta NOT TO BE TAKEN AWAY

Fuori dal palco era la stessa cosa, e faceva molto meno ridere. Alberghi devastati, automobili nelle piscine, anni di alcol. Nel 1978 era tornato a vivere a Londra dopo un periodo a Los Angeles, ed era in cura da un medico, Geoffrey Dymond, che gli aveva prescritto l'Heminevrin — clometiazolo, un sedativo che serve a superare le crisi d'astinenza da alcol. Cento compresse, non più di tre al giorno.

Tre settimane prima, il 18 agosto, era uscito Who Are You. In copertina Moon è seduto a cavalcioni di una sedia: il fotografo Terry O'Neill gliel'aveva fatta girare al contrario per nascondere la pancia gonfia dall'alcol. Sullo schienale c'era scritto NOT TO BE TAKEN AWAY — da non portare via. Nessuno ci fece caso, allora.

🕯️ Le quattro del mattino

Moon e Annette tornarono a casa verso le quattro. Casa era l'appartamento 12 al numero 9 di Curzon Place, a Mayfair, che Harry Nilsson gli affittava. Quattro anni prima, nello stesso appartamento, era morta Cass Elliot dei Mamas & the Papas: anche lei aveva trentadue anni.

Si alzarono presto per fare colazione. Moon chiese delle costolette d'agnello; Annette gli fece notare che non era il caso, a quell'ora. Le ultime parole che le disse furono: «Se non ti va bene, puoi anche andartene». Poi tornò a letto. Lo trovò nel pomeriggio. L'autopsia contò trentadue compresse di Heminevrin, ventisei delle quali non ancora sciolte: una per ogni anno che aveva.

Il coroner stabilì che era stato un incidente. Non fu aperta nessuna indagine.

🎧 Il brano

Il 25 maggio 1978, agli Shepperton Studios, gli Who avevano suonato davanti a un pubblico invitato apposta perché servivano le riprese per il documentario The Kids Are Alright. Fu l'ultima volta che Keith Moon suonò con la sua band. La cosa incredibile è che non si vede: in Won't Get Fooled Again è ancora lui, con il microfono degli auricolari fissato alla testa con il nastro adesivo da elettricista, che a un certo punto — fra il minuto 7:37 e il 7:56 — fa partire il rullante mentre Daltrey urla e Townshend si butta in ginocchio. Venti secondi. Poi mancavano tre mesi e mezzo.

@thewol7534 · 5 anni fa
«I love how Keith Moon has his headset taped onto his head with gaffer tape. He was the one and only.»

Traduzione: «Adoro il fatto che Keith Moon abbia gli auricolari attaccati alla testa col nastro da elettricista. Era l'unico e non ce ne sarà un altro.»

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