«Per ora se n'è stata alla larga»: Tony Iommi e la tregua col linfoma

Quattordici anni dopo la diagnosi, l'uomo che ha inventato il riff pesante fa ancora i controlli

Tony Iommi dal vivo con la Gibson SG

Ci sono due date che hanno provato a fermare Tony Iommi, e nessuna delle due ci è riuscita. La prima è il giorno del 1965 in cui una pressa gli tranciò le punte di due dita della mano destra: ne uscirono i ditali di plastica, le corde allentate, l'accordatura ribassata e — per conseguenza involontaria — l'intero suono dell'heavy metal. La seconda è l'inizio del 2012, quando durante alcuni accertamenti per un nodulo gli fu diagnosticato un linfoma, annunciato pubblicamente nel febbraio di quell'anno, proprio mentre i Black Sabbath avevano appena rimesso in piedi la formazione originale.

Di quella seconda data Iommi è tornato a parlare il 2 settembre, ospite di Trunk Nation With Eddie Trunk su SiriusXM. Il tono, come riporta Blabbermouth, è quello asciutto di chi ha imparato a non festeggiare troppo presto: «Tocchiamo ferro, finora va tutto bene», ha detto, «per quanto riguarda il cancro, per ora se n'è stata alla larga». Due giorni prima dell'intervista aveva fatto l'ennesimo prelievo: i controlli e le analisi del sangue non si sono mai fermati in tutti questi anni, e non è previsto che si fermino.

Il resto del racconto è quello di un settantottenne che non ha nessuna intenzione di mettersi seduto. A giugno di quest'anno ha ricevuto l'MBE, una delle onorificenze più alte della vita pubblica britannica; il 23 ottobre esce From The Dark, il nuovo disco solista, registrato con Jorn Lande alla voce, Becky Baldwin al basso e Karl Brazil alla batteria.

Nel Calendario del Rock Iommi occupa una casella che nessuno gli toglierà: il 13 febbraio 1970, venerdì, usciva Black Sabbath, il disco che apre tutto. Cinquantasei anni dopo, la notizia migliore che possa dare è che i suoi esami sono ancora puliti.

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