Novantadue tracce mai uscite: gli Who riaprono la scatola di «The Who By Numbers»

Novantadue tracce mai uscite: gli Who riaprono la scatola di «The Who By Numbers»

Gli Who dal vivo

Gli Who dal vivo.
Foto di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

Nel 1975 The Who By Numbers era il disco che nessuno aspettava: nessuna opera rock, nessun sintetizzatore che apre le danze come in Baba O'Riley. Solo Pete Townshend a trentun anni che si guarda dentro e non gli piace granché quello che vede. Numero 7 in Gran Bretagna, numero 8 negli Stati Uniti, e la sensazione — allora — di un passo indietro dopo Who's Next e Quadrophenia. Copertina disegnata a mano da John Entwistle: un unisci-i-puntini, come se la band fosse un gioco da completare.

Cinquantun anni dopo, quel gioco viene completato sul serio. Come riportano Rolling Stone e Ultimate Classic Rock, il 30 ottobre esce l'edizione super deluxe: cinque CD più un Blu-ray, con 92 fra tracce e mix mai pubblicati.

Dentro c'è l'album originale rimasterizzato, undici demo di Townshend, le session di registrazione ai Ramport e agli Shepperton Studios, i primi missaggi con le voci-guida ancora al posto di quelle definitive, e un intero concerto del 12 giugno 1976 a Vetch Field, Swansea. Il Blu-ray aggiunge i mix in Atmos e 5.1 e le immagini inedite di una serata del dicembre 1975 a Pontiac, Michigan.

La storia più bella, però, è quella dei nastri. I multitraccia originali da due pollici erano dati per persi. Li ha ritrovati nel 2020 il produttore Brian Kehew, negli archivi dei Sunset Sound di Hollywood, e ne ha coordinato il restauro: senza quel ritrovamento questa scatola non esisterebbe.

Townshend ha ammesso che è l'album di cui gli riesce più difficile parlare, «l'unico in cui ho lasciato che canzoni così personali finissero agli Who». Roger Daltrey, che quelle canzoni le ha dovute cantare, la vede al contrario: è fra i suoi dischi preferiti della band, proprio per quanto mette a nudo.

Un disco nato dai dubbi di un uomo che si chiedeva se avesse ancora senso stare in una rock band. Mezzo secolo dopo, la risposta la danno novantadue tracce che nessuno aveva mai sentito.


Fonti: Rolling Stone e Ultimate Classic Rock (1 settembre 2026).
Foto: di proprietà di Raph_PH — dal sito Wikimedia Commons.

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