«Is This It» compie 25 anni: parla il produttore Gordon Raphael

Venticinque anni fa, dall'altra parte del mondo

The Strokes dal vivo

Il 30 luglio 2001 «Is This It» arrivava nei negozi australiani. Regno Unito, Europa e Giappone sarebbero seguiti nel giro di poche settimane; l'America avrebbe dovuto aspettare ottobre, con una scaletta ritoccata dopo l'11 settembre. Oggi il disco che ha rimesso in piedi il rock di chitarra compie venticinque anni.

A raccontarlo, come riporta NME, è Gordon Raphael, l'uomo che ha prodotto i primi due album degli Strokes in uno scantinato di Manhattan con un budget che oggi non basterebbe per girare un video. La sua reazione all'anniversario vale più di un saggio critico: «That's a miracle», è un miracolo, dice, che dopo venticinque anni la gente lo ascolti ancora.

Raphael ricorda bene il contesto in cui incontrò cinque ragazzi newyorchesi vestiti male e convinti di avere ragione: «Guitar music was very out of fashion when I saw them». Le chitarre, nel 2001, non le voleva nessuno. Undici canzoni in trentasei minuti, registrate volutamente sporche, hanno rovesciato il tavolo e aperto la strada a tutto quello che sarebbe arrivato dopo, dagli Arctic Monkeys ai Kings of Leon.

Il tempismo, per una volta, è perfetto: gli Strokes hanno appena pubblicato il settimo album, «Reality Awaits», e stanno girando il Nord America, con le date britanniche ed europee attese in ottobre.

Venticinque anni dopo, alla domanda del titolo — è tutto qui? — la risposta la conosciamo tutti: no, non era tutto lì. Era solo l'inizio.

Fonte: NME.

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