Stevie Nicks canta «Landslide» con Olivia Rodrigo, e i dieci milioni diventano venti

Stevie Nicks canta «Landslide» con Olivia Rodrigo, e i dieci milioni diventano venti

Stevie Nicks dal vivo ad Austin nel 2017

Stevie Nicks al Frank Erwin Center di Austin, 2017.
Foto di proprietà di Ralph Arvesen — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

Ci sono canzoni che non si prestano: Landslide è una di quelle. La scrivi a ventisette anni chiedendoti se hai sbagliato tutto, e cinquant'anni dopo la canti insieme a una ragazza che quella domanda se la sta facendo adesso. È successo sabato 29 agosto al Great Park di Irvine, in California, alla prima edizione del Daisy Chain Fields.

Il festival — una sola giornata, palco tutto al femminile — è un'idea di Olivia Rodrigo, dichiaratamente costruita sul modello del Lilith Fair. E il Lilith Fair, per non lasciare dubbi, era in prima fila: Sarah McLachlan, che lo fondò nel 1997, ha cantato Building a Mystery e poi Angel, dedicata a Dolly Parton. Poco dopo è arrivata Alanis Morissette — subentrata a Karen O, annunciata inizialmente — con Ironic, che a trentun anni dalla pubblicazione di Jagged Little Pill continua a funzionare come una scarica elettrica.

A chiudere la serata, come racconta Stereogum, ci ha pensato Stevie Nicks. Ha cantato Landslide con Rodrigo, ci ha ballato insieme, e poi le ha lasciato la frase che si porterà dietro per un pezzo: «Mi ricorda tanto me stessa quando avevo la sua età, cento anni fa». Si è detta «un po' sbalordita» da come una venticinquenne sia riuscita a tirare su una cosa del genere, e ha aggiunto il consiglio che vale per tutti: non rinunciarci mai, e non lasciare che nessuno ti cambi.

I numeri, per una volta, sono all'altezza della scaletta. La serata ha raccolto dieci milioni di dollari per associazioni che si occupano di donne e ragazze. Poi Melinda French Gates, attraverso la sua Pivotal, ne ha messi altri dieci: totale, venti milioni. Rodrigo ha salutato con un «ci vediamo l'anno prossimo». Il Lilith Fair, all'epoca, di anni ne durò tre.


Fonti: Stereogum e Consequence (30 agosto 2026).
Foto: di proprietà di Ralph Arvesen — dal sito Wikimedia Commons.

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