«Non è un addio, è un arrivederci»: gli Shame si fermano dopo il tour di Cutthroat

«Non è un addio, è un arrivederci»: gli Shame si fermano dopo il tour di Cutthroat

Gli Shame dal vivo al Glastonbury Festival, 2019

Gli Shame sul palco del Williams Green, Glastonbury Festival, 29 giugno 2019.
Foto di proprietà di Simoncromptonreid — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Ci sono comunicati che si capiscono dalla punteggiatura. Quello che gli Shame hanno messo sui social oggi comincia con dei ringraziamenti — il giro del mondo, i palchi, le facce incontrate lungo la strada — e a un certo punto cambia passo: finito il giro di concerti in corso, la band si ferma. Non una data, non un limite. Una pausa e basta.

Come riporta Far Out Magazine, il gruppo ha scelto parole molto precise: «Non è una decisione che abbiamo preso alla leggera, ma pensiamo sia la cosa migliore per noi come individui e come band». E subito dopo, per non lasciare equivoci: «Non è affatto un addio, è un arrivederci». In mezzo, la promessa che i fan si porteranno dietro per mesi: torneranno «più cattivi e più bravi di prima» a consegnare il quinto disco degli Shame.

Quattro album, quindi, e poi il fermo. L'ultimo è Cutthroat, il disco che Charlie Steen ha raccontato a Far Out come attraversato dal cattolicesimo di famiglia: «Il funerale di mio nonno è durato tre giorni. È una festa enorme, quella celebrazione della vita, e può finire da un momento all'altro». Il cantante ha spiegato di non avere la fede piena dei suoi nonni — «sono un paio di generazioni più in là» — ma di aver tenuto quell'idea: che la fine incombente sia una forza e non una paura. Detta oggi, con la band che stacca la spina alla fine del tour, suona diversamente.

Vale la pena ricordare da dove arrivano. Gli Shame sono usciti dal Windmill di Brixton, il pub-fucina da cui a metà anni Dieci è emersa l'onda post-punk del sud di Londra, e con Songs of Praise nel 2018 sono stati tra i primi a sfondare. Da lì in poi hanno spinto sempre un po' più in là — mai lo stesso disco due volte, mai un compromesso comodo. È esattamente il tipo di band che si logora, e che infatti si ferma per non rompersi.

Restano le ultime date di Cutthroat da suonare. Chi ha un biglietto in tasca, adesso sa che è un biglietto diverso.


Fonti: Far Out Magazine. Comunicato della band sui propri canali social; dichiarazioni di Charlie Steen.
Foto: di proprietà di Simoncromptonreid — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

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