La reunion dei Rush è nata in una clinica austriaca: le jam delle quattro del pomeriggio

La reunion dei Rush è nata in una clinica austriaca: le jam delle quattro del pomeriggio

I Rush dal vivo al TD Garden di Boston
Foto di proprietà di Seth Tisue, da Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

Le reunion, di solito, nascono in una stanza con un tavolo e degli avvocati. Quella dei Rush è nata in una clinica austriaca, tra un trattamento e l'altro, alle quattro del pomeriggio.

Il racconto arriva da un'intervista di Geddy Lee a Rolling Stone, ripresa da Ultimate Classic Rock. Alex Lifeson stava male da circa diciotto mesi: una nausea che non passava mai, strascico di interventi chirurgici andati male. Un amico comune consigliò la Vivamayr, clinica austriaca specializzata in disturbi digestivi. Lifeson decise di andarci. Lee lo accompagnò, e lo fece per il motivo più semplice del mondo: per non lasciarlo solo.

Solo che Lifeson, in valigia, ci aveva messo anche l'attrezzatura da studio, e se l'era montata in camera. «Così alla fine finivamo per fare jam ogni giorno alle quattro del pomeriggio, dopo i trattamenti», ha raccontato Lee. Un'ora e mezza al giorno, per giorni. Ed è lì, in una stanza di clinica dall'altra parte dell'oceano, che Lifeson ha smesso di pensare al ritiro definitivo dai palchi.

Il resto è il Fifty Something, il tour del 2026 con Anika Nilles alla batteria: il primo con Lee e Lifeson insieme dopo il sipario dell'R40, calato al Forum di Los Angeles il 1° agosto 2015. In mezzo c'è la morte di Neil Peart, e un silenzio che sembrava definitivo.

Non ci sono voluti un manager e un assegno. Sono bastati due vecchi amici, una stanza e un orario fisso.

Le date che contano finiscono nel Calendario del Rock.


Fonti: Rolling Stone (intervista a Geddy Lee); Ultimate Classic Rock (27 agosto 2026).

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