I Nevermore tornano a Bloodstock dopo quasi vent'anni: nuova voce e disco nel 2027

Il ritorno più improbabile del Bloodstock 2026 si chiama Nevermore

I Nevermore dal vivo nel 2007

Ci sono band che il tempo trasforma in leggenda proprio perché sono sparite nel momento sbagliato. I Nevermore di Seattle sono uno di quei casi: un thrash progressivo dal taglio oscuro, chitarre affilate e melodie che non chiedevano permesso, arrivato al pubblico giusto quasi sempre con qualche anno di ritardo. Il 9 agosto 2026 sono risaliti sul palco del Bloodstock, dove non mettevano piede dal 2007. Ed è il loro primo concerto nel Regno Unito da sedici anni.

Il nodo, ovviamente, era la voce. Warrel Dane, scomparso nel 2017, non era semplicemente il cantante: era il baricentro drammatico di tutta la faccenda. Al suo posto oggi c'è Berzan Önen, e stando al racconto di Louder — firmato da Rich Hobson — la scommessa è stata vinta: partenza in salita, con il prato ancora mezzo vuoto, ma una presenza scenica descritta come «davvero conquistante» e un'ora di concerto che ha ribaltato l'aria.

La scaletta ha pescato a piene mani da Dead Heart In A Dead World, il disco del 2000 che resta la porta d'ingresso più onesta al loro mondo, con «The Heart Collector» indicata come il vertice della serata: colossale nell'ambizione, dice la recensione, e con quel respiro da inno che i Nevermore hanno sempre avuto senza mai raccoglierne i frutti. Perché è questo il punto: nel 2000 suonavano già quello che il metal avrebbe scoperto dieci anni dopo.

E non finisce qui. Secondo Louder, questa formazione ha un disco nuovo in programma per il 2027. Il che significa che non stiamo parlando di una rimpatriata nostalgica, ma di un secondo tempo vero. Segnatevi la data: potrebbe finire dritta nel nostro Calendario del Rock.

Fonte: Louder (Rich Hobson).

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